MotoGp, perché Petronas ha scelto Rossi: "Con lui per vincere subito"
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriValentino e Franky, come in un romanzo di Salgari: le Tigri di Mompracem. I due migliori piloti italiani (preso atto del sabbatico di Dovizioso) tra pochi giorni saranno protagonisti con Petronas, ambizioso team della Malesia. Già padroni in F1 grazie a Hamilton (il team è Mercedes-Amg Petronas) ora i ricchissimi asiatici puntano al trono della MotoGp. L’hanno sfiorato la stagione passata con l’Allievo, Franco Morbidelli, che ha vinto 3 gp e per un soffio si è arreso allo spagnolo Mir. Ci riprovano quest’anno schierando anche e soprattutto il Maestro, Valentino Rossi. “Una leggenda vivente”, lo definisce il team principal Razlan Razali, che nel giorno della presentazione ufficiale della squadra ha salutato con un doveroso “Salam aleikum”.
Valentino e Franky, come in un romanzo di Salgari: le Tigri di Mompracem. I due migliori piloti italiani (preso atto del sabbatico di Dovizioso) tra pochi giorni saranno protagonisti con Petronas, ambizioso team della Malesia. Già padroni in F1 grazie a Hamilton (il team è Mercedes-Amg Petronas) ora i ricchissimi asiatici puntano al trono della MotoGp. L’hanno sfiorato la stagione passata con l’Allievo, Franco Morbidelli, che ha vinto 3 gp e per un soffio si è arreso allo spagnolo Mir. Ci riprovano quest’anno schierando anche e soprattutto il Maestro, Valentino Rossi. “Una leggenda vivente”, lo definisce il team principal Razlan Razali, che nel giorno della presentazione ufficiale della squadra ha salutato con un doveroso “Salam aleikum”.
Ma niente cerimonie, qui è tutto molto concreto: “Il motivo per cui abbiamo scommesso su Valentino è che ci può garantire subito alte prestazioni e grande costanza. Il suo incredibile successo di pubblico, in particolare in Asia, è per noi un aspetto secondario. Vogliamo vincere il titolo: non importa con quale dei due piloti”. Più chiaro di così. “Nel 2020 siamo rimasto molto dispiaciuti, quando a Jerez abbiamo dovuto accontentarci del 2° posto finale nella classifica delle squadre”: Razali ha ancora il broncio. Quasi non gli importa, di aver trionfato tra i team satellite. Un’allegra, perfetta macchina da corse: l’esordio in motomondiale 5 anni fa in Moto3, poi in Moto2 dal 2018, e dal 2019 anche in MotoGp. “Organizzazione straordinaria”, dice di loro Morbidelli. Che poi, con una luce tutta italiana negli occhi, aggiunge: “Tecnicamente, il livello è altissimo. Ma mi trovo ancora meglio dal punto di vista umano”. E anche il Doc non vede l’ora di cominciare nei prossimi giorni coi primi test in Qatar: “Sono arrivati qui da poco, ma hanno dimostrato di saper fare grandi cose”. Ingegneri, materiale, supporto. Il circuito di Sepang come partner. “Per noi è cominciato da tempo un viaggio tremendo in questo mondo”, dice Razali. E si capisce che non pronuncia parole a caso. “Vogliamo molto di più, nel 2021”. Il team director, Joan Stiegfield, spiega che sono stati “molto attenti a contenere il budget, in un momento difficile come questo della pandemìa: ma non abbiamo esitato ad investire, quando era necessario”. In Moto3 schierano un sudafricano (Darryn Binder) e uno scozzese (John McPhee,) in Moto2 un inglese (Jake Dixon) e un catalano (Xavi Vierge). Però è chiaro che l’impegno massimo è dedicato nella classe regina a questa eccezionale coppia italiana. Se davvero i due possono essere considerati fratello maggiore e minore, allora alla luce del passato campionato del mondo Sandokan non può essere altri che Morbidelli, 26 anni. Tra i favoriti per il titolo: “O vince, o finisce nei primi 3”, taglia corto Stiegfield. E Valentino (42) è Yanez de Gomera, però chissà se il pesarese sarà d’accordo.
“Ci piacerebbe riunire tutti e 3 i nostri campioni in un evento: Morbidelli, Rossi e Hamilton. Ma con questi tempi impossibili, non so se ci riusciremo”, racconta Razali. Che scommette su Franky: “Nella seconda parte del 2020 è stato formidabile: forse era lui – e non Fabio Quartararo - quello che doveva passare alla Yamaha ufficiale. Meglio così. Franco per me è come un artista: un pittore, un grande musico. E’ sensibile, ha rispetto per gli altri e per la diversità. Una bella persona. Ma in pista, aggressivo come pochi”. Spiega di conoscere ancora abbastanza bene Valentino. “Ma so che dovremo metterlo nelle condizioni di dare il massimo: e sarà meraviglioso. Quei due sono amici, hanno una lunga storia insieme: grazie al loro rapporto non potremo che migliorare”. Quest’anno scade il contratto che lega Petronas a Yamaha. “E non nego che altri costruttori (Suzuki, ndr) ci hanno fatto delle offerte”, dice Razali. “Valuteremo tra maggio e giugno, ma l’intenzione al momento è quella di proseguire altri 5 anni con la Yamaha. Quanto a Rossi, decideremo intorno a giugno, di comune accordo: se sarà sempre competitivo, lo vorremo ancora con noi”. Tutto suggerisce che non sarà l’ultima avventura delle Tigri di Mompracem.