PHILLIP ISLAND - E' una delle gare più veloci, imprevedibili, spettacolari della stagione di MotoGP. "Qui contano solo due cose: abilità e coraggio", dice Marc Marquez, uno che se ne intende. A 3 gp dalla fine, con Bagnaia che ha finalmente raggiunto Quartararo (in classifica sono divisi da appena 2 punti) e Aleix Espargarò ancora in ballo a -20, è un appuntamento decisivo. Un pensierino al titolo lo fanno pure Bastianini (-39 da Fabio, il leader) e Miller (-40). Tre Ducati e un'Aprilia, quattro moto italiane, più una Yamaha: con la Bestia e il Canguro, fresco di matrimonio - Jack ha sposato Ruby Adriana sabato scorso, l'altro ducatista Zarco ha suonato la chitarra per tutta la durata della festa -, che con ogni probabilità aiuteranno Pecco a tenere dietro il francesino platinato. Le lunghe curve della pista di Phillip Island sembrano favorire la percorrenza della M1 di Quartararo, però la Gp22 di Bagnaia ha dimostrato di sapersi ormai adattare a qualsiasi tracciato e in questo momento l'inerzia è tutta a favore del piemontese. Vietato sbagliare. Chi cade domenica può dire addio ai suoi sogni. Equilibrio e tensione incredibili, insieme alla consapevolezza che - a seconda dei risultati di questa corsa - il mondiale potrebbe già essere assegnato tra 10 giorni in Malesia.
Una pista per la Yamaha, ma questa Ducati vola
Il rettilineo della partenza è qualcosa di commovente, per quanto è bello: va giù in discesa, e dopo una corsa infinita sembra di tuffarsi nell'Oceano di fronte. L'ultimo ad aver tagliato il traguardo nel blu del Pacifico è stato il Cannibale: Marquez vinse nel 2019, sono passati 3 anni e quella volta Bagnaia - nella sua stagione d'esordio in MotoGP - chiuse al 4° posto. Quartararo, anche lui un rookie, invece finì per terra, ma nelle qualifiche era stato uno dei più veloci (2°). "Ero caduto alla prima curva, mi ero già fatto male all'inizio delle prove: ma è una delle piste che preferisco", dice il francese. Che è tornato a parlare, dopo il silenzio - e la depressione - seguiti alla disastrosa gara in Thailandia. "Ho commesso un errore all'inizio, forse avevo troppa pressione addosso". Gli era già successo di lottare per il titolo e subire la rimonta di un avversario, dopo un folgorante inizio di campionato: era il 2020. "E alla fine il mondiale se lo prese Mir, con la Suzuki. Spero che questa volta vada diversamente (sorride). Allora ho imparato la lezione: bisogna essere veloci su tutti i circuiti e non solo quelli che ti piacciono. Pecco ora è vicinissimo in classifica, ma anche Aleix, Enea e Jack possono provarci: è come se qui in Australia partissimo tutti da zero. Sono fiducioso".
Bagnaia: "I consigli di Stoner saranno decisivi"
"Ho parlato con Casey Stoner, che su questa pista è sempre stato il più grande: credo di aver imparato qualcosa in più e spero mi servirà, domenica". Pecco Bagnaia ha lo sguardo sereno di chi sa di essere arrivato nel pieno delle forze all'appuntamento decisivo. "Questo è uno dei percorsi che preferisco, 3 anni fa avevo ottenuto il mio risultato migliore e adesso il potenziale della Ducati è molto più elevato: alla potenza ha unito una incredibile maneggevolezza. Il telaio è sempre lo stesso, ma è cambiata la carena: e anche noi riusciamo ad essere veloci su tornanti lunghi". Quartararo dice che si ricomincia da zero. "E' così. E siamo in 5, a giocarcela. Personalmente, mi sento bene: non so perché, ma qui avverto meno la pressione. Sarà l'ambiente tranquillo, il fatto che dormi in casa e non in albergo, puoi prepararti la colazione: è tutto più sereno".
Poche frenate, però attenzione al freddo del Pacifico
Secondo i tecnici della Brembo, che curano gli impianti frenanti di tutti i piloti del motomondiale, il circuito australiano è uno dei meno impegnativi sul fronte delle "staccate": i freni si utilizzano solo in 7 delle 12 curve, nel corso di un giro intero (4.448 metri, saranno 27 nella gara di MotoGP) l'impianto frenante è in funzione per 22 secondi, equivalenti al 25 per cento della durata della gara. Merito anche della frenata alla lentissima curva 4, affrontata a meno di 70 kmh. Sommando tutte le forze esercitate da un pilota sulla leva del freno dalla partenza alla bandiera a scacchi, si sfiorano appena i 6,4 quintali: il valore più basso dell'intero campionato. Unito alla vicinanza con le gelide acque del Pacifico, può far insorgere problemi ai freni in carbonio, che rischiano di non raggiungere la temperatura minima di esercizio. Coi suoi 282 metri di spazio di frenata, la prima curva dopo il traguardo è la più dura per l'impianto frenante: si passa da 344 a 181 kmh in 4,1 secondi.
Domenica il via alla MotoGP alle 5 del mattino
L'orologio di Phillip Island è spostato 9 ore in avanti. Si scende quindi in pista oggi alla mezzanotte italiana con la Moto3, la prima sessione di prove libere della MotoGP è invece in programma alle 0.50, un'ora più tardi tocca alla Moto2. La seconda sessione della Moto3 è prevista alle 4.10 di venerdì mattina, quella della MotoGP alle 5.05, alle 6.05 la Moto2. Le Fp3 della Moto3 cominceranno venerdì 5 minuti prima della mezzanotte, poi la MotoGP alle 0.50 di sabato e la Moto3 un'ora dopo. Le qualifiche, sempre sabato: alle 3.30 la Moto3, quindi le Fp4 della MotoGP (4.30) con qualifiche dalle 5.10, le qualifiche della Moto2 alle 6.10. Sempre sabato, quando in Italia sarà mezzanotte, parte il warm up. E domenica, semaforo verde: alle 2 per la Moto3, alle 3.20 per la Moto 2 e alle 5 per la MotoGP.