Giacomo Agostini: “L'addio di Valentino? È giusto così, il tempo corre più veloce di noi”
di Massimo Calandri , di Massimo Calandri"Chissà come starà soffrendo, povero Valentino. Quando è toccato a me, ho pianto per tre giorni. Ma è giusto così, non aveva senso continuare: contro l'orologio della vita siamo impotenti, il tempo è più veloce di noi. Il momento di fermarsi arriva per tutti gli sportivi, lo ha capito anche lui".
Giacomo Agostini, 15 volte campione del mondo. Lei ha detto basta nel '77, aveva 35 anni.
"È stata la decisione più difficile che ho preso: dire addio a quella che è stata la tua passione, la ragione di vita, il grande amore. La cosa che ti ha dato tutto: gioia, adrenalina, successo, benessere. Ti sembra di non poterne più fare a meno, e sai perfettamente che nulla riuscirà a darti le stesse emozioni: potrai essere una persona di successo in qualsiasi altro campo, però quelle emozioni - il podio, l'applauso del pubblico - non le ritroverai mai. No, non è facile".
"Chissà come starà soffrendo, povero Valentino. Quando è toccato a me, ho pianto per tre giorni. Ma è giusto così, non aveva senso continuare: contro l'orologio della vita siamo impotenti, il tempo è più veloce di noi. Il momento di fermarsi arriva per tutti gli sportivi, lo ha capito anche lui".
Giacomo Agostini, 15 volte campione del mondo. Lei ha detto basta nel '77, aveva 35 anni.
"È stata la decisione più difficile che ho preso: dire addio a quella che è stata la tua passione, la ragione di vita, il grande amore. La cosa che ti ha dato tutto: gioia, adrenalina, successo, benessere. Ti sembra di non poterne più fare a meno, e sai perfettamente che nulla riuscirà a darti le stesse emozioni: potrai essere una persona di successo in qualsiasi altro campo, però quelle emozioni - il podio, l'applauso del pubblico - non le ritroverai mai. No, non è facile".
'Ago' e 'Vale' hanno fatto innamorare gli italiani.
"È come se gli avessi passato il testimone: entrambi abbiamo rappresentato una svolta in questo sport, e siamo diventati famosi anche fuori dalla pista".
Lei ha fatto pure l'attore.
"E Rossi è diventato un'icona mondiale, con milioni e milioni di tifosi. Stiamo parlando di un campione straordinario. Anche io ho tifato per lui, come ho fatto per tutti gli altri piloti che si sono dimostrati grandi interpreti: Lorenzo, Dovizioso, Marquez".
Insieme avete corso un Tourist Trophy, qualche anno fa.
"Era curioso e continuava a farmi domande, perché io il TT l'ho vinto 10 volte e si era eccitato nell'affrontare un percorso così prestigioso: quel ragazzo dentro ha sempre avuto una passione straordinaria, purissima. Forse è anche per questo, che la gente lo ama".
Rossi dice che adesso correrà in auto. Lo aveva fatto anche lei, per un breve periodo.
"Ottima scelta, si divertirà. Magari farà anche dei buoni risultati, perché non avrà più niente da dimostrare. Non sarà più obbligato a vincere, niente più pressione. E la cosa gli servirà a dimenticare più in fretta il dolore di questo addio".
Ma chi è stato più forte: Giacomo Agostini o Valentino Rossi?
"Se lo chiedete a me, nessun dubbio: Agostini. Ma lui dirà Rossi, ci scommetto. E pure Mike Hailwood voterà per sé stesso. La verità è che sono epoche diverse, l'importante è godersi i momenti belli".
Intanto, il suo record di 123 gp vinti resiste. Il Doc si è fermato a 115. Ma chi la supera più?
"Veramente c'è un certo Marc Marquez, avete presente? È a quota 83. Ha solo 28 anni, e tra poco sarà di nuovo in gran forma. Ora lo prendo da parte e gli dico due paroline...".