Pramac, la cantera Ducati che sforna campioni: "Tutti vogliono correre per noi"
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriZELTWEG - "Un mondiale di MotoGP vinto da Pramac sarebbe come lo scudetto del Verona, la Premiership del Leicester. Chissà. Magari, un giorno. E io spero di esserci". Paolo Campinoti sorride. E' il proprietario della squadra italiana che ieri ha festeggiato il successo di Jorge Martin - dedicato a Fausto Gresini - in sella a una Ducati. Il compagno di squadra dello spagnolo, il francese Johann Zarco, nonostante il 6° posto al Red Bull Ring resta il rivale più accreditato di Quartararo nella corsa al titolo. Pramac, la cantera Ducati: dopo tanti podi, finalmente primi al traguardo. "Non succedeva dal 2004, col giapponese Makoto Tamada. Da un po' di stagioni ci andavamo molto vicino, mancava sempre un pizzico di fortuna".
ZELTWEG - "Un mondiale di MotoGP vinto da Pramac sarebbe come lo scudetto del Verona, la Premiership del Leicester. Chissà. Magari, un giorno. E io spero di esserci". Paolo Campinoti sorride. E' il proprietario della squadra italiana che ieri ha festeggiato il successo di Jorge Martin - dedicato a Fausto Gresini - in sella a una Ducati. Il compagno di squadra dello spagnolo, il francese Johann Zarco, nonostante il 6° posto al Red Bull Ring resta il rivale più accreditato di Quartararo nella corsa al titolo. Pramac, la cantera Ducati: dopo tanti podi, finalmente primi al traguardo. "Non succedeva dal 2004, col giapponese Makoto Tamada. Da un po' di stagioni ci andavamo molto vicino, mancava sempre un pizzico di fortuna".
"Un futuro da campione del mondo"
Martin, 22 anni, che fuoriclasse. Un predestinato. "Non so quante ossa si sia fratturato in Portogallo, durante le prove. Ma so che, alla fine, fisicamente è stato a posto in 4 gare: ha fatto 2 pole, un primo ed un terzo posto. In questa stagione, un successo è già qualcosa di straordinario: però il suo futuro è da campione del mondo. Ne nascono pochi, con un talento così puro". Poi c'è Zarco, che sembrava perduto e invece: scommessa vinta. Quattro podi nel 2021, il 2° posto in classifica. "Johann mi ha appena chiamato al telefono. Era arrabbiato per essere stato superato dal compagno di squadra, e perché questa era una bella occasione per guadagnare punti su Quartararo. 'Sarà uno stimolo in più per fare bene domenica', ha giurato. Gli credo. Ha qualità e carattere".
Il segreto è la serenità
Laboratorio di campioni: Bagnaia e Miller, oggi nella squadra ufficiale di Borgo Panigale, sono cresciuti qui. Come Petrucci, Iannone. Dicono che il segreto di Pramac sia la serenità. Un box di amici, di quelli che vanno forte. "Il merito è soprattutto del team manager, Francesco Guidotti. Una persona capace, positiva. Sono orgoglioso. Anche perché tutti vogliono venire a correre per noi". E su di una Rossa. "Senza la Ducati tutto questo non sarebbe stato possibile". Adesso che Valentino Rossi ha annunciato il suo ritiro, forse il testimone del motomondiale potrebbe raccoglierlo proprio la Ducati. "Un marchio che in passato è stato ingiustamente criticato: ormai sono anni che lotta per il mondiale, battendosi alla pari con colossi giapponesi che possono contare su risorse immense. Sì, può esserci una continuità: perché Ducati nel mondo rappresenta l'italianità, la bellezza e la tecnologia, il genio e l'eleganza. E anche perché per i prossimi 10 anni non vedo - purtroppo - nessun pilota italiano che possa prendere il testimone da Valentino".