AUSTIN - L'ultima tripletta Ducati la firmò Casey Stoner, nel 2008. Tredici anni più tardi e dopo i successi di Aragon e Misano, Pecco Bagnaia cerca il terzo successo consecutivo sulla pista texana in sella alla Gp21. Ha disperatamente bisogno di vincere e guadagnare il maggior numero di punti che può su Fabio Quartararo, che vanta 48 punti di vantaggio sul piemontese a 4 gare dal termine del campionato. Una rincorsa che pare impossibile ma a fianco di Pecco ci saranno gli altri ducatisti: Miller sulla Rossa ufficiale, Martin e Zarco su quelle targate Pramac, il rookie Bastianini col vecchio modello del team Avintia Esponsorama. Magari il 'Morbido' Morbidelli: compagno di squadra del francese nella squadra ufficiale di Iwata, però amico fraterno del connazionale (e collega all'Academy di Tavullia), anche lui potrebbe dare una mano. Così come Marc Marquez, che su questo circuito ha sempre dominato - 6 vittorie consecutive, poi la caduta del 2019 - e tutti indicano come il favorito numero uno.
Bagnaia fiducioso: "Continueremo a sognare"
"La pista di Austin mi piace, e sono contento di tornare qui", sorride Bagnaia. Aveva vinto in Moto2, nel 2018. "Credo che la Ducati qui si comporterà benissimo. Dopo le due vittorie consecutive, la mia fiducia è incredibilmente cresciuta. E' possibile che la nostra moto non si trovi benissimo nel primo settore, ma la pista è stata riasfaltata: e anche se ci sono tante curve e cambi di direzione, la Gp21 ormai funziona dovunque e penso che potremo fare veramente bene. Anche se la Yamaha va forte, e la Honda ancora di più. Ci serve una possibilità per continuare a sognare".
Quartararo prudente: "Non andrò oltre i miei limiti"
Austin è un appuntamento gradito anche a Quartararo, che nel 2015 aveva colto il primo podio della sua carriera. "E' un bel tracciato, nel 2019 ero andato bene e adesso ho molta più esperienza. Forse sul rettilineo non saremo performanti come le Ducati, ma possiamo fare meglio nel primo e terzo settore". Gli chiedono se non valga la pena concentrarsi sul titolo, ed evitare rischi. "A Misano, quando ero dietro a Miller, ho fatto qualche calcolo. Ma quando tallonavo Pecco ho mi sono detto che valeva la pena provare comunque a vincere". Questa volta sarà prudente. "Mi sto divertendo. Ma se la situazione sarà troppo complessa e difficile, non andrò oltre i miei limiti".
Marquez, il Texano: "Basta soffrire"
Marquez, il texano. Questa è la pista preferita dal Cannibale, almeno quanto il Sachsenring. "Nel tracciati in senso anti-orario (12 curve a sinistra, 8 a destra) mi sono sempre trovato benissimo. Qui, poi: divertimento assicurato. Vorrei restare sulla stessa onda, anche se in questa stagione abbiamo più che altro sofferto". Nel dopo-Misano ha potuto provare la Honda del 2022. "Belle sensazioni, abbiamo migliorato nei punti deboli. Però concentriamoci sul presente".
Carica Bastianini: "Punto e finire nei primi 6"
Enea Bastianini, la grande sorpresa di Misano. Col podio, il giovane romagnolo - campione uscente della Moto2 - ha dimostrato tutto il suo talento. "Diciamo che a Misano è stato tutto più facile: conosco bene la pista, e poi su quel tracciato la Ducati va fortissimo. Questo è un altro circuito. Però la Ducati rimane una bellissima moto, riesci a staccare forte e io mi sento sempre più a mio agio. Per domenica il favorito è Marquez, io vado avanti un passo per volta: mi piacerebbe chiudere tra i primi 6, non sarà facile".
La morte di Dean, le polemiche: "Vicini a Vinales"
Maverick Vinales non ci sarà, è ancora scosso per la drammatica perdita del cugino quindicenne Dean, morto sabato scorso sulla pista di Jerez de la Frontera. La terza giovane vittima della stagione. Un episodio che ha alimentato discussione e anche polemiche. Un pilota, Michel Fabrizio, ha puntato l'indice contro i troppi giovanissimi che provano ad imitare Marquez - parole sue - correndo in maniera spericolata. "Non vale neanche la pena rispondergli", ha tagliato corto Marc. "Voglio solo fare le condoglianze alla famiglia Vinales, gli sono vicino. E capisco lo stato d'animo di Maverick. Dopo una tragedia del genere, dobbiamo solo analizzare quel che è accaduto e cercare di capire: per ridurre i rischi in futuro". Commenti simili anche da parte di Bagnaia ("Ci voleva più rispetto. Era sufficiente guardare quel che è successo, per capire") e Quartararo ("E' ovvio che tutti copino Marquez, il migliore. Ma questo non c'entra nulla con quanto accaduto. Rispondere a certe affermazioni sarebbe solo una perdita di tempo").