IMOLA - La Garelli 125 cc col numero 2 e le scritte del Team Italia. La tuta, il casco. Fiori bianchi e azzurri. Una gigantografia di quel successo storico sulla pista di Misano, era il settembre del 1985: Fausto che solleva il pugno sinistro celebrando il primo dei suoi due mondiali. Una foto di Papa Francesco, poi una più grande con Fausto che brinda - sorridente - nella sua hospitality, un'altra ancora con in braccio una delle figlie. E in mezzo, il feretro. Fausto Gresini. Autodromo di Imola, la sua casa e il suo paradiso. Qui si sono tenuti stamani i funerali del grande pilota e manager italiano, morto martedì mattina all'ospedale Maggiore di Bologna dopo 2 mesi di lotta contro il Covid. C'erano la moglie Nadia, i 4 figli (Agnese, Alice, Lorenzo, Luca) e pochi amici, perché questi sono tempi impossibili e poi Imola è zona arancione rafforzata. Però la cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming sulla pagina facebook del team Gresini Racing, e - come in un virtuale libro delle firme - sono arrivati migliaia di messaggi di cordoglio, e cuori, e lacrime.
Capirossi: "Ti voglio bene"
Fausto Gresini, il più amato del paddock. La voce rotta dai singhiozzi, Loris Capirossi ha voluto ricordarlo così: "Mi sembra impossibile e mi distrugge, non poterti più abbracciare e scherzare con te. Eri l'amico che c'era sempre: vulcanico, instancabile. E con un sorriso per tutti. Ti voglio bene e mi mancherai moltissimo". E' stata letta una lettera della moglie Nadia: "Ciao amore, hai vissuto gli ultimi 2 mesi in un inferno: ma tu non hai mai mollato, hai lottato con tutte le tue forze perché sei sempre stato un guerriero. Hai dato tanto a questo mondo, e soprattutto hai insegnato molto a me e ai nostri figli: ripartiremo dai tuoi progetti. Restiamo in pista, e dimostreremo chi è la Gresini Racing".
"La sua passione è diventata arte"
All'inizio della cerimonia è stata trasmessa una breve intervista fatta a Gresini l'estate scorsa: con la semplicità di sempre raccontava di essersi "accontentato" in carriera dei 2 titoli mondiali vinti (1985 e 1987), dei 21 gp (11 consecutivi), prima di diventare un imprenditore del motociclismo e trionfare ancora tanto. "Che soddisfazione, il primo successo con Loris!". Ha confessato la passione che lo ha sempre accompagnato - "Ed è diventata arte", ha detto il sacerdote durante l'omelìa -, e quella sua voglia di vivere ogni istante. "Sei stato un papà immenso, un uomo vero - con le palle - che aveva una soluzione per ogni problema", hanno pianto i suoi ragazzi. Poi, qualcuno ha fatto scorrere sullo schermo le foto di tutta una vita: da pilota in pista, in casa coi suoi piccoli in braccio, abbracciando la mamma, cuocendo le bistecche su di una griglia e pescando sul fiume, ad una festa di compleanno dei bambini, un bacio alla moglie, quel giorno in vacanza al mare. Sorrisi, sempre. Ed è stato impossibile non commuoversi ancora.