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Cafu, tra moto e pallone: nello stadio mondiale con Quartararo, Bagnaia e Mir

Simpatica iniziativa che ha visto in campo nell'impianto di Losail l'ex fuoriclasse brasiliano e tre protagonisti della pista
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LOSAIL - Appuntamento all’avveniristico stadio di Losail, che il 18 dicembre prossimo ospiterà la finale dei mondiali di calcio: caschi e tute in pelle, i 4 piloti - protagonisti dell’evento legato alla MotoGP, arrivano in moto dal vicino circuito. Rombo di motori. Una Yamaha, una Ducati, una Suzuki e una Honda. Uno dietro l’altro, così come hanno concluso l’ultimo mondiale, si fermano ai bordi del prato: Quartararo, Bagnaia, Mir e…Cafu. L’ex calciatore brasiliano, 51 anni, ambasciatore della Legacy Qatar, ha invitato il terzetto del motomondiale a tirare due calci al pallone. E’ un pomeriggio speciale. Pecco con la maglia azzurra della Nazionale italiana, Fabio con quella dei Bleus. Per Mir, la rossa spagnola. Forse quello che se la cava meglio è il francese, che si è fatto i capelli biondo platino. Il ducatista batte di destro un rigore e la sfera centra la traversa, poi rimbalza altre due volte sul montante: inc…

LOSAIL - Appuntamento all’avveniristico stadio di Losail, che il 18 dicembre prossimo ospiterà la finale dei mondiali di calcio: caschi e tute in pelle, i 4 piloti - protagonisti dell’evento legato alla MotoGP, arrivano in moto dal vicino circuito. Rombo di motori. Una Yamaha, una Ducati, una Suzuki e una Honda. Uno dietro l’altro, così come hanno concluso l’ultimo mondiale, si fermano ai bordi del prato: Quartararo, Bagnaia, Mir e…Cafu. L’ex calciatore brasiliano, 51 anni, ambasciatore della Legacy Qatar, ha invitato il terzetto del motomondiale a tirare due calci al pallone. E’ un pomeriggio speciale. Pecco con la maglia azzurra della Nazionale italiana, Fabio con quella dei Bleus. Per Mir, la rossa spagnola. Forse quello che se la cava meglio è il francese, che si è fatto i capelli biondo platino. Il ducatista batte di destro un rigore e la sfera centra la traversa, poi rimbalza altre due volte sul montante: incredibile, no? Cafu se la ride: “Sembra la finale Brasile-Italia del ‘94”.

Quella che lui ha vinto, mannaggia. Joan è il più timido del gruppo, completato da due maturi campioni del Qatar: Mubarak Mustafa, attaccante e già capitano della nazionale del suo paese; e Khalid Salman, centrocampista che per l’occasione va in porta. Colpi di tacco, rovesciate. Risate. “In pista sono fortissimi. Col pallone forse me la cavo meglio io”, scherza Cafu, che continua a crossare. “Ma qui nessuno fa gol. Ci vorrebbe il mio amico Shevchenko”. O uno dei tanti fuoriclasse con cui è sceso in campo durante la sua carriera: chi è stato il più forte di tutti? “Ronaldinho Gaucho. Migliore di Ronaldo e di Messi, Neymar: unico. Peccato abbia giocato poco”. Restano quasi un’ora a correre e divertirsi, con un preoccupato Paolo Ciabatti – ds di Ducati Corse – che come un  genitore apprensivo fa gli scongiuri perchè il suo gioiello, Pecco, non si faccia male. Bagnaia gli risponde beffando Salman con un “cucchiaio”. Poi foto di rito per tutti, e Cafu che approfitta dell’occasione per lanciare un appello alla pace in Ucraina: “Tutto il mondo deve essere solidale. Non voglio entrare nel merito delle colpe di questo o di quello, ma dire che la gente ha diritto di vivere. Dobbiamo vivere in pace”.