La MotoGp raddoppia per battere la crisi: calendario stravolto, sprint race e più spazio ai tifosi
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriQuartararo, Bagnaia, Aleix Espargarò e Bastianini: sono i 4 piloti in lotta per il mondiale a 5 gare dalla fine. Ma nonostante l'equilibrio e lo spettacolo che in pista regalano gare come quella di domenica scorsa in Aragona, la MotoGP è comunque in crisi. Di spettatori e di sponsor. Pesano l'addio di Valentino e l'infortunio che ha tenuto Marquez lontano dalla gare, la pandemìa e una gestione troppo conservativa del campionato. I ricavi sono drasticamente scesi, il fondo internazionale che ha comprato il motomondiale fa pressioni su don Carmelo Ezpeleta, l'organizzatore. E così dal prossimo anno parte la "rivoluzione", in nome di un mercato da riconquistare. Di fatto il numero delle gare sarà più che raddoppiato (42), i piloti incontreranno i tifosi lungo i circuiti di 4 continenti - con un baricentro che continua a spostarsi verso l'Asia -, i potenziali punti in palio diventeranno 877 (due anni fa a Mir ne basta…
Quartararo, Bagnaia, Aleix Espargarò e Bastianini: sono i 4 piloti in lotta per il mondiale a 5 gare dalla fine. Ma nonostante l'equilibrio e lo spettacolo che in pista regalano gare come quella di domenica scorsa in Aragona, la MotoGP è comunque in crisi. Di spettatori e di sponsor. Pesano l'addio di Valentino e l'infortunio che ha tenuto Marquez lontano dalla gare, la pandemìa e una gestione troppo conservativa del campionato. I ricavi sono drasticamente scesi, il fondo internazionale che ha comprato il motomondiale fa pressioni su don Carmelo Ezpeleta, l'organizzatore. E così dal prossimo anno parte la "rivoluzione", in nome di un mercato da riconquistare. Di fatto il numero delle gare sarà più che raddoppiato (42), i piloti incontreranno i tifosi lungo i circuiti di 4 continenti - con un baricentro che continua a spostarsi verso l'Asia -, i potenziali punti in palio diventeranno 877 (due anni fa a Mir ne bastarono 171 per vincere il titolo), dal venerdì alla domenica e dal mattino al pomeriggio, ogni giorno sarà un arcobaleno di sfide.
Il 4 giugno al Mugello, la sorpresa Kazakistan
Il calendario non è ancora ufficiale, ma ci sono buone ragioni per credere che verrà presto confermato: dal 26 marzo al 19 novembre, 21 appuntamenti a un ritmo incessante, fatto salvo il mese di sosta estivo. La novità del Sokol Circuit in Kazakistan e ancora una volta niente Finlandia. Ma la sorpresa sta soprattutto nell'esordio, che non sarà come al solito nella notte del deserto di Loasil (Qatar) ma a Portimao, Portogallo. Poi la settimana successiva subito un salto dall'altra parte dell'Atlantico fino a Termas de Rio Hondo, Argentina, quindi più a nord in Texas, Austin. Jerez del Frontera, Andalusia, è confermato come il primo gp europeo (30 aprile), poi a metà maggio si va in Francia, a Le Mans; quindi in Aragona, una tappa che di solito si affrontava alla vigilia autunnale. La corsa del Mugello è in programma il 4 giugno. Seguono la Germania (Sachsenring) e la Cattedrale della Velocità di Assen, Olanda, nel giro di una settimana. Due settimane più tardi, il 9 luglio, il Kazakistan. E la sosta.
La gara d'esordio di Portogallo, il 20 settembre a Misano
Si riprende il 6 agosto a Silverstone, in Inghilterra. Il Red Bull Ring austriaco scivola 14 giorni più tardi, e il 3 settembre c'è Barcellona, la mitica pista del Montmelò. Un altro gran premio storico, Misano, è fissato per il 20 settembre. Con l'autunno ci si sposta in Asia e Oceania, per una serie impressionante: Malesia, Giappone e Australia, la "tripla"; una domenica di sosta, quindi Thailandia e Indonesia nel giro di una settimana. Il 12 novembre ecco che finalmente il Qatar, e da Losail si vola direttamente su Valencia, dove 7 giorni dopo ci sarà l'ultima sfida.
La Sprint Race del sabato, per i punti e lo spettacolo
La MotoGP raddoppia perché il sabato pomeriggio alle 15 è in programma la Sprint Race, una gara a metà. Nel senso che viene dimezzato il numero di giri rispetto alla corsa della domenica e - più o meno - anche i punti assegnati sono "tagliati": 12 per il primo classificato, 9 per il secondo, 7 al terzo e via a scalare fino ad 1 per il nono. A livello statistico si conta solo la vittoria della domenica, quello del sabato sarà un mini-successo valido soprattutto ai fini della classifica.
Prima e dopo la gara i piloti incontrano i tifosi
Le Sprint Race, modificheranno tutto il programma, perché il venerdì ci sarà spazio solo per due lunghe sessioni di prove libere (45 minuti al mattino, un'ora al pomeriggio) che serviranno a stabilire l'ingresso diretto dei migliori 10 alle Q2. Il sabato mattina sarà dedicato alle qualifiche, entrambe (Q1 e Q2) di un quarto d'ora, valide per la griglia di domenica e della Sprint Race. Alle 9.40 di domenica mattina, 10 minuti per il warm up ma solo per la MotoGP: da quel momento e fino alla partenza della gara di Moto3, prevista alle 11, i piloti della categoria regina incontreranno per circa mezz'ora i tifosi, con modalità che sono ancora tutte da organizzare. E dopo l'arrivo ci sarà un'altra cerimonia, lontano dal podio, sempre per permettere agli spettatori di stare più vicino ai loro idoli. Torneranno pubblico e sponsor? Don Carmelo, che dovrà contare su 11 squadre per la rinuncia della Suzuki, incrocia le dita.