Marc Marquez negli Usa per l'operazione: "Rivoglio una vita normale, vincere non mi interessa più"
di Massimo Calandri , di Massimo Calandri"Non mi interessa tornare a vincere. Rivoglio solo una vita normale. Salire di nuovo su di una moto, e divertirmi come una volta". Marc Marquez oggi vola negli Stati Uniti: giovedì sarà operato all'omero destro nella clinica Mayo di Rochester, Minnesota, dal chirurgo Joaquín Sánchez Toledo. E' il quarto intervento al braccio dopo la caduta sulla pista di Jerez de la Frontera di 3 anni fa. Otto ore sotto i ferri: così prevede l'équipe che si occuperà di lui. Osteomia: l'osso sarà nuovamente tagliato, ripulito e riallineato, per renderlo finalmente stabile. Domenica sera il Cannibale rientrerà a Madrid per cominciare una lenta riabilitazione con la supervisione di un altro medico di prestigio, Samuel Antuña, lo stesso che l'anno passato lo aveva salvato da una pericolosa infezione. "Non so ancora quando sarò di nuovo in pista, non c'è fretta: la Honda ha fiducia, mi…
"Non mi interessa tornare a vincere. Rivoglio solo una vita normale. Salire di nuovo su di una moto, e divertirmi come una volta". Marc Marquez oggi vola negli Stati Uniti: giovedì sarà operato all'omero destro nella clinica Mayo di Rochester, Minnesota, dal chirurgo Joaquín Sánchez Toledo. E' il quarto intervento al braccio dopo la caduta sulla pista di Jerez de la Frontera di 3 anni fa. Otto ore sotto i ferri: così prevede l'équipe che si occuperà di lui. Osteomia: l'osso sarà nuovamente tagliato, ripulito e riallineato, per renderlo finalmente stabile. Domenica sera il Cannibale rientrerà a Madrid per cominciare una lenta riabilitazione con la supervisione di un altro medico di prestigio, Samuel Antuña, lo stesso che l'anno passato lo aveva salvato da una pericolosa infezione. "Non so ancora quando sarò di nuovo in pista, non c'è fretta: la Honda ha fiducia, mi aspetta. L'unica certezza è che era arrivato il momento di fermarmi. E provare a ricominciare". Si prevedono almeno 5-6 mesi di stop: difficilmente il catalano, 8 volte campione del mondo, potrà rientrare prima della tradizionale fine del campionato sul circuito di Cheste, a Valencia, il prossimo 6 novembre.
"Per la prima volta mi sono detto: 'Fai attenzione'"
Domenica si è congedato con un 10° posto al Mugello. "Per la prima volta nella mia vita ad un certo punto mi sono detto: 'Fai attenzione'. Ho voluto correre perché era giusto farlo: è il mio lavoro, lo devo al pubblico e alla Honda, che in queste stagioni difficili ha continuato ad avere fiducia in me. Sulla pista italiana si superano i 350 kmh, è tutto molto impegnativo. Dopo una buona partenza, che mi aveva permesso di stare coi migliori, mi è mancata la forza e il dolore si è fatto ancora intenso: a quel punto sarebbe stato inutile rischiare e sono rimasto col gruppo di Oliveira, Nakagami, Di Giannantonio. E' stato comunque emozionante".
"La notizia più brutta - e più bella - dell'anno"
Venerdì a mezzogiorno aveva ricevuto una telefonata molto importante dagli Usa. "Il dottor Toledo mi ha dato la notizia più brutta e più bella dell'anno. Con una riproduzione in 3D mi ha mostrato la rotazione del mio omero: 'Non so come tu abbia potuto andare avanti in queste condizioni', mi ha confessato. Non credeva ai suoi occhi". E questa è la notizia brutta. "Quella bella, è che era arrivato in momento di intervenire: 'Prendi un aereo e vieni qui subito', anche perché continuando così avrei finito per danneggiare anche l'altro braccio. Serviva finalmente una svolta, dopo tanto dolore. Alla Honda ho detto: 'Volete che continui la stagione, facendo qualche podio e negli altri gp finendo tra il 5° e il 10° posto?'. Mi hanno risposto: 'La tua vita è più importante. Ti aspetteremo'. Ho molto apprezzato". Stop. "Se il dottore mi avesse chiamato qualche giorno prima, non avrei partecipato alla gara. Ma ormai ero lì, non potevo tirarmi indietro. Abbiamo comunque lavorato per il futuro".
"Bagnaia è il più veloce, però Quartararo è costante"
"Con la Honda il rapporto è di grande fiducia, al tempo stesso siamo entrambi molto esigenti: loro mi rivogliono in sella, al massimo della forma; io spero che la moto continuai a progredire, sono arrivate delle novità tecniche. Non so dire se avremmo potuto essere davanti, con un Marc in perfette condizioni. Ne riparliamo quando tornerò. Ma io ora rivoglio la vita di un atleta normale: prima per me c'erano solo la moto e gli allenamenti di cross, da 3 anni invece era un calvario tra bicicletta, fisioterapia e antidolorifici. E' stata una prova molto difficile, soprattutto dal punto di vista mentale". Ora il mondiale tornerà a seguirlo dal divano: "Non tifo per nessuno in particolare, ma spero che il titolo vada a uno spagnolo. Quartararo al Mugello mi ha molto sorpreso, è il più costante e questo secondo posto gli metterà le ali. Bagnaia è il più veloce, se riesce a vincere due-tre corse di fila torna tra i favoriti. E poi mi ha impressionato Aleix Espargarò, che riesce ad ottenere il massimo dall'Aprilia".
"Una vita normale. Senza l'ossessione della vittoria"
Proprio con Aleix Espargarò - i rapporti tra i due non sono mai stati idilliaci - c'è stato un saluto emozionante alla fine della gara. E gli sono arrivati gli auguri anche da altri campioni come Jorge Lorenzo. Valentino Rossi invece non si è fatto sentire. "Mi hanno fatto molto piacere gli incoraggiamenti di Quartararo, e di Martin. Tra piloti c'è rivalità ma pure empatia: nessuno meglio di noi può capire quando possano essere duri certi momenti. C'è comprensione, ci rispettiamo". Cosa ne sarà domani del Cannibale? "Vediamo come va l'operazione. Sarei bugiardo, se non dicessi che sono un po' ansioso. Ma il mio obiettivo è chiaro: devo chiudere con quest'incubo, tornare a salire in moto senza pensare che proverò dolore. Divertirmi, essere di nuovo un atleta. Senza l'ossessione di vincere".