Marc Marquez: "Dopo il Mugello mi opero di nuovo, serve per tornare al 100%"
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriSCARPERIA - "Devo operarmi di nuovo. Per la quarta volta. E' un incubo, ma non mi arrendo: tornerò il campione di prima". Marc Marquez martedì vola negli Stati Uniti per un'altra operazione. A 3 anni da quel maledetto incidente sulla pista di Jerez de la Frontera. Domani scende in pista per il warm up, se tutto va bene prenderà il via alla corsa: parte dalla quarta fila. Ma niente Barcellona, tra una settimana. "Il dolore è troppo forte, non riesco più a guidare come una volta ed è inutile continuare così. Non mi diverto più, c'è solo tanta sofferenza". Ci stava pensando da mesi, ma l'omero destro - fratturato nella caduta del 2020 - non era ancora sufficientemente forte. "Adesso si può intervenire". Osteomia: l'osso sarà nuovamente tagliato, ripulito e riallineato. Per renderlo finalmente stabile, ed evitare quella rotazione innaturale che ieri gli è s…
SCARPERIA - "Devo operarmi di nuovo. Per la quarta volta. E' un incubo, ma non mi arrendo: tornerò il campione di prima". Marc Marquez martedì vola negli Stati Uniti per un'altra operazione. A 3 anni da quel maledetto incidente sulla pista di Jerez de la Frontera. Domani scende in pista per il warm up, se tutto va bene prenderà il via alla corsa: parte dalla quarta fila. Ma niente Barcellona, tra una settimana. "Il dolore è troppo forte, non riesco più a guidare come una volta ed è inutile continuare così. Non mi diverto più, c'è solo tanta sofferenza". Ci stava pensando da mesi, ma l'omero destro - fratturato nella caduta del 2020 - non era ancora sufficientemente forte. "Adesso si può intervenire". Osteomia: l'osso sarà nuovamente tagliato, ripulito e riallineato. Per renderlo finalmente stabile, ed evitare quella rotazione innaturale che ieri gli è stata mostrata dai medici spagnoli di una clinica madrilena grazie ad una riproduzione in 3D. "I dottori non si capacitano di come io abbia potuto gareggiare in questo periodo. Non lo so nemmeno io. Non riesco a sopportare l'idea che mi taglino di nuovo il braccio. Però non ci sono alternative". Quando tornerà in pista? "Difficile dirlo. Il recupero sarà molto lento. Non voglio più commettere errori. L'obiettivo è essere di nuovo competitivo nel 2023".
Il calvario del Cannibale: "Ma tornerò quello di prima"
La notizia era nell'aria, era stata anticipata - e smentita ufficialmente dallo stesso Marc - dal giornalista tedesco Guenther Wiesinger. "Chiedo scusa, ho mentito. Ma davvero non avevo ancora deciso. Poi ieri ho visto le radiografie, ho ascoltato i dottori: dobbiamo farlo". Il Cannibale ha lo sguardo basso, è evidentemente emozionato nel corso della conferenza convocata da Honda e aperta dal team manager Alberto Puig, lo stesso che nella gara d'esordio a Jerez nel 2020 - con Marquez protagonista di uno straordinario recupero - dal muretto a bordo pista lo incitava a spingere ancora di più: "Diciotto mesi fa Marc si era sottoposto all'ultimo intervento chirurgico: era cominciato un lungo processo riabilitativo insieme al dottor Sanchez Cotorro. Abbiamo fatto progressi importanti, ma la posizione sulla moto non era ancora quella corretta. E allora ci siamo messi in contatto con degli specialisti di Rochester, in Minnesota: ci hanno detto che doveva essere di nuovo operato, perché l'omero destro continuava a ruotare in maniera innaturale, non c'era stabilità. Dovevamo solo aspettare che il tessuto osseo si solidificasse".
"Che dolore. Un altro si sarebbe arreso, non io"
Marc ha provato a ripercorrere le tappe del suo calvario: "Tre anni fa, dopo il primo intervento, era arrivata una brutta infezione. La cosa più complicata. Alla fine da quella sono guarito, ma ho dovuto tornare di nuovo sotto i ferri altre 2 volte. Credevo che le cose fossero finalmente a posto, invece continuavo a soffrire e per compensare il dolore ho cominciato ad avvertire dei problemi anche al braccio sinistro. Ero limitato, ma non ho mollato". Un incubo, ripete. "Lo scorso anno però sono riuscito a resistere, ho anche vinto delle corse. Questa volta però non è più possibile". Nella clinica Usa cambierà la tecnica, perché si teme una nuova infezione. Ma come si fa a continuare così? "Se non avessi questa forza mentale, probabilmente avrei rinunciato da tempo. Molti non capiscono, mi hanno criticato in questo periodo senza sapere quel che stavo passando. Spero che ora si rendano conto di tutto. Conosco le mie qualità. E so che tornerò. Presto, ma senza altre pressioni".