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Bagnaia, per il Mondiale servono quattro mesi perfetti: le moto, gli avversari, il calendario

Francesco Bagnaia  (afp)
Il successo a Silverstone ha rilanciato le ambizioni del pilota torinese della Ducati. Che per provare a conquistare il titolo iridato non dovrà sbagliare quasi nulla da qui a fine stagione. Quartararo resta favorito, ma nella seconda parte di stagione di solito non brilla. La voglia di Aleix Espargarò, l'ambizione di Bastianini
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SILVERSTONE - "Al campionato non voglio pensare. Preferisco concentrarmi su una gara dopo l'altra". Pecco Bagnaia frena gli entusiasmi, ma con la vittoria inglese - al termine del 12° gp della stagione - ha riaperto la corsa per il titolo. Mancano ancora 4 mesi, 8 appuntamenti e diversi viaggi intercontinentali, alla fine: a dare la caccia a Quartararo, che resta sempre il grande favorito, sono 3 piloti. Aleix, il più vecchio degli Espargarò, Bagnaia e Bastianini. Tutti su moto italiane (Aprilia, Ducati) che promettono di andare fortissimo sul circuito del Red Bull Ring: l'appuntamento austriaco, tra 2 settimane, avrà una importanza doppia.

Quartararo favorito, però in autunno si spegne

Fabio Quartararo apre sempre il gas all'inizio di ogni stagione, nel 2022 non ha fatto eccezione: 3 vittorie e 3 podi, un 4° posto, è stato di una regolarità impressionante mantenendo un standard eccezionalmente alto. Di fatto ha…

SILVERSTONE - "Al campionato non voglio pensare. Preferisco concentrarmi su una gara dopo l'altra". Pecco Bagnaia frena gli entusiasmi, ma con la vittoria inglese - al termine del 12° gp della stagione - ha riaperto la corsa per il titolo. Mancano ancora 4 mesi, 8 appuntamenti e diversi viaggi intercontinentali, alla fine: a dare la caccia a Quartararo, che resta sempre il grande favorito, sono 3 piloti. Aleix, il più vecchio degli Espargarò, Bagnaia e Bastianini. Tutti su moto italiane (Aprilia, Ducati) che promettono di andare fortissimo sul circuito del Red Bull Ring: l'appuntamento austriaco, tra 2 settimane, avrà una importanza doppia.

Quartararo favorito, però in autunno si spegne

Fabio Quartararo apre sempre il gas all'inizio di ogni stagione, nel 2022 non ha fatto eccezione: 3 vittorie e 3 podi, un 4° posto, è stato di una regolarità impressionante mantenendo un standard eccezionalmente alto. Di fatto ha commesso un solo errore, ad Assen, cercando di superare all'interno Aleix Espargarò: è caduto, si è preso un long lap penalty pagato carissimo ieri sulla pista inglese, perché quando la Yamaha si trova davanti diverse moto la gomma anteriore finisce inevitabilmente per riscaldarsi e addio gara di testa. Se riesce a stare davanti in griglia e dopo il via si ritrova con un solo avversario - massimo due - con cui battagliare, diventa imbattibile o quasi. Però attenzione: dopo la pausa estiva ha tradizionalmente un calo di rendimento. In tutta la carriera ha vinto al massimo una corsa in agosto (Silverstone, 2021), poi si è dovuto sempre accontentare di piazzamenti. Nel 2020, mondiale vinto da Mir su Morbidelli, era partito a razzo per poi sparire. L'anno passato ha resistito per un soffio alla rimonta di Bagnaia.

Bagnaia è il più veloce: ma vietato sbagliare

Proprio lui, Pecco Bagnaia: nel 2021 ha vinto 4 gare nella seconda parte del campionato. Quest'anno ha cominciato titubante, non si trovava in sella alla nuova Gp22: dopo la vittoria di Jerez ha capito di essere il più veloce, ma con un poker di successi sono arrivati anche 3 imperdonabili 'zero'. "Adesso in calendario ci sono tanti circuiti in cui mi trovo benissimo, piste che sembrano disegnate per la Ducati": Zeltweg, Misano, Aragona, Phillip Island. Se ripetesse l'exploit della stagione scorsa, per Quartararo sarebbe difficile mantenere il vantaggio accumulato su di lui: però è vero che 49 punti sono tanti da recuperare. Soprattutto, il piemontese non può più permettersi un solo errore. Potrà contare relativamente sull'appoggio della 'squadra' Ducati: Miller, che corre con lui nel team ufficiale, gli darà sicuramente una mano (cosa che invece non riuscirà al povero Morbidelli, in profonda crisi tecnica, con Quartararo); ma gli altri col motore Desmodromico correranno per conto loro.

Espargarò, in Austria la grande occasione

Aleix Espargarò, che sfortuna: tanto ad Assen quando a Silverstone avrebbe potuto giocarsi la vittoria con Pecco, invece ha finito per buttar via una ventina di punti che in classifica gli avrebbero permesso di acciuffare il francese della Yamaha. Ora è a 22 lunghezze da Quartararo, e giustamente il suo avversario numero uno: anche perché la RS-GP va fortissimo - come dimostrato da Vinales - e anche sul red Bull Ring promette di essere protagonista. Sul piano della velocità pura, l'Aprilia oggi non teme nessuno: neppure la Ducati. E mantiene una tradizionale agilità. La forza di Aleix fino ad oggi è stata la costanza: una vittoria, tanti piazzamenti. "E' sempre davanti, non commette mai errori", dicono di lui gli altri. La caduta di sabato nelle Fp4 è stata terribile, queste 2 settimane serviranno però a recuperare la forma: "Sono andato male, il dolore non c'entra", ha detto ieri. Ma la sensazione è che senza quell'incidente, avrebbe vinto. Se in Austria taglia il traguardo per primo, diventa il favorito.

Enea, una 'Bestia' per rimonte impossibili

La Bestia è stato protagonista di una rimonta straordinaria: perché al via Enea Bastianini è stato colpito da Martin - proprio lui, il suo rivale per un posto nella Ducati ufficiale del 2023 -, e nonostante una moto in parte compromessa ha dato spettacolo. Nell'impatto, infatti, aveva perduto una delle alette sul codino: "Ci ho messo un po' ad abituarmi, non è stato facile. Però poi mi sono divertito di brutto". Una serie di sorpassi entusiasmanti, un quarto posto da urlo superando all'ultimo chi? Ma Jorge Martin, naturalmente. Se doveva convincere i vertici di Borgo Panigale sulla base dei risultati, c'è riuscito: però la decisione sul futuro partner di Bagnaia è legata anche a fattori commerciali (Ducati punta al mercato Usa, dove un pilota di lingua spagnola farebbe comodo). Per Bastianini questa storia è comunque un ulteriore stimolo: "Dicono tutti che vincerò il titolo in futuro, ma perché - se posso - non provarci già?", diceva a Repubblica. Appunto. Ha 62 lunghezze di distacco, però arrivano tante piste che gli piacciono da morire (Misano, in particolare). E ci sta abituando a recuperi folli. La Bestia in sella alla Belva: si può fare.