Valentino Rossi all'ultimo atto: "Essere diventato un'icona la mia più grande vittoria. Domenica spero di non piangere"
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriVALENCIA — Domenica, quando dirà addio, sarà il 14 novembre 2021. Leggete bene, non può essere un caso: 14+11+21 fa 46. E questa è pure la quarantaseiesima settimana dell'anno. Quarantasei, Valentino. "Non è stato facile convincere Dio", scherza il Doc. Il numero che porta sulla carena fin dall'esordio. "Forse è un segno. Tutta la mia vita è stata legata ai numeri". Tipo? "Tipo, la maledizione del 9". Nove titoli. "E il decimo perso proprio qui a Valencia, sapete tutti come: avrei chiuso il cerchio, forse è la delusione più grande. E poi ancora 9: come le 89 vittorie in MotoGP. E i 199 podi nella stessa categoria: quando ho fatto l'ultimo, era a Jerez nel 2020, me lo sentivo che non sarei riuscito a fare cifra tonda".
È il suo ultimo gran premio, dopo 26 stagioni infinite: oggi nel paddock hanno cominciato a festeggiarlo, a celebrare il mito. A farsi fo…
VALENCIA — Domenica, quando dirà addio, sarà il 14 novembre 2021. Leggete bene, non può essere un caso: 14+11+21 fa 46. E questa è pure la quarantaseiesima settimana dell'anno. Quarantasei, Valentino. "Non è stato facile convincere Dio", scherza il Doc. Il numero che porta sulla carena fin dall'esordio. "Forse è un segno. Tutta la mia vita è stata legata ai numeri". Tipo? "Tipo, la maledizione del 9". Nove titoli. "E il decimo perso proprio qui a Valencia, sapete tutti come: avrei chiuso il cerchio, forse è la delusione più grande. E poi ancora 9: come le 89 vittorie in MotoGP. E i 199 podi nella stessa categoria: quando ho fatto l'ultimo, era a Jerez nel 2020, me lo sentivo che non sarei riuscito a fare cifra tonda".
È il suo ultimo gran premio, dopo 26 stagioni infinite: oggi nel paddock hanno cominciato a festeggiarlo, a celebrare il mito. A farsi fotografare accanto a lui. Sembra di essere a un matrimonio: uno scatto con i piloti, uno con la fidanzata e gli amici più stretti, un altro coi tecnici, coi meccanici, i giornalisti, i fotografi. Il più bello però è quello con le sue 9 spose: le moto con cui ha vinto i titoli iridati.
Una fotografia con le sue 9 "spose"
Eccole, le sue 9 spose: gliele hanno schierate a sorpresa, una accanto all'altra, coperte da un velo. L'Aprilia 125 del '97, la 250 di Noale del '99, poi l'Honda 500 e le 2 da MotoGP, quindi 4 Yamaha, l'ultima del 2009. Insieme a lui c'è Carmelo Ezpeleta, il don Carmelo padre-padrone del circo a 2 ruote che Valentino tratta come un vecchio zio paziente: "Vieni Carmelo, dammi una mano a scoprire le ragazze". È felice, sorride. "Che emozione: l'Aprilia adesso mi sembra così piccola...e poi la M1 di 12 anni fa, sembra ieri".
I manager delle case applaudono: Massimo Rivola per Aprilia, Alberto Puig di Honda, Lin Jarvis per Yamaha. Parlano a bassa voce tra di loro, proprio come si fa a uno sposalizio mentre i festeggiati sono sotto una pioggia di riso: "Certo che in quella stagione avevate un motore formidabile", "Però voi l'anno dopo eravate imbattibili", "Era lui, ad essere pazzesco". Commentano con la malinconia di chi sa che da lunedì non sarà mai più come prima. Uccio Salucci, l'amico d'infanzia di Vale, scherza con Puig: "Questa Honda ce la date o ce la dobbiamo rubare?". E anche il pesarese dopo torna sull'argomento, svelando che in camera sua c'è la Yamaha del 2004: "Così tutte le mattine quando apro gli occhi, me la godo. Mi mancano le Honda, soprattutto la 500 che sento proprio mia: speriamo che a questo punto me le regalino, giuro che le terrò al calduccio". Puig abbozza.
"Domenica spero di non piangere"
Su di una grande struttura del circuito che s'affaccia sulla pista e ospita un ristorante, stanno dipingendo un gigantesco murales col volto di Valentino, sarà pronto per domenica. Rossi intanto firma un lungo manifesto giallo a ridosso della griglia. Ancora una foto, prego: è quella con tutta la "famiglia" di Tavullia. Uccio e Albi Tebaldi, l'altro migliore amico. Naturalmente Francesca Sofia Novello, la bellissima fidanzata: ora la prossima maternità si vede bene, eccome. Carlo Casabianca, il preparatore atletico, e Gian Luca Falcioni, che si occupa della parte commerciale di Vr46. I ragazzi dell'Academy.
Poi Valentino sale al primo piano: diventa il protagonista di una conferenza stampa che è tutta per lui, perché in questo week-end non ci saranno altri argomenti. "Vorrei che fosse tutto normale, come è stato sempre: ma non è possibile". Giura che domenica non piangerà. "Non credo, almeno. Non posso dire cosa accadrà scendendo per l'ultima volta dalla moto, ma spero di non piangere. Lo faccio di rado, preferisco sorridere: in fondo, per me comincia una vita nuova".
Il tributo dei piloti, manca solo Marquez
Ogni tanto lo rivedremo nel paddock, promette. "Verrò a vedere qualche gara, a supportare i miei ragazzi. Se don Carmelo mi dà il permesso, vengo col mio motorhome e dormo qui". Ezpeleta si arrende: come si fa a dire di no al nipote prediletto? Quartararo, Bagnaia, Dovizioso, Morbidelli e gli altri, ci sono proprio tutti: manca solo Marquez, rimasto a casa per quel problema all'occhio che potrebbe addirittura porre fine alla sua carriera. "Sono contento degli abbracci, è bello avere tanti amici. Sono orgoglioso di aver portato tanti tifosi a seguire questo sport, non c'è niente di più spettacolare nei motori: è selvaggio, in gara apriamo il gas e la gente queste cose le capisce".
Gli chiedono chi sono stati i rivali più duri. "Tanti, tutti. Diciamo Biaggi, Lorenzo, Stoner, alla fine Marquez: ma è andata meglio nella prima parte della mia carriera, quando vincevo di più". Confessa che il momento più duro è stata a giugno, dopo la gara di Assen. "Quando ho preso la decisione di smettere: avrei voluto continuare, ma mi sono reso conto che non ero più competitivo. Adesso sono ancora un po' triste, ma è passata".
Il 'Maradona dei motori': "Ora comincia una nuova vita"
La Dorna gli ha fatto un regalo in più: via zoom si sono collegati con lui alcuni tifosi da tutto il mondo. Raccontando le loro storie personali: un poliziotto motociclista della Repubblica Ceca ha spiegato di essere finito sulla sedia a rotelle dopo un incidente, ma di essersi ispirato a lui per non arrendersi; e così una ragazza inglese, che era un senza tetto "e però seguivo le gare di moto: tu mi hai dato la forza di continuare, ora sono una persona felice".
Nella sala stampa sono in tanti a commuoversi, c'è una energia fortissima. È un momento quasi magico, intenso. "Don't give up", non arrendetevi, dice il Doc. "Io sono stato fortunato, ho fatto quello che mi piaceva di più. Non ho sogni nel cassetto, l'unico che avevo era diventare campione del mondo. Sono contento così, nessun rimpianto. Adesso continuerò a correre ma in auto, a divertirmi. Tra pochi mesi sarò papà. Comincia una nuova vita". Gli ultimi saluti dei tifosi: "Sei il Maradona dei motori". "Grazie", risponde lui, quasi intimidito. No: grazie a te, Vale.