ZELTWEG - Sedicesimo tempo al termine della prima sessione di prove del Gp di Stiria: il gp numero 424 nella carriera di Valentino Rossi è cominciato nel segno di questa sua stagione storica - l'ultima, dopo 26 mondiali di grandi emozioni - ma un po' sottotono. La Yamaha satellite del Doc, targata Petronas, paga un distacco di un secondo e mezzo dalla Honda di Nakagami, il più veloce della mattinata. Sul podio virtuale col giapponese salgono il maiorchino Mir in sella alla Suzuki, e il catalano Aleix Espargaro che guida un'Aprilia sempre più performante. Ma per leggere le Fp1 del primo appuntamento al Red Bull Ring - dopo un mese di vacanze - non bisogna farsi ingannare dagli ultimi minuti di corsa, in parte falsati dai 'time attack' con le gomme nuove. Tra quelli che hanno girato meglio c'è sicuramente un ducatista, ed è il solito Zarco con la Pramac. Molto bene anche Marc Marquez, cui il mese di sosta ha evidentemente giovato: il Cannibale continua a recuperare, dopo il brutto infortunio al braccio destro, e in autunno sarà al 100%. Belle vibrazioni anche da Dani Pedrosa, tornato a correre dopo 3 anni con la Ktm grazie ad una wild card: lo spagnolo, collaudatore per la casa austriaca, è stato regolarmente tra i migliori 10, nonostante un guaio tecnico l'abbia fermato a metà sessione. Cal Crutchlow, che invece ha smesso a fine 2020 ma è rientrato per sostituire Franco Morbidelli ko dopo l'operazione al ginocchio, non è stato così intraprendente: ultimo con più di 2 secondi di gap.
Ducati, una partenza troppo "prudente"
Tre Honda nelle prime 6, con la coppia Suzuki e la moto di Noale, poi le Yamaha ufficiali. Dicono che la Ducati - qui 5 vittorie nelle ultime 6 corse - sia favorita per domenica, ma stamani la Rossa più veloce è solo nona. Nakagami si è preso il comando all'ultimo (1'23"805) con 76 millesimi di vantaggio su Mir. Attenzione al campione del mondo in carica: anche l'anno passato era stato protagonista di una straordinaria seconda parte della stagione, e non ha affatto rinunciato al titolo. Paolo Bonora, race manager di Aprilia Racing, ai microfono di Sky spiega che "la prima fase di accelerazione, un tempo il nosytro tallone di Achille, è migliorata: siamo molto più stabili". Aleix Espragaro è 3° (1'23"183, più di 3 decimi di distacco), però ha fatto vedere buone cose. Dietro di lui Rins con l'altra Suzuki e poi due coppie ufficiali: prima quella Honda, con Pol Espargaro che precede un brillante Marquez (-0"670): poi quella di Iwata, con Vinales che rifila 88 millesimi alla Yamaha di Quartararo, leader del campionato. Quindi Zarco, più lento di 775 millesimi rispetto a Nakagami, e il piccolo, inossidabile Pedrosa.
Luca Marini davanti al fratello, cade Oliveira
Valentino (1'25"264) si è mantenuto sugli standard della prima parte della stagione. Davanti gli sono finite le 2 Ducati ufficiali - stamani tutt'altro che esplosive-: 88 millesimi anche tra l'australiano Miller e Bagnaia, ma entrambi sono ad oltre un secondo dal migliore. Alex Marquez 13°, l'altro fratello - Luca Marini - alle sue spalle e dunque davanti al Doc, preceduto pure da Oliveira, l'ultimo vincitore sulla pista austriaca vittima oggi di un brutto high side alla curva 3, dove è finito gambe all'aria un altro pilota Ktm, Lecuona. Anonima prova - per ora - degli altri italiani: Petrucci 19°, Bastianini 21° e Savadori 22°.