Bagnaia, i rettilinei di Sepang e la curve di Valencia alleati nel duello finale con Quartararo
di Massimo Calandri , di Massimo CalandriI due rettilinei e le impressionanti “staccate” di Sepang. Il “toboga” di Valencia, dove il segreto è l’accelerazione in uscita dai tornanti. Mancano due appuntamenti alla fine della stagione MotoGP, sulla carta i circuiti sembrano favorevoli alle caratteristiche della Ducati. I lunghi dritti malesi esaltano l’impressionante potenza del motore Desmodromico, così come certe ripartenze quasi da fermo imposte dal tracciato alle porte di Kuala Lumpur. Ma anche il disegno più ‘morbido’ del Ricardo Tormo, con le sue 14 curve brevi, tradizionale teatro dell’ultimo gp dell’anno, sembra piacere un sacco alle nuove moto di Borgo Panigale: che l’ingegner Gigi Dall’Igna ha reso meno selvagge, togliendo un po’ di muscoli per garantire più “guidabilità”.
I due rettilinei e le impressionanti “staccate” di Sepang. Il “toboga” di Valencia, dove il segreto è l’accelerazione in uscita dai tornanti. Mancano due appuntamenti alla fine della stagione MotoGP, sulla carta i circuiti sembrano favorevoli alle caratteristiche della Ducati. I lunghi dritti malesi esaltano l’impressionante potenza del motore Desmodromico, così come certe ripartenze quasi da fermo imposte dal tracciato alle porte di Kuala Lumpur. Ma anche il disegno più ‘morbido’ del Ricardo Tormo, con le sue 14 curve brevi, tradizionale teatro dell’ultimo gp dell’anno, sembra piacere un sacco alle nuove moto di Borgo Panigale: che l’ingegner Gigi Dall’Igna ha reso meno selvagge, togliendo un po’ di muscoli per garantire più “guidabilità”.
Dopo tre anni si torna a Sepang
Lo confermano i numeri: i risultati dei test del febbraio passato a Sepang, dove non si gareggia dal 2019, coi ducatisti scatenati e gli altri a inseguire; l’ultimo podio valenciano, nel 2021: Bagnaia, Martin e Miller nell’ordine, tripletta rossa. “Domenica devo solo cercare di restare in corsa, poi vedremo alla fine”, dice un Quartararo sempre più triste. Il francese della Yamaha è consapevole che in Malesia dovrà soffrire, non gli resta che limitare i danni e – come Eraclito – attendersi l’inaspettato: se a Valencia sarà ancora in gioco, chissà. Un po’ poco, per uno che qualche mese fa era convinto di avere già il titolo in tasca: ma dopo il successo in Germania, El Diablo in 8 gp ha guadagnato una media di 8 punti a domenica, perdendone complessivamente 105 da un Bagnaia che dopo i pasticci di inizio stagione ha trovato la fiducia gli mancava, commettendo un solo errore in Giappone.
Bagnaia e la tenuta mentale
Carlo Pernat, il guru del paddock con 40 anni e passa di esperienza, non potrebbe essere più chiaro: “Pecco ha la moto e la testa che vanno al massimo, proprio quello che manca al povero Fabio”. Il sorriso gentile e amaro con cui il francese è andato a salutare il rivale sul podio, al termine della corsa di Phillip Island, fotografa esattamente il suo stato d’animo: il campionato gli sta scivolando via come sabbia tra le dita, era già successo nel 2020 – allora vinse Mir – anche se in circostanze meno clamorose. Due anni fa Quartararo era partito fortissimo, per poi spegnersi lentamente rispetto al pilota della Suzuki che come un formichina aveva accumulato piazzamenti e si prese il titolo vincendo una sola gara. Questa volta ha retto più a lungo, ma solo perché il ducatista aveva accumulato una terribile serie di “zeri” (4, di cui 3 in soli 2 mesi), e il recupero sembrava onestamente impossibile.
I rimproveri di Casey Stoner
Invece. Dopo il poker di successi estivo, il piemontese ha mostrato una grande solidità mentale: 3 podi nei successivi 4 gp, in cui ha preferito accontentarsi di piazzamenti preziosi e continuare a salire nel ranking. “Avrei voluto vincere, ma tutto sommato va bene così: essere primo in classifica è molto importante. Però non è ancora il tempo di fare festa”. Non ancora. Domenica in Malesia potrebbe addirittura diventare campione del mondo con una corsa di anticipo, se continua a stare davanti e Quartararo a precipitare nelle sue incertezze. Il ragazzo di Chivasso ha già celebrato un titolo iridato, quello di Moto2, nel 2018: quel giorno gli bastò un 3° posto al traguardo, per trionfare. Domenica a Sepang nel box Ducati troverà ancora Stoner, il Canguro Mannaro che ha vinto l’ultimo (e unico) mondiale di Borgo Panigale, nel 2007. “Con me Casey è sempre severo, non fa altro che dirmi dove sbaglio”, sorride Pecco. “Speriamo continui a rimproverarmi fino alla fine”.