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MotoGp, talento e dolcezza: la corsa al mondiale di Morbidelli

Franco Morbidelli (afp)
Con il successo nel Gp di Aragon il pilota romano della Yamaha, allievo di Rossi, si è rilanciato nella corsa al titolo. Ora è a 25 punti dal leader Mir: "Devo solo concentrarmi su me stesso, senza guardare agli altri. A Portimao, nell'ultimo gp, faremo i conti"
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ARAGON - Il segreto del Morbido? "Sono dolce. Come pilota, e come persona". Sereno, modesto, sorridente: come si fa a non amare un campione così? Tagliato il traguardo, Franco Morbidelli ha dedicato il suo secondo successo della stagione al team Petronas: "Devo ringraziare tutta la squadra, in particolare Ramon e Andy: perché è solo merito loro, se ho vinto". Ramon Forcada, storico capomeccanico che in passato ha lavorato con piloti come Crivillé, Aspar, Checa, Puig, Xaus, Kocinsky, Barros, Ukawa, Stoner, Lorenzo: e che giura di non essersi mai trovato così bene, con il giovane italiano. E Andy Griffith, il telemetrista. "Hanno lavorato fino alle 10 di sera e passa del sabato, per trovare il miglior assetto e gestire meglio le gomme: non mi è rimasto che fidarmi di loro al 100%, e giocarmela alla grande". 

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"Niente più errori, e a Portimao facciamo i conti" 

Questa storia dei miracoli in officina, la notte prima della gara, ricorda tanto il suo mentore, Valentino Rossi: "Uno che mi ha voluto con sé da ragazzino, il solo che mi ha dato fiducia". Franky è stato il primo allievo dell'Academy. E ora - miglior pilota italiano della MotoGP - potrebbe riportare il titolo mondiale a Tavullia, visto che il Doc è fuori dai giochi. "L'altro giorno ero fuori, adesso sono il protagonista: questo è un campionato strano, imprevedibile. Ogni domenica può cambiare tutto. Oltre a Mir, siamo in 3 piloti Yamaha: io, Quartararo, Vinales. L'importante sarà non commettere errori, e lavorare duro: devo solo concentrarmi su me stesso, senza guardare agli altri. A Portimao, nell'ultimo gp, faremo i conti". 

A Jerez 'tradito' dal motore Yamaha

Fino ad oggi è stato un cammino tra alti e bassi, come un po' per tutti. Il Morbido nella prima gara di Jerez aveva esordito con un buon 5° posto, a quasi 7 secondi dal primo successo del "predestinato", il compagno di squadra Quartararo. "Ho sofferto parecchio la stagione passata, a vedermelo sempre davanti. Quest'anno non mi sento inferiore a lui", aveva confessato Franky a denti stretti. Una settimana più tardi, secondo successo del francesino e Morbidelli che a 9 giri dal termine, quando stava per passare lo "Zio" Valentino e prendersi il podio, è stato tradito dal motore della M1. "Quello è stato il momento più difficile". A Brno il riscatto, con una corsa perfetta ad un 2° posto dietro alla Ktm di Binder: "Nel finale era più forte, ho fatto bene a lasciarlo passare e ora mi godo questa splendida giornata". 

Austria, la paura. Misano, l'emozione 

Che spavento invece, al Red Bull Ring: Zarco lo attacca in maniera incosciente e i due sono protagonisti di un drammatico incidente che solo per un miracolo non si trasforma in tragedia, con le moto che sfiorano Valentino e Vinales. "Il secondo gran premio buttato via solo per sfortuna". La pista austriaca non è il massimo, per le Yamaha, e 7 giorni dopo il 15° posto è una conferma. Ma poi si va a Misano. "A casa mia". E' la domenica del primo successo in carriera in MotoGP per il 25enne romano, che in passato aveva vinto 8 gare (e un mondiale) in Moto2: "Scusatemi, che emozione". Una settimana più tardi sulla pista romagnola parte dalla terza fila, Aleix Espargarò lo manda fuori pista e lontanissimo: una lunga rimonta fino al 9° posto finale, e 7 punticini che un giorno potrebbero rivelarsi preziosi. 

"Mi sentivo come Ayrton Senna" 

A Barcellona, Franky è il più veloce degli italiani, 4° al termine di una corsa che premia ancora Quartararo. A Le Mans. Dopo 10 giri scivolone sotto una pioggia leggera: il solo 'zero' per cui può prendersela con sé stesso. Nel primo appuntamento di Aragon è stato ancora il migliore degli italiani (6°), e che peccato il sorpasso subìto da Nakagami all'ultima curva. Domenica, il trionfo. "Ero ispirato dal primo all'ultimo giro. Avete presente la mia passione per Ayrton Senna? Ero così: concentrato, brasiliano. E' stato come un lungo viaggio". Con 112 punti è a -25 da Mir, a 11 lunghezze da Quartararo e 6 da Vinales. In corsa. Con talento, e dolcezza.
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