Il bottone magico che fa andare più veloce la Ducati. Ma gli altri non ci stanno: "Manca la sicurezza"
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriLOSAIL - Genio incompreso, si dice. Ma in questo caso sarebbe più giusto usare un altro termine: invidiato. L'ultima diavoleria escogitata da Gigi Dall'Igna - direttore generale di Ducati Corse - e dai suoi ingegneri di Borgo Panigale ha fatto nuovamente impazzire le case avversarie: Honda, Yamaha, Suzuki, Ktm e Aprilia contestano l'abbassatore anteriore con cui la Gp22 si presenta qui in Qatar nella gara d'esordio della MotoGP. Non potendo più fare nulla a stagione in corso, gli altri costruttori ne chiedono la proibizione a partire dal 2023. E se non ci riusciranno, sicuramente proveranno a copiarlo. È già accaduto in passato col famigerato "cucchiaio", un'altra invenzione che aveva spiazzato tutti. La filosofia di Dall'Igna è sempre stata chiarissima: "Quello che non è espressamente vietato, è ammesso". E allora via libera - appunto - al genio italiano. Prima le "ali", poi il &quo…
LOSAIL - Genio incompreso, si dice. Ma in questo caso sarebbe più giusto usare un altro termine: invidiato. L'ultima diavoleria escogitata da Gigi Dall'Igna - direttore generale di Ducati Corse - e dai suoi ingegneri di Borgo Panigale ha fatto nuovamente impazzire le case avversarie: Honda, Yamaha, Suzuki, Ktm e Aprilia contestano l'abbassatore anteriore con cui la Gp22 si presenta qui in Qatar nella gara d'esordio della MotoGP. Non potendo più fare nulla a stagione in corso, gli altri costruttori ne chiedono la proibizione a partire dal 2023. E se non ci riusciranno, sicuramente proveranno a copiarlo. È già accaduto in passato col famigerato "cucchiaio", un'altra invenzione che aveva spiazzato tutti. La filosofia di Dall'Igna è sempre stata chiarissima: "Quello che non è espressamente vietato, è ammesso". E allora via libera - appunto - al genio italiano. Prima le "ali", poi il "cucchiaio", quindi l'holeshot: un dispositivo che consente di abbassare la sospensione posteriore della moto, facilitando partenze e accelerazione in virtù dell'abbassamento del centro di gravità. L'azienda emiliana investe in ricerche, e l'ultima è questo abbassatore anteriore - ride high device, il termine tecnico - che viene azionato schiacciando un pulsante sul cruscotto ed esalta ulteriormente la già impressionante potenza del motore Desmodromico.
Il fattore sicurezza
Ancora una volta sorprese, e non trovando sponda nel regolamento - anzi - , le altre Case fanno leva su argomenti di facile presa: la sicurezza e i costi. Si sono affidate alle parole dei loro campioni. Come Marc Marquez: "Le moto sono sempre più veloci e difficili da controllare, mentre le piste - con le loro vie di fuga - non cambiano. E poi, le MotoGP sono prototipi che nascono per migliorare i prodotti da usare sulla strada tutti i giorni. Un abbassatore anteriore non ha nessun senso, da questo punto di vista". Anche Quartararo e Mir si lamentano, sostenendo che "ci sono troppe cose da controllare, per un pilota". Aleix Espargarò confessa: "Ho paura di perdere la concentrazione mentre guido". Livio Suppo, nuovo team manager di Suzuki, commenta: "L'evoluzione è cosa buona e giusta. Credo però che a questo punto si debba arrivare ad un compromesso, in nome della sicurezza: bisogna limitare le prestazioni. Se tutti andassero un secondo più lenti ad ogni giro, non credo che lo spettacolo ci perderebbe". Il ducatista Bagnaia scuote la testa: "Ma qualche perdita di attenzione: basta premere un bottone".
La decisione non prima del 2023
Ieri durante la prima riunione della Msma tra i rappresentanti dei costruttori, sono volate parole grosse. La Ducati resta naturalmente fiera ed entusiasta della sua ultima invenzione, gli altri la contestano: per ora si va avanti così, in vista del 2023 la Gran Prix Commission (composta da Fim, Irta, Msma e Dorna) dovrà prendere una decisione. E chissà che nel frattempo Dall'Igna e i suoi non abbiano escogitato un'altra diavoleria.