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MotoGp: i record della Ducati, i giri 'eco' e i grammi di benzina 'congelata'

La Ducati Pramac di Jorge Martin (afp)
Si possono toccare i 362,4 kmh e provare a risparmiare il combustibile. Una storia a metà tra l'abilità dei piloti e la tecnologia, che ha raggiunto livelli incredibili. Guidotti, team manager Pramac: "Tutti i progressi che riusciamo a raggiungere in pista nelle corse, sono poi trasferiti sui prodotti della vita quotidiana"
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LOSAIL - Sul rettilineo di Losail la Ducati va così forte che le basterebbe un solo secondo, per attraversare un intero campo da calcio. E alla curva 1 i suoi piloti frenano ad una velocità superiore di 100 kmh rispetto a quella di un Boing 747 che atterra. Impressionante. Però non basta accelerare e frenare di brutto, per vincere questo secondo gp della stagione che parte alle 19 italiane. "Bisogna saper usare il gas, per non consumare troppe le gomme e la benzina": Francesco Guidotti è il team manager di Pramac, che in griglia ha messo due suoi campioni - Martin, Zarco - davanti a tutti. La famosa guida "fluida" di cui parla Gigi Dall'Igna, ingegnere e dg Ducati: perché si possono toccare i 362,4 kmh, e provare a risparmiare il combustibile. Una storia a metà tra l'abilità dei piloti e la tecnologia, che in MotoGP ha raggiunto livelli incredibili.

Francesco Guidotti, team manager Pramac 

Velocità e sicurezza, dalle piste alle strade

La cosa più interessante è che se le moto che guidiamo tutti i giorni nelle nostre strade sono più sicure ed 'eco', è merito anche e soprattutto dei piloti del motomondiale. "Tutti i progressi che riusciamo a raggiungere in pista nelle corse, sono poi trasferiti sui prodotti della vita quotidiana", conferma Guidotti. "Perché la ricerca sviluppo nei gp è molto più fruttuosa rispetto a quella tradizionale che si fa con le moto uscite dalla fabbrica. Noi tutte le domeniche affrontiamo una gara: abbiamo tempi strettissimi per fare analisi approfondite e risolvere grandi problemi, pochi motori a disposizione - 7 per tutta la stagione: un tempo se ne poteva usare quasi uno per ogni turno -, limiti sempre più alti da superare. Non possiamo rinunciare alla prestazione e dobbiamo farlo con consumi controllati, perché così vuole il regolamento". Si lavora sul motore, sull'elettronica, l'aerodinamica, la ciclistica. Migliorando le prestazioni, trasferendo gli stessi data si ottiene anche più sicurezza per gli utenti 'normali'. "Perché in pista il controllo di trazione viene sviluppato per andare più veloce. Poi però sulle strade di tutti i giorni serve a correggere gli eventuali errori in curva di un motociclista come tanti altri, e magari salvarlo da una caduta".

La tecnologia che fa "risparmiare" i piloti

Il consumo della benzina, ad esempio. Il regolamento prevede 22 litri al massimo per un serbatoio. Lo sapevate che nel paddock il combustibile si misura in chili? E' più comodo per le misurazioni. Un litro di benzina pesa circa 750 grammi, il serbatoio pieno è 16 chili e 7 etti. Qui a Losail, per ogni giro a tutto gas si consuma più di un litro: 800 grammi. Ma i giri sono 22, e quindi servirebbe quasi un chilo in più di carburante. Non solo: al conto vanno aggiunti il giro di allineamento, quello di riscaldamento e il giro finale, dopo aver tagliato il traguardo. Venticinque in tutto. E tornando ai box deve restare comunque un po' di combustibile nel serbatoio, perché è possibile che i commissari di gara controllino la benzina (che deve essere omologata). Insomma: non si può sempre aprire il gas al massimo, bisogna risparmiare. Guidotti conferma. "Il pilota lo fa naturalmente, perché 'sente' il degrado delle gomme e sa di non poter sempre forzare. Non può avere la stessa percezione rispetto al consumo della benzina: ma quando rischia di finire senza - perché ha spinto troppo o le condizioni della gara sono cambiate - scatta automaticamente un allarme e deve cambia la 'mappatura' della sua moto". Che perde un poco di potenza, in funzione appunto del risparmio della benzina.

Il giro "ecologico", e la benzina raffreddata

Addirittura, quello di allineamento è un 'eco lap', un giro ecologico: "Deve essere fatto con un basso limite di giri: anche se il pilota apre il gas, la moto più di tanto non va". L'eco lap è sempre in funzione al Red Bull Ring, il circuito più dispendioso dal punto di vista della benzina da usare. Anche la pista del Qatar è di quelle in cui bisogna fare molta attenzione per evitare di restare a secco. Vale la pena di raccontare che 40 minuti prima del via un commissario controlla la temperatura della benzina: che i tecnici possono abbassare di 15° rispetto a quella esterna, perché il combustibile più freddo occupa meno volume e se ne può mettere di più. "E anche gli studi e le prove che facciamo in questo campo finiscono nei prodotti di mercato. In particolare di questi tempi, così sensibili al risparmio". Fate attenzione allora, quando stasera le Rosse sfrecceranno sul rettilineo: sarà un po' come se la guidassimo noi, quella moto.

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