MotoGp, Giacomo Agostini: "Valentino, il tempo è più veloce di noi"
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriASSEN. La Cattedrale della Velocità è il suo punto di non ritorno: Valentino ha un'ultima gara a disposizione per decidere se continuare una stagione ancora. O smettere. "Ve lo dirò a luglio", parola del Doc: che a 42 anni vorrebbe essere competitivo. Ma in questa stagione non ha saputo fare di meglio di un 10° posto al Mugello. Tutto suggerisce che durante la pausa estiva annuncerà il ritiro. A meno che a Assen - dove vinse il suo ultimo Gp, 25 giugno 2017 - non torni protagonista. Gli basterebbe anche chiudere nei primi 5. In fondo, questa è la sua pista-talismano: 10 successi.
Giacomo Agostini, lei ad Assen ha vinto molto di più: 14 volte.
"La pista ai miei tempi era una vera libidine: eravamo reduci dal Tourist Trophy inglese, con le prove alle 5 del mattino nella nebbia, il freddo, spesso la neve. Nella piovosa e piatta Olanda ci pareva di essere arrivati in California, o quasi. Hanno cambiato il tracciato, prima e…
ASSEN. La Cattedrale della Velocità è il suo punto di non ritorno: Valentino ha un'ultima gara a disposizione per decidere se continuare una stagione ancora. O smettere. "Ve lo dirò a luglio", parola del Doc: che a 42 anni vorrebbe essere competitivo. Ma in questa stagione non ha saputo fare di meglio di un 10° posto al Mugello. Tutto suggerisce che durante la pausa estiva annuncerà il ritiro. A meno che a Assen - dove vinse il suo ultimo Gp, 25 giugno 2017 - non torni protagonista. Gli basterebbe anche chiudere nei primi 5. In fondo, questa è la sua pista-talismano: 10 successi.
Giacomo Agostini, lei ad Assen ha vinto molto di più: 14 volte.
"La pista ai miei tempi era una vera libidine: eravamo reduci dal Tourist Trophy inglese, con le prove alle 5 del mattino nella nebbia, il freddo, spesso la neve. Nella piovosa e piatta Olanda ci pareva di essere arrivati in California, o quasi. Hanno cambiato il tracciato, prima era come un teatro: si correva sabato, davanti a duecentomila spettatori. Ricordo un piazzale enorme che si riempiva di moto come un mosaico. Il pubblico scortato dai poliziotti a cavallo. Ambiente fantastico".
Il suo record assoluto di successi (123) è salvo. Valentino rischia di fermarsi a 115. Per non parlare dei 15 titoli, contro 9.
"Prima o poi miei primati se li prende Marc Marquez. Domenica scorsa dopo il capolavoro in Germania gli ho scritto un messaggio: mi aveva emozionato, pensando a tutto quello che ha passato e alla paura di non poter più fare il pilota. "Non ti preoccupare, arriverai a battermi. Anche se con un po' di ritardo rispetto al previsto. Te lo meriti". Ci ha messo un'aggressività e un talento straordinari. Ma l'avete visto quel braccio, come è concitato? Fa paura, poverino. Per fortuna dopo l'Olanda si fermano più di mese e potrà riposare. Marc è un ragazzo straordinario, destinato a diventare il più grande di sempre: anche se certi paragoni non sono mai giusti, ogni epoca ha le sue storie".
Rossi ha attraversato tante generazioni: è al suo 26° mondiale. E vorrebbe essere lì davanti.
"Io credo poco ai miracoli. Ho imparato sulla mia pelle che contro l'orologio della vita non c'è niente da fare: puoi accelerare quanto vuoi, ma va sempre più veloce di te. È lo sport: ad una certa età continuano solo alcuni pugili, che però fanno a botte tra vecchietti. Si chiama show, nei motori non funziona. Solo il vino, invecchiando, migliora. Qualche volta diventa pure aceto".
Ma Valentino è stato coerente: "Questa stagione ci provo, e se va male smetto". Che male c'è? Un grande campione ha diritto di vedere rispettate le proprie scelte.
"Ognuno decide con la propria testa, ci mancherebbe. Però io incontro i suoi tifosi, ci parlo: non sono felici. Li ha abituati troppo bene, con tanti successi. Ora sono malinconici".
Alla fine degli anni Settanta lo dicevano pure a lei, di ritirarsi: "Ago, sono finiti i tempi che eri un mago".
"Infatti. Quando mi sono reso conto che al massimo avrei potuto lottare per un 3° o un 4° posto, ho deciso di smettere. Lo ha detto anche Marquez, l'altro giorno: "Non so come faccia Rossi a continuare a correre per arrivare 15°". Me lo chiedo anche io".
Ieri la Ducati ha firmato un triennale con la Vr46. E il principe saudita, sponsor della squadra di Rossi, ha detto: "Sarebbe fantastico se nel 2022 Valentino corresse con suo fratello Luca Marini".
"Se ne dicono tante, l'unico che conosce la verità è Rossi: ha ragione a chiedere rispetto, ha promesso che a luglio ci dirà cosa ha deciso ed è inutile continuare a fargli domande. Sarà di parola".