Marc Marquez è tornato: "Quel duello con Rossi? Rifarei tutto, fu lui a perdere il controllo"
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriSEPANG - Il Diavolo veste Honda. Marc Marquez, demonio di un pilota, è tornato. In pista e fuori. Con l’ossessione di dominare gli avversari: in moto e a parole. Dopo due anni e passa di calvario, quattro operazioni chirurgiche. Dicono i medici che una persona normale non avrebbe mai più potuto usare un braccio così martoriato dai bisturi. Lui invece l’altra settimana ha sfiorato il successo in Australia. E oggi parte dalla prima fila. Sepang non è una pista come le altre, per il Cannibale: nel 2015 teatro dello sciagurato “contatto”, costato a Valentino Rossi il decimo titolo. Sette anni più tardi il catalano è tornato sul tema in un’intervista col giornale spagnolo As. Avrebbe potuto tranquillamente evitare di farlo. Il Doc, almeno in pubblico, ci ha messo da tempo una pietra sopra. Marquez, neanche per sogno. Aggressivo e risoluto come in gara. Qualcuno sostiene che voglia segnare il territorio anche attraverso…
SEPANG - Il Diavolo veste Honda. Marc Marquez, demonio di un pilota, è tornato. In pista e fuori. Con l’ossessione di dominare gli avversari: in moto e a parole. Dopo due anni e passa di calvario, quattro operazioni chirurgiche. Dicono i medici che una persona normale non avrebbe mai più potuto usare un braccio così martoriato dai bisturi. Lui invece l’altra settimana ha sfiorato il successo in Australia. E oggi parte dalla prima fila. Sepang non è una pista come le altre, per il Cannibale: nel 2015 teatro dello sciagurato “contatto”, costato a Valentino Rossi il decimo titolo. Sette anni più tardi il catalano è tornato sul tema in un’intervista col giornale spagnolo As. Avrebbe potuto tranquillamente evitare di farlo. Il Doc, almeno in pubblico, ci ha messo da tempo una pietra sopra. Marquez, neanche per sogno. Aggressivo e risoluto come in gara. Qualcuno sostiene che voglia segnare il territorio anche attraverso le dichiarazioni alla stampa.
Non avrete altro Re al di fuori di me. Ha ricordato ai tre ultimi campioni della MotoGP – Mir, Quartararo e quello che sarà proclamato da qui a Valencia – che lo sono diventati quando lui non c’era. Poi ha accolto i prossimi compagni in Honda – ancora Mir, Rins – precisando che dovranno attenti perché con quella moto si può cadere spesso, e per lui saranno sempre e solo dei rivali. In Aragona, con uno dei suoi attacchi impossibili, ha provocato la caduta di Quartararo: episodio forse decisivo nella stagione del francese. Durante prove e qualifiche delle ultime corse si è messo sfacciatamente a ruota di Bagnaia. Ieri ha risposto piccato a chi lo rimproverava: “C’è chi ha fatto di peggio, ma se la prendono con me. Forse perché i colori Honda sono più brillanti”.
Marc è fatto così: un fuoriclasse esagerato in tutto, prendere o lasciare. Il giornalista di As, rievocando la gara del 2015, gli ha chiesto se rifarebbe tutto: “A 22 anni e visto come ci siamo arrivati, sì. Allora, la sola cosa che feci fu lottare in una corsa: forse più del normale nei primi giri, però anche Rossi. Nessuno era più veloce dell’altro, ci siamo battuti fino a quando uno ha perso il controllo. Credo invece che lui si comporterebbe in maniera differente, perché fu quello che perse il controllo”. Ha ricordato che in Australia, durante la conferenza stampa, il pesarese aveva dei fogli di gara in mano. “Sosteneva avessi fatto teatro, il guardiaspalle di Lorenzo. Che lo avessi provocato. Nessun dubbio, ripensando a quello che era successo e il clima che c’era in griglia: oggi qui in Malesia rifarei quella battaglia”.
Una buona parte del pubblico, da quel momento, se la prese col catalano. “Non si saprà mai, se questa storia ha cambiato in peggio il motociclismo o ha attratto più persone. Il vero appassionato non si fa condizionare dal tifo. C’era una persona che poteva dire basta ai fischi che ricevevo sul podio, e gli applausi alle mie cadute. Però non lo ha fatto. Io ho deciso di andare oltre”. Un tempo Marc avrebbe voluto sedersi e parlarne con lui, e ora che il Doc si è ritirato? “No, non più. E col passare del tempo quella storia mi interessa sempre di meno”.