Bagnaia, ultime curve per il mondiale: "Intelligenza e calma, ho un lavoro da finire"
dal nostro inviato Massimo Calandri , dal nostro inviato Massimo CalandriVALENCIA - "Non ci penso proprio, faccio finta che sia tutto normale. Nei giorni scorsi sono andato a fare la spesa al supermercato, ho portato a spasso il mio bassotto Turbo". Pecco Bagnaia giura che non è cambiato nulla. Ma intanto durante la sessione fotografica con Quartararo - sul traguardo del circuito Ricardo Tormo - si è rifiutato di toccare il trofeo che domenica sarà assegnato al campione del mondo di MotoGP. "Sono scaramantico, come tutti gli italiani".
Mancano 3 giorni alla corsa più importante della carriera. "Dite che ormai è fatta? E' vero, sono favorito: mi basta arrivare 14°, e sempre che Fabio vinca. Però, attenzione: questo è uno sport che regala sempre delle sorprese. Dovrò comportarmi in maniera intelligente. Restare concentrato e mantenere la calma, che è stata il segreto della mia stagione. Devo finire il lavoro".
VALENCIA - "Non ci penso proprio, faccio finta che sia tutto normale. Nei giorni scorsi sono andato a fare la spesa al supermercato, ho portato a spasso il mio bassotto Turbo". Pecco Bagnaia giura che non è cambiato nulla. Ma intanto durante la sessione fotografica con Quartararo - sul traguardo del circuito Ricardo Tormo - si è rifiutato di toccare il trofeo che domenica sarà assegnato al campione del mondo di MotoGP. "Sono scaramantico, come tutti gli italiani".
Mancano 3 giorni alla corsa più importante della carriera. "Dite che ormai è fatta? E' vero, sono favorito: mi basta arrivare 14°, e sempre che Fabio vinca. Però, attenzione: questo è uno sport che regala sempre delle sorprese. Dovrò comportarmi in maniera intelligente. Restare concentrato e mantenere la calma, che è stata il segreto della mia stagione. Devo finire il lavoro".
Qualcuno sogna una sfida all'ultimo giro col francese della Yamaha. "Se capisco che posso tagliare il traguardo per primo, ci provo. Ma questa volta posso permettermi anche di essere un pizzico più prudente". In passato non sono mancati i duelli con Quartararo. "La prima volta è stata nel 2015 in Qatar in Moto3, credo fosse la sua gara d'esordio nel motomondiale e io per la prima volta potevo salire sul podio: ero secondo, mi toccò e andammo larghi facendoci superare dagli altri, io alla fine 8° e lui 5°".
Quanti complimenti reciproci, che bravi ragazzi. "Fabio è uno 'staccatore' straordinario, dal punto di vista mentale è fortissimo: su circuiti in cui la Ducati era nettamente più veloce - come in Malesia, l'altra settimana - non ha mai mollato". Sabato mattina arriverà nel paddock Valentino Rossi, che anni fa aveva fortissimamente voluto nella sua Academy di Tavullia il giovane talento di Chivasso: "Sono sicuro che mi darà buoni consigli, conosce questo circuito alla perfezione. Sarà un sostegno fondamentale: dal punto di vista tecnico, e morale". E' stata una stagione imprevedibile. "La moto era competitiva, sempre. Io all'inizio ho commesso qualche errore, troppa pressione. Ma già dal Portogallo le cose hanno cominciato a cambiare. Mi ero reso conto del grande potenziale che avevamo".
Al Sachsenring il giorno più difficile. "Solo in quel momento, dopo la corsa, ho pensato che non ce l'avrei fatta. Il mattino dopo ho tirato un lungo respiro: se riesco a dare sempre il 100% da qui alla fine ce la posso ancora fare, mi sono detto. Sinceramente però non avrei immaginato di recuperare tutti quei punti di distacco tanto rapidamente". Da allora non ha più sbagliato nulla. "A parte la caduta in Giappone: in quella occasione sono stato troppo ambizioso, e fortunato. Non ho tirato giù Fabio, non ho perso troppi punti da lui. Nelle altre gare è andata come volevo: in Australia sono stato bravo a non rischiare più del dovuto, cosa che invece ho fatto in Malesia con Bastianini che voleva vincere a tutti i costi. E' stata la scelta giusta, perché ho guadagnato un sacco di punti: una domenica decisiva". Da domenica pomeriggio la sua vita cambierà. "Forse. Non ci voglio pensare. Queste sono giornate come tante altre: è tutto normale. O no?".