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MotoGp, Brno: super pole di Marquez. Dovizioso quarto, Rossi settimo

Marc Marquez (reuters)
Lo spagnolo della Honda azzarda, monta le slick su pista bagnata e straccia la concorrenza: ''Li ho messi ko come Tyson''. In prima fila anche Miller e Zarco
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BRNO - Marquez si arrabbia, quando sente dire in giro che questo mondiale è già suo anche se siamo solo a metà campionato: ma come si fa a pensare che possa andare diversamente? Il Cannibale, che alla vigilia del gp di Brno ha 58 punti di vantaggio sul 2° in classifica (Dovizioso), si è preso un'altra pole e con una prepotenza che lo stupefacente gap rifilato agli altri - 2 secondi e mezzo su Miller e 3 secondi su Zarco: domani partiranno in prima fila insieme a lui - racconta solo parzialmente. Perché oggi Marc non solo ha dominato: ha letteralmente polverizzato le ambizioni dei suoi avversari, li ha maltrattati psicologicamente, li ha legati forse per sempre al lettino dello psicologo.

Marc, tra equilibrismi e follia

Mentre quelli - prudenti - sulla pista bagnata montavano le gomme 'rain', il catalano ha sfidato le regole del buonsenso e ha messo le 'slick' da asciutto. Come un cane da tartufi si è messo a cercare i tratti d'asfalto meno zuppi, poi nel settore finale della pista - mentre cominciava a piovere fitto - ha regalato capolavori d'equilibrismo, roba da fune tesa al Cirque du Soleil. Santi Hernandez, il capotecnico Honda, si metteva le mani nei capelli terrorizzato: niente paura, tutto sotto controllo. Con i pneumatici più "sicuri" ma evidentemente più lenti, gli Altri sono arrivati pagando distacchi abissali. "Lo so, ho preso tanti rischi inutili: però io sono fatto così", ha chiesto scusa il fuoriclasse scendendo dalla moto. Talento, follia, anche un pizzico di fortuna. "Li ho messi ko come Mike Tyson", ha detto dei rivali.

"Scusate, forse ho esagerato"

"Mi sono detto: provo a dare tutto nelle prime 5 curve, poi magari rallento. Invece. Ripensandoci, ho esagerato. E qualcuno del team s'è incavolato di brutto perché le ultime due curve erano veramente bagnate. Provavo a ragionare, a capire dove erano i rischi maggiori: ma a quel punto avevo staccato il cervello. E' stato divertente: che adrenalina". Durante le qualifiche ha anche litigato di brutto con Alex Rins, e la Suzuki ha scritto alla Direzione Gara per chiedere "spiegazioni" del comportamento di Marc, che ha rallentato all'improvviso rischiando un pericoloso contatto con l'avversario. "Qualche anno fa in Moto2 ha avuto un brutto incidente, ed ha cominciato a vedere doppio. Forse non è ancora guarito", ha polemizzato Rins prendendosela con l'altro: "Provoca sempre. Vuole entrarti nella testa". Il Cannibale ha risposto con un sorriso Durbans dei suoi: "Io sono qui per vincere il titolo". Appunto.
Marquez domani (ore 14) parte dalla pole, in prima fila con la Ducati in versione Pramac dell'australiano Miller - il solo a rischiare come Marc con le 'rain': ma lui naturalmente ad un certo punto è finito gambe all'aria, alla curva 13 - e la sorprendente Ktm di Zarco, il francese esistenzialista che in questo 2019 sembrava scomparso ma il nuovo forcellone in carbonio sembra fare miracoli.

Dovi: "Domani sarà diverso"

Quarto tempo, a 2"837 per Dovizioso. "Sarà il mio avversario più duro", racconta Marquez. "Potrei anche accontentarmi del podio", aggiunge il Cannibale, però non gli crede nessuno. Dovi spiega. "In questo momento Marc è il più forte, e non perde occasione per ricordarlo a tutti. E' il suo stile, la sua forza". Il forlivese ammette di essere rimasto "impressionato" dalle Q2 del catalano. Ma non più di tanto. "Ha rischiato di brutto, è stata una scelta vincente. Congratulazioni. Io non mi pento di aver messo le gomme da bagnato: ho fatto il 4° tempo, domani parto dalla seconda fila e non ho rischiato nulla". Sì, ma uno così ti distrugge psicologicamente. "Dipende da te. Io soffro di più se in gara - quando ci sono dei punti in palio - mi rifila un secondo a giro". Per domani il Dovi è fiducioso. "Molto però dipenderà dal meteo: sul bagnato andiamo bene, sull'asciutto abbiamo bisogno di fare ancora un po' di prove per scegliere le gomme giuste".

Il ritorno di Zarco, il sorriso di Rossi

In seconda fila col forlivese c'è l'altra Ktm ufficiale. Quella di Pol Espargarò, e la Suzuki di Rins. Terza fila per Valentino, che chiude col 7° crono (2'06"233) ed è il migliore dei piloti Yamaha: arriva al box sorridente - il distacco dal migliore è di 3 secondi e mezzo - e questo la dice lunga. "Di questi tempi, non è male: non posso chiedere di più. Speriamo che domani non piova, abbiamo bisogno di lavorare sull'assetto giusto". Accanto a lui domani partiranno Petrucci (8°) e Vinales (9°), che prendono rispettivamente 2 e 4 decimi dal Doc. La griglia dei migliori è completata da Quartararo, Crutchlow e Morbidelli, in quarta fila. Per Bagnaia con la Pramac un modesto 14° tempo, mentre per l'ennesima volta un deludente Iannone partirà per ultimo. E' vero: oggi è stata solo una prova di forza, domani la gara sarà lunga e poi c'è l'incognita del consumo gomme. Ma con un Marquez così, come si fa a dire che non ha già vinto?
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