Bagnaia, un anno da campione. Così Pecco ha riaperto il mondiale
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriMISANO - E' cominciato tutto sul circuito dell'Aragona, dove si corre la prossima settimana. Primo successo della carriera MotoGP per Bagnaia in sella a una Ducati. Era il 12 settembre del 2021, Pecco arrivò primo al traguardo davanti a Marc Marquez e Mir. Da allora, il piemontese ha vinto una gara su due. Dieci delle ultime 20 in calendario. Un anno solare da campione: una media che ricorda la prepotenza del Cannibale di Cervera, 8 titoli iridati, con ogni probabilità al rientro nel gp spagnolo. La coppia moto-pilota di Borgo Panigale continua a crescere. Il prossimo appuntamento piace da morire al giovane piemontese. Quartararo invece lo ha definito un cauchemar, un incubo: ma per lui la seconda parte della stagione è sempre stata complicata. Le successive 5 corse sulla carta sembrano favorire la Rossa. Il tracciato del Giappone in particolare potrebbe esaltare le caratteristiche della Gp22. Che però si adattano benissimo anche alla pista di Phill…
MISANO - E' cominciato tutto sul circuito dell'Aragona, dove si corre la prossima settimana. Primo successo della carriera MotoGP per Bagnaia in sella a una Ducati. Era il 12 settembre del 2021, Pecco arrivò primo al traguardo davanti a Marc Marquez e Mir. Da allora, il piemontese ha vinto una gara su due. Dieci delle ultime 20 in calendario. Un anno solare da campione: una media che ricorda la prepotenza del Cannibale di Cervera, 8 titoli iridati, con ogni probabilità al rientro nel gp spagnolo. La coppia moto-pilota di Borgo Panigale continua a crescere. Il prossimo appuntamento piace da morire al giovane piemontese. Quartararo invece lo ha definito un cauchemar, un incubo: ma per lui la seconda parte della stagione è sempre stata complicata. Le successive 5 corse sulla carta sembrano favorire la Rossa. Il tracciato del Giappone in particolare potrebbe esaltare le caratteristiche della Gp22. Che però si adattano benissimo anche alla pista di Phillip Island e a quella di Sepang. "E' tutto molto frustrante: io più di così non posso fare, ci vorrebbe qualcosa di sorprendente per cambiare questa deriva", si è lamentato il francesino leader della classifica (ancora per quanto?). Fabio ha paura. Si augura che le condizioni meteo - la pioggia, in particolare - possano cambiare un copione che sembra già scritto. La rimonta mondiale di Pecco è inevitabile. Domenica 6 novembre a Valencia, ultimo appuntamento della stagione, ci sarà la resa dei conti.
Bagnaia: "Fabio ha paura? Noi siamo più veloci"
"Non lo so, se Fabio ha paura. Non mi interessa. Preferisco concentrarmi su me stesso, e non pensare al titolo. L'obiettivo è fare bene nella prossima gara: se un giorno il distacco da Quartararo scendesse a 5-10 punti, allora sì che comincerei a guardare la classifica". Bagnaia prudente, Bagnaia sereno. Anche nell'analizzare vantaggi e svantaggi nel suo duello con il francese. "La nostra moto indubbiamente è più veloce. E quest'anno abbiamo quasi azzerato il gap nella percorrenza in curva. Lui però continua a far girare meglio la sua Yamaha". Paradossalmente, la Ducati potrebbe essere più in difficoltà nelle piste con curve secche da cui ripartire forte: quelle che erano la specialità di Dovizioso (ieri Andrea ha detto addio al motomondiale, dopo 22 stagioni da protagonista) nei 3 anni di testa a testa con Marquez.
Pecco-Enea, che spavento nel box Ducati!
Al termine della gara di ieri è salita un po' di tensione all'interno del box Ducati tra i vertici di Borgo Panigale e Carlo Pernat. Nell'enfasi, il manager di Bastianini se ne è uscito con una battuta ("Ora facciamo a metà col primo premio", ha detto ridendo) che qualcuno non ha gradito, sottolineando piuttosto che la 'Bestia' avrebbe potuto risparmiarsi quella emozionante staccata alla curva 4 dell'ultimo giro, quando i due ducatisti si sono sfiorati rischiando di cadere. La storia sembra essere già archiviata, ma evidenzia la genuinità del duello tra i prossimi compagni nel team ufficiale. "Ho dato la vita", ha confessato Pecco. "Ci ho provato alla morte", ha detto Enea. Il pilota del team Gresini avrebbe potuto sferrare un altro attacco al tornante finale: "Ma al 99% saremmo finiti entrambi per terra. Lo avrei fatto solo se per quella corsa mi fossi giocato il titolo". I 34 millesimi che li hanno separati sul traguardo sono un altro indizio: Bastianini ha davvero fatto di tutto per vincere.
Ma gli spagnoli provocano: "E' un biscotto"
La Ducati da alcune settimane parla di 'gioco di squadra' per favorire Bagnaia nella ricorsa a Quartararo, ma quali sono i 'suggerimenti' per le altre 7 Rosse in pista? Evitare manovre pericolose alla prima curva dopo il via, quando davanti ci sono quasi sempre solo loro; stare il più possibile davanti al francese della Yamaha per togliergli punti (e che peccato, ieri, le cadute di Miller, Zarco e Bezzecchi); non attaccare in maniera rischiosa Pecco se in ballo c'è un punticino nel ranking, cioè se si tratta di passare da un 6° a un 5° posto in gara. Ma tutti devono giocarsi fino all'ultimo la vittoria, come ha fatto Enea a Misano. Più chiaro di così. Invece alcuni giornalisti spagnoli hanno parlato un po' provocatoriamente di "biscotto": come se il duello finale tra i due italiani fosse stato in realtà un teatrino. Maligni.
Due giorni di test a Misano, Marquez è pronto
Domani e dopo si torna a correre sul circuito dedicato a Marco Simoncelli. Due giorni di test ufficiali che serviranno a Marc Marquez per capire a che punto sta recuperando fisicamente dopo il quarto intervento chirurgico all'omero destro fratturato a Jerez nel luglio del 2020. Sabato mattina il Cannibale ha avuto l'ok dal dottor Raul Charte, responsabile medico per il motomondiale. L'osso sembra essersi definitivamente saldato, le orribili torsioni - per non dire delle infezioni - appartengono ormai al passato. Il catalano deve solo recuperare una piena forma e l'abitudine a guidare la sua Honda. Ci sono buone ragioni per credere che sarà al via domenica 18 settembre in Aragona. Di sicuro tornerà a lottare per il titolo dal 2023, ma è già possibile che verso la fine di questa stagione possa provare a salire sul podio. Chissà che ancora una volta non diventi decisivo nel tentativo di conquista del mondiale di un italiano, come accadde con Valentino Rossi nel 2015.