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MotoGp, Gp Sachsenring: Oliveira il più veloce nelle libere. Male Marquez e gli italiani

Maverick Vinales
Maverick Vinales (afp)
La Ktm tallonata nel pomeriggio da Quartararo e Vinales. Per trovare il primo pilota di casa nostra bisogna scendere al decimo posto di Morbidelli. Valentino e Bagniaia in fondo alla classifica
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SACHSENRING - Valentino ancora lontanissimo, un secondo e 3 decimi dal migliore, 21° crono. Peggio di lui solo l'allievo piemontese, Pecco Bagnaia (22°), che con la Ducati dovrebbe lottare per il titolo invece si ritrova in fondo al gruppo, e allora speriamo che questa prima giornata di libere sia solo un brutto sogno. Morbidelli, il più veloce degli italiani, firma un timido 10° tempo e quasi chiede scusa: mai così male, i nostri piloti. Per non parlare delle moto: tra Borgo Panigale e Noale, nella potenziale griglia di partenza bisogna scendere fino alla terza fila per trovare l'Aprilia di Aleix Espargaro (7°), e giusto accanto a lui, le Gp21 di Zarco e Miller. 

Oliveira, un portoghese davanti alle Ducati 

La pista sassone tutta tornanti e un caldo da Mezzogiorno premiano Oliveira, reduce dal successo di Barcellona: 1'20"690, la Ktm dal nuovo telaio e con la benzina "speciale" va proprio forte. Dopo di lui, un mezzo palermitano: Quartararo, francese di Nizza però il nonno parla ancora il dialetto siculo, conferma di non essere per caso il leader della classifica, e nonostante la caduta di stamani finisce a 220 millesimi dal portoghese. Il podio del venerdì va all'altra Yamaha ufficiale, quella di Vinales: evidentemente soddisfatto dell'ingresso in officina di Silvano Galbusera, nuovo capomeccanico. L'assenza di significativi rettilinei sta bene anche alla Suzuki di Rins, 4°, e alle Honda: la seconda ufficiale, con Pol Espargarò, poi quella del team di Lucio Cecchinello guidata dal giapponese Nakagami. In terza fila, con un Aleix che dall'inizio della stagione conferma la maggiore competitività di Noale, le due Ducati. 

Marquez nel pomeriggio scivola lontano 

Fuori dai 10 invece Marc Marquez, che molti danno per favorito - qui ha vinto per dieci volte consecutive - e che nelle Fp1 era stato il migliore: il pomeriggio lo vede al contrario scivolare in dodicesima posizione, davanti al fratello Alex e dietro alla Ktm di Petrucci, che a sua volta tallona la M1 Petronas di Morbidelli. Anche Martin, ducatista Pramac e 14° sembra non essere a proprio agio con tutte queste curve. Per non dire di Marini (18°) e Bastianini (19°), separati di un decimo e davanti a Savadori con la seconda Aprilia. Davide Tardozzi, team manager di Ducati, non sembra troppo preoccupato dell'ultimo posto di Bagnaia: "Ha corso sempre col la stessa gomma, avevamo bisogno di confronti ed informazioni perché su questa pista non siamo mai stati molto performanti. C'è tutto il tempo per rimediare". Se lo dice lui.

Marquez: "Al posto di Rossi, smetterei". E il Doc replica

Chiacchierando coi giornalisti, a Marquez scappa una riflessione: "Sono sorpreso che Valentino continui a divertirsi - o almeno, così sembra - nonostante certi risultati. Io non continuerei se non avessi come obiettivo quello di salire sul podio". Quando gli riferiscono la battuta, il Doc la prende con filosofia: "Non sono mica contento di arrivare 16° o 20°, non ha molto senso e non è quello che volevo all'inizio della stagione. Lo scorso anno, col cambio del capotecnico durante il Covid, è stata una stagione strana. In questa non dico che puntavo a vincere il titolo. Ma a divertirmi, essere competitivo, entrare tra i primi 5, salire sul podio".

Pecco Bagnaia, ultimo "ma soddisfatto"

"Non sono contento. Però sono soddisfatto". Pecco Bagnaia in fondo al gruppo con la Ducati. "Ho lavorato sul passo, e nel finale andava bene. E non ho messo le gomme morbide per il time-attack: oggi il livello è così alto che finisci ultimo, ma non sono mica giù di morale. Penso che domani faremo progressi e domenica saremo molto forti. Dipende soprattutto da me: sono io che posso e devo migliorare, fare la differenza".

Morbidelli, la forza della pazienza

"Mi sentivo abbastanza bene, e sono sicuro che possiamo migliorare ancora". Franco Morbdelli, che nel 2020 ha sfiorato il titolo per pochi punti, si accontenta pure di un 10° del resto. Del resto, ha la moto più vecchia e lenta di tutti, cosa gli si può chiedere? "Non mi resta altro che dare il massimo. E sorridere. Ho girato tanto con le gomme dire, il mio passo - a parte Marquez e Oliveira - non era poi così diverso da quello degli altri". Durante la pausa estiva la Yamaha ufficiale potrà progredire. La sua M1, invece. "I problemi fanno affrontati con le proprie forze", allarga le braccia il romano.

 

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