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MotoGp: i segreti della pista, gli orari, i favoriti. Guida al Gp di Jerez

Domenica si corre in Spagna su una pista dalle tante frenate. Il percorso pare adattissimo alla Yamaha di Quartararo, ma anche la Suzuki può dire la sua. Aprilia possibile terzo incomodo
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JEREZ - Da Portimao a qui ci sono meno di 300 chilometri in linea d'aria, ma è come se fossero due mondi diversi: le previsioni dicono che a Jerez de la Frontera, sesto appuntamento della stagione MotoGP, sarà un fine-settimana di sole forte con una temperatura di 27°. Altro che il diluvio e il freddo portoghesi dei giorni scorsi. Il circuito, poi: dai saliscendi dell'Algarve, col lungo rettilineo finale, alle curve andaluse dalle tante frenate. Infatti tutti scommettono sull'agilità di Yamaha e Suzuki, con Aprilia possibile terzo incomodo. Ma attenzione, lo scorso anno su questa pista ha vinto la Ducati dell'australiano Miller. Quartararo, vista anche la prepotenza con cui si è imposto domenica, è il favorito. Il percorso pare adattissimo alla sua M1 - "Sono molto felice che tra 7 giorni si corra a Jerez, perché laggiù lo scorso anno siamo andati fortissimo", se la rideva sul podio di Portimao -, e infatti…

JEREZ - Da Portimao a qui ci sono meno di 300 chilometri in linea d'aria, ma è come se fossero due mondi diversi: le previsioni dicono che a Jerez de la Frontera, sesto appuntamento della stagione MotoGP, sarà un fine-settimana di sole forte con una temperatura di 27°. Altro che il diluvio e il freddo portoghesi dei giorni scorsi. Il circuito, poi: dai saliscendi dell'Algarve, col lungo rettilineo finale, alle curve andaluse dalle tante frenate. Infatti tutti scommettono sull'agilità di Yamaha e Suzuki, con Aprilia possibile terzo incomodo. Ma attenzione, lo scorso anno su questa pista ha vinto la Ducati dell'australiano Miller. Quartararo, vista anche la prepotenza con cui si è imposto domenica, è il favorito. Il percorso pare adattissimo alla sua M1 - "Sono molto felice che tra 7 giorni si corra a Jerez, perché laggiù lo scorso anno siamo andati fortissimo", se la rideva sul podio di Portimao -, e infatti il record della pista è suo: 1'37"770, 15 secondi più lento della F1, che non ci corre da 25 anni perché "troppo lento". Marquez per 3 volte è passato per primo sotto il traguardo - il record è naturalmente di Valentino Rossi: 6 successi - e punta alla prima vittoria della stagione così come Rins, che divide la testa della classifica col francese campione in carica. Aleix Espargaro sulla moto di Noale non nasconde le sue ambizioni, per i ducatisti Bastianini e Bagnaia siamo a un punto di non ritorno: non possono più sbagliare.

La MotoGP corre domenica alle 14, tutti gli orari

Gli orari sono di nuovo - finalmente! - quelli europei, basta con la confusione legata ai diversi 'fusi': si comincia alle 9 di venerdì mattina con la prima sessione di libere della Moto3, seguita alle 9.55 da quella della MotoGP; la Moto2 partirà alle 10.55. Il pomeriggio della giornata iniziale sta diventando sempre più importante in prospettiva delle qualifiche, soprattutto nella categoria regina: la Moto3 scende in pista alle 13.10, alle 14.05 tocca alla MotoGP, alle 15.05 è il turno della Moto2. Sabato, via alle Fp3 con la stessa scansione del giorno precedente: Moto3 alle 9, MotoGP alle 9.55, Moto2 alle 10.55. Nel pomeriggio è tempo di qualifiche: quelle della Moto3 sono previste alle 12.35, Moto2 alle 15.10. In mezzo, le Fp4 della MotoGP (13.30), seguite dalle Q1 (14.10) e dalle Q2 (14.35). La domenica comincerà come sempre col warm up alle 9 della Moto3, a seguire Moto2 e MotoGP. Il via alla gara di Moto3 sarà alle 11 (22 giri). La Moto2 parte alle 12.20 (23 giri), la MotoGP scatta alle 14: 25 giri.

Alla curva 6 si rallenta di 231 kmh in 5 secondi!

La pista, lunga 4.423 metri, ha ospitato i primi test dell'attuale stagione, a novembre: la temperatura però era di 10° più bassa. Secondo i tecnici della Brembo, che lavorano con tutti i piloti del motomondiale, il circuito intitolato al grandissimo Angel Nieto (13 titoli mondiali, scomparso nel 2017) è tra gli "altamente impegnativi" per i freni, con un indice 4 di difficoltà in una scala da 1 a 6: il più alto, in questa prima parte della stagione. I cambi di pendenza richiedono una moto maneggevole e ben bilanciata, oltre che stabile in frenata. Le curve sono 15 e solo in una di esse - la terza - non si deve frenare: le più impegnative per l'impianto frenante sono la 1, la 6 e la 13. Impressionante in particolare la staccata alla sesta curva, dove al termine di un rettilineo di 600 metri si passa da 299 a 68 kmh di velocità in uno spazio di 238 metri. Nel primo tornante, dai 292 orari di passa gli 88 in 212 metri. Complessivamente i freni vengono azionati per 35 secondi ogni giro: un record.