Una Ducati ancora più Rossa. E giovane, ambiziosa. All'assalto di un titolo mondiale piloti che manca da 14 anni (Stoner, 2007), e pronta a confermarsi campione in carica costruttori dopo il prestigioso successo della stagione passata. A un mese e mezzo dal via alla MotoGp, previsto per la sera del 28 marzo in Qatar, sono state presentate le Desmosedici Gp21 e i nuovi piloti del team ufficiale di Borgo Panigale: il torinese Francesco 'Pecco' Bagnaia (24 anni) e l'australiano Jack Miller (26). Prendono il posto di Andrea Dovizioso, che dopo essersi giocato per 3 anni il mondiale testa a testa con Marquez (e il 4° posto con Pol Espargarò nel 2020) ha deciso di prendersi una stagione di riposo, e di Danilo Petrucci, passato alla Ktm. "Ci sono momenti in cui nella vita bisogna cambiare: questo è uno di quei momenti", dice Gigi Dall'Igna, dg Ducati Corse. Che alla vigilia del campionato e in attesa dei test di inizio marzo ha scelto la via della prudenza: "Coi motori congelati abbiamo potuto lavorare solo su ciclistica e aerodinamica: non posso dire che sia la moto migliore, ma saremo in grado di lottare per risultati importanti".
Una Ducati più 'rossa' e aerodinamica
La Gp21, allora. "La vedremo all'inizio del mese prossimo, nei primi test in Qatar". Spiega Dall'Igna. "Quest'anno i motori sono congelati, ma sapevamo cosa non andava rispetto al 2020 e siamo intervenuti anche sul telaio: c'è fiducia, però sarà solo durante le prove che sapremo se siamo sulla strada giusta". L'ingegnere sostiene che una buona moto vincente deve avere una base solida e poi soluzioni innovative. "E tutto quello che Ducati ha sviluppato per prima (le 'alette', il 'cucchiaio', la moto che si abbassa in partenza, ndr) è stato poi copiato dai giapponesi. Che hanno più esperienza e mezzi". Orgoglio italiano. In passato però, i piloti si sono lamentati per un difetto antico della Rossa: non ha percorrenza in curva. "Tutte le moto non girano mai abbastanza, non sono veloci o non frenano a fondo come vorremmo: bisogna che tutti lavorino, e si adattino". Insomma: vietato lamentarsi. "No, io sono contento di due ragazzi come Miller e Bagnaia: dicono sempre quel che pensano, e la chiarezza non può che fare bene a tutti". Probabilmente a Dovizioso staranno fischiando le orecchie.
Il ds Ciabatti: "Jack e Pecco, che talenti"
Paolo Ciabatti, ds, insieme al team manager Davide Tardozzi tesse le lodi dei due piloti ufficiali, Bagnaia e Miller: "Sono con Ducati da anni, hanno fatto grandi progressi e sono pronti: ci conoscono e li conosciamo bene. Hanno talento, personalità. Jack nel finale della stagione passata ha corso in maniera straordinaria, Pecco è riuscito a fare andare la moto in maniera incredibile". Miller durante l'inverno è passato attraverso il Covid e due operazioni chirurgiche. "Ma adesso sono in perfetta forma. Non sono qui per dire: vincerò questo o quello. Però so di poter fare molto bene: l'ambiente è motivato, il modo con cui Ducati lavora per i giovani è straordinario. E poi, tutto questo colore rosso...". La griglia dei ducatisti è completata dalla coppia franco-spagnola in Pramac, con Johann Zarco e Jorge Martin che correranno con la Gp21, mentre i due italiani della Esponsorama, Bastianini e Marini, guideranno la Gp19.
Bagnaia: "Subito un gp. Poi il titolo"
Francesco 'Pecco' Bagnaia, il titolo mondiale di Moto2 nel 2019 e poi la MotoGP con Pramac per un anno: la frattura della tibia, il recupero e il podio a Misano a settembre, una settimana più tardi una vittoria che sembrava certa e buttata via per una sfortunata caduta. Riparte dalla Ducati ufficiale. "E' la sfida più importante della mia vita. Ricevere il testimone da Dovizioso e Petrucci non sarà facile, è una grande responsabilità: ma sono qui per provarci, e dimostrare che la nostra moto è la più veloce". Dice che lui e Jack hanno stili diversi, e questa diversità sarà una garanzia in più di crescita. "Il mio primo obiettivo è vincere una gara, cosa che l'anno scorso ho mancato per poco. Essere il più competitivo e costante possibile. Poi si vedrà, ma è chiaro che un factory team punta sempre al titolo". Sì, però Miller ha vinto una corsa in 6 anni di MotoGP, e Pecco è fermo ad un podio. Che pressione. "E' una pressione positiva: un pilota ufficiale Ducati non può solo pensare a qualche piazzamento. L'obiettivo 'deve' essere il titolo".