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MotoGp, Giacomo Agostini: "Valentino, il tempo è più veloce di noi"

Giacomo Agostini, 79 anni, con Valentino Rossi, 42 
Il 15 volte campione del mondo alla vigilia della gara di Assen, in Olanda, dove in carriera ha vinto 14 volte: "Mi chiedo come fa a continuare arrivando 15°. I suoi tifosi sono malinconici, qualche volta il vino diventa aceto. I miei primati li prenderà Marquez"
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ASSEN. La Cattedrale della Velocità è il suo punto di non ritorno: Valentino ha un'ultima gara a disposizione per decidere se continuare una stagione ancora. O smettere. "Ve lo dirò a luglio", parola del Doc: che a 42 anni vorrebbe essere competitivo. Ma in questa stagione non ha saputo fare di meglio di un 10° posto al Mugello. Tutto suggerisce che durante la pausa estiva annuncerà il ritiro. A meno che a Assen - dove vinse il suo ultimo Gp, 25 giugno 2017 - non torni protagonista. Gli basterebbe anche chiudere nei primi 5. In fondo, questa è la sua pista-talismano: 10 successi.

Giacomo Agostini, lei ad Assen ha vinto molto di più: 14 volte.
"La pista ai miei tempi era una vera libidine: eravamo reduci dal Tourist Trophy inglese, con le prove alle 5 del mattino nella nebbia, il freddo, spesso la neve. Nella piovosa e piatta Olanda ci pareva di essere arrivati in California, o quasi. Hanno cambiato il tracciato, prima e…

ASSEN. La Cattedrale della Velocità è il suo punto di non ritorno: Valentino ha un'ultima gara a disposizione per decidere se continuare una stagione ancora. O smettere. "Ve lo dirò a luglio", parola del Doc: che a 42 anni vorrebbe essere competitivo. Ma in questa stagione non ha saputo fare di meglio di un 10° posto al Mugello. Tutto suggerisce che durante la pausa estiva annuncerà il ritiro. A meno che a Assen - dove vinse il suo ultimo Gp, 25 giugno 2017 - non torni protagonista. Gli basterebbe anche chiudere nei primi 5. In fondo, questa è la sua pista-talismano: 10 successi.

Giacomo Agostini, lei ad Assen ha vinto molto di più: 14 volte.
"La pista ai miei tempi era una vera libidine: eravamo reduci dal Tourist Trophy inglese, con le prove alle 5 del mattino nella nebbia, il freddo, spesso la neve. Nella piovosa e piatta Olanda ci pareva di essere arrivati in California, o quasi. Hanno cambiato il tracciato, prima era come un teatro: si correva sabato, davanti a duecentomila spettatori. Ricordo un piazzale enorme che si riempiva di moto come un mosaico. Il pubblico scortato dai poliziotti a cavallo. Ambiente fantastico".

Il suo record assoluto di successi (123) è salvo. Valentino rischia di fermarsi a 115. Per non parlare dei 15 titoli, contro 9.
"Prima o poi miei primati se li prende Marc Marquez. Domenica scorsa dopo il capolavoro in Germania gli ho scritto un messaggio: mi aveva emozionato, pensando a tutto quello che ha passato e alla paura di non poter più fare il pilota. "Non ti preoccupare, arriverai a battermi. Anche se con un po' di ritardo rispetto al previsto. Te lo meriti". Ci ha messo un'aggressività e un talento straordinari. Ma l'avete visto quel braccio, come è concitato? Fa paura, poverino. Per fortuna dopo l'Olanda si fermano più di mese e potrà riposare. Marc è un ragazzo straordinario, destinato a diventare il più grande di sempre: anche se certi paragoni non sono mai giusti, ogni epoca ha le sue storie".

Rossi ha attraversato tante generazioni: è al suo 26° mondiale. E vorrebbe essere lì davanti.
"Io credo poco ai miracoli. Ho imparato sulla mia pelle che contro l'orologio della vita non c'è niente da fare: puoi accelerare quanto vuoi, ma va sempre più veloce di te. È lo sport: ad una certa età continuano solo alcuni pugili, che però fanno a botte tra vecchietti. Si chiama show, nei motori non funziona. Solo il vino, invecchiando, migliora. Qualche volta diventa pure aceto".

Ma Valentino è stato coerente: "Questa stagione ci provo, e se va male smetto". Che male c'è? Un grande campione ha diritto di vedere rispettate le proprie scelte.
"Ognuno decide con la propria testa, ci mancherebbe. Però io incontro i suoi tifosi, ci parlo: non sono felici. Li ha abituati troppo bene, con tanti successi. Ora sono malinconici".

Alla fine degli anni Settanta lo dicevano pure a lei, di ritirarsi: "Ago, sono finiti i tempi che eri un mago".
"Infatti. Quando mi sono reso conto che al massimo avrei potuto lottare per un 3° o un 4° posto, ho deciso di smettere. Lo ha detto anche Marquez, l'altro giorno: "Non so come faccia Rossi a continuare a correre per arrivare 15°". Me lo chiedo anche io".

Ieri la Ducati ha firmato un triennale con la Vr46. E il principe saudita, sponsor della squadra di Rossi, ha detto: "Sarebbe fantastico se nel 2022 Valentino corresse con suo fratello Luca Marini".
"Se ne dicono tante, l'unico che conosce la verità è Rossi: ha ragione a chiedere rispetto, ha promesso che a luglio ci dirà cosa ha deciso ed è inutile continuare a fargli domande. Sarà di parola".