MotoGp, a Valencia la prima volta di Mir. Una vittoria che sa di mondiale
di
Massimo Calandri
La gioia di Joan Mir (reuters)
Lo spagnolo della Suzuki trionfa per la prima volta nella classe regina e a due gare dalla fine fa un passo avanti forse decisivo per la conquista del titolo. Sul podio anche Rins e Pol Espargarò. Ottavo Dovizioso, 11° Morbidelli, Rossi costretto al ritiro per un problema alla moto
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VALENCIA - Col suo primo successo dell'anno e della carriera in MotoGP, Joan Mir ipoteca il mondiale a 2 gare dalla fine: il maiorchino della Suzuki vince a Valencia davanti a Rins e Pol Espargarò, e allunga in classifica. Con quei 37 punti di vantaggio sul compagno di squadra e Quartararo, sembra ormai irraggiungibile. Tutti gli altri rivali si sono arresi: Morbidelli (11°) ha sbagliato la scelta delle gomme, Quartararo (14°) è caduto al primo giro, Vinales (13°) è rimasto in fondo al gruppo, Valentino ha rotto ancora una volta il motore: per la Yamaha è un autentico disastro, per lo sfortunato Rossi - al 7° "zero" in 12 gare e al rientro dopo un mese di isolamento per il Covid - è il peggior campionato in 24 stagioni di motomondiale. Nel ranking Mir ha 162 punti, alle sue spalle sono appaiati Quartararo e Rins, col francese formalmente davanti perché ha vinto più gare, poi Vinales a -41, quindi a -45 la coppia italiana formata da Morbidelli e Dovizioso, oggi 8°. Per la moto italiana è una giornataccia anche a livello di marche: la prima Ducati è quella Pramac di Miller, solo 6°, le due Aprilia sono subito andare fuori dai giochi.
"Mi sento come sempre, anzi qualcosa di più: sono superfelice", fa festa il 23enne maiorchino. "Mi mancava la vittoria, ed è arrivata nel momento perfetto", confessa Mir. "Tutta la squadra nel fine settimana ha lavorato bene, io stavo benissimo in sella alla Suzuki e non poteva andare diversamente". Felice anche il compagno di squadra Rins, a lungo in testa: "E' stata una gara molto veloce, in testa mi sentivo bene. Però alla curva 11 ho avuto un problema alla marcia, e Joan mi ha superato. Ho cercato di riprenderlo ma oggi era veramente fortissimo".
Complice la gomma media davanti, le Suzuki nei primi giri sono già imprendibili: comanda Rins e Mir ci mette poco a sbarazzarsi di Pol Espargarò. Uno e due, Davide Brivio dal box gongola. Alle loro spalle una coppia di Ktm, Pol e Oliveira. Che il mondiale sia ad una svolta lo si è capito già qualche tornante dopo il via: Quartararo è scivolato sull'asfalto, accompagnato bizzarramente da Aleix Espargarò con l'Aprilia. Era solo l'inizio del disastro Yamaha.
Valentino rompe il motore
Vinales è partito in fondo, 5 secondi dopo l'ultimo, penalizzato per via del sesto motore. E dopo qualche minuto Valentino rompe il motore, per la seconda volta in stagione: il Doc non era partito male, voleva battersi. Ma quest'anno tutto è contro di lui: problemi tecnici, errori, il Covid. E' il 7° "zero" del pesarese (il 6° consecutivo), mai così male in 24 stagioni di motomondiale. "Stavo prendendo un po' di ritmo, ho aperto il gas e si è rotto tutto", lo sentono mugugnare tornando al box. Ci sarebbe ancora una M1, quella di Morbidelli: però a metà gara Franky, che aveva rischiato tutto montando due gomme dure, è già lontanissimo, 10° e sconsolato.
Comanda Mir, disastro italiano
A 11 giri dal termine Rins va largo e sembra voler lasciar passare il compagno di squadra: Mir ringrazia e comincia ad imporre un ritmo che l'altro non riesce a reggere, Espargarò però resta attaccato ai due. Molto più lontano annaspano i superstiti italiani: Dovizioso 9° Morbidelli 11°. E' la peggiore giornata dell'anno, per i nostri piloti. La migliore Ducati, poi, non fa meglio del 6° posto. Le Aprilia sono fuori gioco dall'inizio. Che disastro.
Morbidelli chiude lontano
Mir gestisce con relativa facilità il vantaggio, Rins completa il podio Suzuki, Pol Espargarò - che tra qualche mese sarà il compagno di Marc Marquez - si prende un prestigioso terzo posto. Poi la Honda di Nakagami, una seconda Ktm (Oliveira), Miller. Dovizioso 8°, quindi Zarco e un'altra Rossa: Petrucci, 10°. Anonimi, delusi. Ahia, la Ducati. Domenica si corre ancora qui al Ricardo Tormo, poi il gran finale a Portimao: Mir prepara la festa.