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MotoGp, Rossi: "Nessun ritiro, al 99% firmo per la Petronas"

 Valentino Rossi a Misano (ansa)
Domenica primo dei due appuntamenti con il Gp di San Marino a Misano. Torna anche il pubblico. In moto 2 positivi lo spagnolo Jorge Martin, secondo della classifica generale, e un meccanico
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MISANO. Via del Carro con le sue rotonde, e poi tutte le altre strade che circondano l'autodromo romagnolo: deserte. Che silenzio. C'è un furgone bianco con la scritta "Porchetta" parcheggiato su un lato, le serrande abbassate. Mai visto niente del genere il giovedì della corsa, quando la gente s'affolla per vedere i suoi eroi entrare ed uscire dal paddock. Si trova persino posteggio, pare un pomeriggio qualunque. Però domani arriveranno i tifosi: diecimila e non uno di più, perché questo è il massimo consentito per i 3 giorni del fine-settimana tra prove e gara. Per la prima volta, dopo 5 gran premi, il motomondiale ritroverà il suo pubblico. Pazienza, se affollerà solo una piccola parte delle tribune: sarà comunque una spinta importante per i piloti italiani, che in 8 giorni - si correrà su questa pista anche domenica prossima - si giocano tutto. Dovizioso, Valentino: ora o mai più. 

Valentino e Dovizioso, che occasione 


Orfana di Marquez, la MotoGP non è mai stata così equilibrata, imprevedibile. Quattro vincitori diversi in 5 appuntamenti, nessuno spagnolo. E una classifica corta, con Valentino 7° che è a soli 25 punti dal leader Quartararo: "Siamo in tanti, e in queste condizioni tutto è possibile. Misano è la mia pista, abito a 10 km da qui e ci sono cresciuto", racconta il Doc. "Le possibilità di fare bene ci sono, anche se in Austria la Yamaha ha dimostrato di non essere abbastanza veloce: lo capiremo subito venerdì, nella prima giornata di libere". Anche per Dovizioso, che a Misano ha vinto nel 2018, è un'occasione importante: "Sento che possiamo andare forte, e fare passo importante per il mondiale. Però molto dipenderà da come si adatteranno le Michelin al nuovo asfalto: ogni gara è una storia a sé", spiega il forlivese. 

Il rientro di 'Pecco' Bagnaia 


Ci sarà spazio anche per altri italiani: Franco Morbidelli confessa che questa è la "sua" pista, 'Pecco' Bagnaia rientra dopo il brutto infortunio e - anche se confessa di non essere al 100% - si dice "molto fiducioso". Però bisognerà fare i conti con le altre M1 di Quartararo e Vinales, con una Ktm sempre in progresso come ha confermato Oliveira in Austria ("La vittoria mi ha dato una motivazione enorme"), con Miller che in sella alla Ducati Pramac è 3° nel ranking. 

Il Doc: "A breve firmo per il 2021" 


In settimana qualcuno ha fatto circolare la 'voce' di un possibile ritiro di Valentino, che non ha ancora firmato per il prossimo anno col team Petronas: "Al 99% nel 2021 correrò con loro, dobbiamo solo mettere a posto alcuni dettagli e l'annuncio potrebbe arrivare a Barcellona (tra 2 settimane). Chi scrive del mio 'pensionamento' forse cerca solo qualche clic in più sul suo sito. Io voglio ancora correre". No, non è cambiato nulla: Quartararo prenderà il posto di Rossi, che andrà a fare compagnia al suo allievo preferito, Morbidelli. 

Martin positivo al Covid 


È stata confermata la positività al Covid dello spagnolo Jorge Martin, che corre in Moto2 e la prossima stagione sarà in MotoGP con la Ducati. Anche un meccanico ha il coronavirus. "Dobbiamo fare tutti molta attenzione", dice Valentino. "Meglio restare chiusi in casa, non vedere troppa gente. Poi però, dipende anche dalla fortuna: perché puoi adottare mille precauzioni, ma se incontri anche per un istante la persona sbagliata diventa un guaio". 

Dovizioso 'tester' di lusso? 


Nove gp in 11 settimane. "Guai a farsi male, perché poi non c'è più tempo per recuperare", avverte Quartararo. La storia di Marquez insegna. Dopo 3 stagioni consecutive dietro al Cannibale, Dovizioso ha la sua grande occasione. E paradossalmente, potrebbe diventare campione del mondo e il giorno dopo non avere una moto. Il divorzio dalla Rossa è ufficiale, che farà Dovi? "Ci sono delle opportunità, ma ho tutto il tempo per pensarci su: ora preferisco concentrarmi sulle gare", risponde Andrea. Qualcuno provoca i piloti Yamaha sulla 'latitanza' di Lorenzo, che è il collaudatore di lusso delle M1 ma non è che sia troppo in pista. E allora, non si potrebbe mettere sotto contratto Dovizioso come tester? "Magari", se la ride il Doc. "Io lo farei firmare subito". Ma ha ragione il DesmoDovi, c'è tempo per programmare il prossimo anno: adesso gli italiani hanno una occasione straordinaria per provare a prendersi questo titolo. Se non ora quando? 
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