ALCANIZ - "Qui comando io". Dopo l'exploit della Rossa in mattinata, Marquez picchia un pugno sul tavolo e fa capire a tutti che aria tira in Aragona. Il campione del mondo è il più veloce al termine della prima giornata di libere (1'47"382), lascia tutti dietro di un buon mezzo secondo a parte Lorenzo, che chiude un giro interessante (1'47"520) a 138 millesimi dal catalano. Tutto suggerisce che domenica sarà una sfida tra Marc e le Ducati ufficiali, con l'incognita - considerato il caldo torrido - del consumo Michelin.
Difficilmente potranno essere protagoniste le Yamaha, anche oggi in evidente difficoltà. Dopo i due spagnoli, finalmente un italiano: Dovizioso segna il terzo tempo (1'47"835) e fa sorridere il suo team manager Tardozzi - "Marquez qui va davvero forte e lo sapevamo, però le nostre sensazioni sono buone" -, ma quei 435 millesimi di distacco dal più veloce sono tanti. Una Honda, 2 Ducati, ancora una Honda: è quella di Crutchlow, l'inglese che corre per il team di Lucio Cecchinello. Quinto crono per Iannone (1'47"919) con la Suzuki, che rifila un secondo al suo compagno di squadra Rins e precede un Petrucci meno brillante nel pomeriggio (1'48"134) con la Gp18 Pramac, poi un redivivo Pedrosa.
La 'vecchià Ducati di Bautista e - alleluja - infine tocca a Valentino: il Doc è solo 9° (1'48"501) e paga un secondo più 119 millesimi di gap, un'eternità. No, la M1 proprio non va. Il pesarese ci prova in tutti i modi e risulta il più veloce dei piloti Yamaha, magra soddisfazione: Vinales è 10° a mezzo decimo da Rossi, anche lui scuote la testa, sconsolato. Resta per un soffio fuori dai migliori 10 Morbidelli, preceduto giusto da Maverick per 102 millesimi. Male Miller con la Gp17, un secondo e 3 decimi di distacco, l'Aprilia continua la sua stagione sottotono: Aleix Espargarò è 13°, a 1"436, e pensare che è il migliore del team di Noale.
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Difficilmente potranno essere protagoniste le Yamaha, anche oggi in evidente difficoltà. Dopo i due spagnoli, finalmente un italiano: Dovizioso segna il terzo tempo (1'47"835) e fa sorridere il suo team manager Tardozzi - "Marquez qui va davvero forte e lo sapevamo, però le nostre sensazioni sono buone" -, ma quei 435 millesimi di distacco dal più veloce sono tanti. Una Honda, 2 Ducati, ancora una Honda: è quella di Crutchlow, l'inglese che corre per il team di Lucio Cecchinello. Quinto crono per Iannone (1'47"919) con la Suzuki, che rifila un secondo al suo compagno di squadra Rins e precede un Petrucci meno brillante nel pomeriggio (1'48"134) con la Gp18 Pramac, poi un redivivo Pedrosa.
La 'vecchià Ducati di Bautista e - alleluja - infine tocca a Valentino: il Doc è solo 9° (1'48"501) e paga un secondo più 119 millesimi di gap, un'eternità. No, la M1 proprio non va. Il pesarese ci prova in tutti i modi e risulta il più veloce dei piloti Yamaha, magra soddisfazione: Vinales è 10° a mezzo decimo da Rossi, anche lui scuote la testa, sconsolato. Resta per un soffio fuori dai migliori 10 Morbidelli, preceduto giusto da Maverick per 102 millesimi. Male Miller con la Gp17, un secondo e 3 decimi di distacco, l'Aprilia continua la sua stagione sottotono: Aleix Espargarò è 13°, a 1"436, e pensare che è il migliore del team di Noale.
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