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Bagnaia: "Così è nato il mio Mondiale, questo è solo l'inizio"

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Le cadute, la paura di non farcela, il rapporto con Rossi, il duello con Quartararo: il pilota della Ducati racconta la stagione che lo ha portato a conquistare il primo titolo iridato nella MotoGp. E Mattarella lo invita al Quirinale
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VALENCIA — "Quando ho tagliato il traguardo e ho visto il cartello che diceva: World Champion. Ecco. Allora tutto è diventato più bello. Leggero". Bagnaia confessa di aver pianto. "Quartararo è stato il primo a fermarsi accanto a me. Mi ha stretto la mano, riempito di complimenti. C'è grande rispetto tra noi". Sostiene che Fabio sia un pilota più completo, rispetto a lui. "Quest'anno ha corso su di una moto che era considerata più lenta, con qualche problema: ma non si è mai arreso". Sabato sera si sono ritrovati nella clinica mobile, a ridere guardando un film. Il giorno dopo si sono giocati il titolo. "Si può essere rivali in pista, e darsele di santa ragione, ma non c'è ragione per non restare amici".

Bagnaia: "È un periodo d'oro per lo sport italiano"

Un italiano campione del mondo su di una moto italiana, mezzo secolo dopo Agos…

VALENCIA — "Quando ho tagliato il traguardo e ho visto il cartello che diceva: World Champion. Ecco. Allora tutto è diventato più bello. Leggero". Bagnaia confessa di aver pianto. "Quartararo è stato il primo a fermarsi accanto a me. Mi ha stretto la mano, riempito di complimenti. C'è grande rispetto tra noi". Sostiene che Fabio sia un pilota più completo, rispetto a lui. "Quest'anno ha corso su di una moto che era considerata più lenta, con qualche problema: ma non si è mai arreso". Sabato sera si sono ritrovati nella clinica mobile, a ridere guardando un film. Il giorno dopo si sono giocati il titolo. "Si può essere rivali in pista, e darsele di santa ragione, ma non c'è ragione per non restare amici".

Bagnaia: "È un periodo d'oro per lo sport italiano"

Un italiano campione del mondo su di una moto italiana, mezzo secolo dopo Agostini. "Questo mi rende ancora più orgoglioso". Gli fanno notare che coi complimenti del presidente Mattarella, per la prima volta ha tolto l'attenzione degli sportivi italiani dal calcio. "E' bel periodo, siamo sul tetto del mondo. Le medaglie alle Olimpiadi, e ieri la vittoria della Nazionale di rugby". A proposito: solo lui è entrato con la maglia azzurra nello stadio di Losail, in Qatar, quello che ospiterà la finale dei mondiali di calcio. "E' successo a marzo, con Mir e Quartararo. E Cafu che crossava".

Bagnaia: "La vittoria in Moto3 con Mahindra: è cominciato tutto lì"

Prova a ripercorrere la sua carriera. "La prima svolta è arrivata in Moto3, con la Mahindra. Ho vinto una gara e nessuno ci credeva: mi ha dato la consapevolezza che ce la potevo fare". Poi il titoli iridato in Moto2. "E nel 2019 l'esordio in MotoGP: arrivavo da campione, sono andato fortissimo nei test. Pero poi ho cominciato a cadere, collezionare errori. Con l'aiuto della Ducati, abbiamo cominciato a capire dove sbagliavo: nella seconda parte della stagione i primi progressi". Ma nel 2020 la frattura di una tibia. "Un recupero lungo, la paura di farmi di nuovo male. Finalmente, il 2021: Quartararo era più forte e ha meritato il mondiale, ma dopo l'Aragona ho cominciato a vincere. E a crescere". Quest'anno un debutto da dimenticare. "Il momento peggiore però è stato al Sachsenring". In Germania, dopo un altro 'zero', ha dubitato. "Sarà durato un paio d'ore al massimo, però non ci credevo più. Il giorno dopo ho ripreso fiducia". Niente psicologo, prego. "Preferisco sentirmi dire le cose in faccia dalle persone che mi sono vicino: mi hanno aiutato ad essere più consapevole. Ho capito che avevo il potenziale ma non ero consistente, c'erano troppi alti e bassi. Ho riconosciuto il problema, la mia debolezza. E sono tornato a lavorare duro". Non ha più pensato di vincere il titolo. "Però in Thailandia, col 3° posto e Fabio fuori gioco, mi sono detto che forse la possibilità c'era ancora".

Bagnaia: "Le cadute mi hanno fatto crescere: come uomo, e pilota"

Quante cadute nella prima parte del campionato. "E' successo, e in fondo è anche grazie a quelle cadute che ho fatto dei progressi: come uomo, come pilota. Ho solo 25 anni, sono giovane: deve imparare ancora tante cose". Era cominciato tutto da bambino. "Ricordo perfettamente com'ero felice, quando mio padre arrivò a casa con un'Aprilia nuova. E mio zio veniva a prenderlo con una Ducati, se ne andavano in giro. Ho sempre voluto salire in moto: ero bambino, e con una Beta 50 minicross ho distrutto il giardino della nonna. Come si era arrabbiata...". Nel 2004 la prima volta in pista con una pocket bike affittata da papà Pietro. "Si è tanto spaventato che me ne ha comprato una usata, rossa e col numero 19".

Bagnaia: "Ero un bimbo: piansi, quando qui il Doc perse il titolo"

Nel 2006 era ancora un bambino e ha pianto davanti alla televisione, quando Valentino Rossi - proprio qui, a Valencia! - ha buttato via all'ultima gara un mondiale che sembrava certo. "In questi giorni Vale mi è stato vicino: diceva che in gara avrei dovuto solo pensare a divertirmi ed essere felice. Io gli ho detto di sì, ma poi è andata diversamente. Ero preoccupato, perché per la prima volta non ero a mio agio con la Gp22. Per fortuna durante il warm up di stamani abbiamo rimesso le cose a posto, riecco la fiducia". Al via, la strategia giusta. "Ho attaccato subito Quartararo e abbiamo duellato come mai durante l'anno: gli ho fatto perdere contatto coi primi e così non ha più potuto vincere. Ma ho anche perso un'aletta, e la cosa mi ha condizionato: a un certo punto contavo i giri che mancavano, sono riuscito a restare calmo e a gestire la situazione".

Bagnaia: "Grazie all'Academy. E questo è solo l'inizio"

Vuole ringraziare tutti: la sorella Carola, la fidanzata Domizia, i genitori, i nonni che sono venuti a vederlo. Il Doc ("Il mio mentore, sono felice di averlo reso orgoglioso") e tutta l'Academy di Tavullia, che ha vinto il suo primo titolo di MotoGP: "Il terzo, con quelli di Moto2. A proposito: Morbidelli è sempre stato un esempio e un riferimento. Uno stimolo. "Allenarci al Ranch ci permette di migliorare ogni giorno. Questo è solo l'inizio".

Bagnaia e la Ducati da Mattarella

Bagnaia e il team Ducati sono stati invitati al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per festeggiare il titolo mondiale. L'incontro, al quale parteciperanno anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il presidente della Federazione motociclistica italiana, Giovanni Copioli, è in programma il prossimo 16 novembre alle 12.