MotoGp, Carmelo Ezpeleta: "La gara sprint regala brividi al Mondiale, Valentino Rossi avrebbe dato spettacolo"
di Massimo Calandri , di Massimo Calandri"All'inizio, anche il mio amico Valentino si lamentava. Ma alla fine mi ha sempre dato ragione. Ho 76 anni e questo è il segreto della mia vita: cambiare. Guai a restare fermi. Se non ti adegui, non migliori. Non sopravvivi". Carmelo Ezpeleta, padre-padrone della Dorna, la società che da più di 30 anni gestisce il motomondiale. Un uomo, una metamorfosi ambulante. Di colpo ha trasformato la MotoGp, in crisi di spettatori e sponsor, in uno show pirotecnico che costringe i piloti a mille acrobazie: prove concentrate il venerdì, sabato qualifiche e sprint race, gara tradizionale di domenica, ma pure la sfilata su un carro da carnevale di Viareggio, obbligo di selfie e autografi nel paddock. Una rivoluzione a loro insaputa.
Ezpeleta, avete scopiazzato la F1.
"Facevamo già la gara del sabato con la Superbike. Funziona. Vogliamo attirare nuovo pubblico, regalare emozioni dal venerdì. Ci è sembrata una buona idea, la Fe…
"All'inizio, anche il mio amico Valentino si lamentava. Ma alla fine mi ha sempre dato ragione. Ho 76 anni e questo è il segreto della mia vita: cambiare. Guai a restare fermi. Se non ti adegui, non migliori. Non sopravvivi". Carmelo Ezpeleta, padre-padrone della Dorna, la società che da più di 30 anni gestisce il motomondiale. Un uomo, una metamorfosi ambulante. Di colpo ha trasformato la MotoGp, in crisi di spettatori e sponsor, in uno show pirotecnico che costringe i piloti a mille acrobazie: prove concentrate il venerdì, sabato qualifiche e sprint race, gara tradizionale di domenica, ma pure la sfilata su un carro da carnevale di Viareggio, obbligo di selfie e autografi nel paddock. Una rivoluzione a loro insaputa.
Ezpeleta, avete scopiazzato la F1.
"Facevamo già la gara del sabato con la Superbike. Funziona. Vogliamo attirare nuovo pubblico, regalare emozioni dal venerdì. Ci è sembrata una buona idea, la Federazione internazionale ha detto sì".
I piloti lo hanno saputo da una conferenza stampa.
"Pensavo che i loro team, a conoscenza del progetto, gliene avessero già parlato. Forse avrei dovuto spiegarglielo io, prima dell'annuncio ufficiale. Se ho commesso un errore, ne prendo atto".
E va avanti lo stesso.
"A nessuno piace cambiare abitudini. Ma quando la gente comincerà a vedere che la domenica mattina puoi incontrare i tuoi campioni, affollerà i circuiti. Una pioggia di cose nuove da fare. All'esordio in Portogallo, sabato abbiamo raddoppiato il numero di spettatori del 2022. Anche in tv".
"Ci chiedono troppo", protestano i piloti. Dopo la prima gara, in quattro sono fuori per infortunio. "Prima o poi ci sarà un incidente grave", avverte Quartararo.
"Sono professionisti. E si devono adeguare, cambiare mentalità: capire, ad esempio, che la corsa del sabato non va affrontata come un normale gp ma ricordando che il giorno dopo ci sarà la gara ufficiale. Bisogna sapersi riadattare: è successo anche in Superbike".
Protestare è inutile, anzi: proibito.
"Ma no, io accetto le critiche costruttive. Se qualcosa che non va, sono pronto ad aggiustare. Prima però aspettiamo di vedere come vanno i primi 3 gp".
Dicono: impossibili 21 sprint race, "don" Carmelo ci ripenserà.
"Non se ne parla. Le corse restano quelle".
Centotrenta milioni perduti nelle ultime 3 stagioni, tra pandemia e l'addio di Valentino.
"Sciocchezze. È vero, con la pandemia siamo passati da 100 a 0. E lo scorso anno abbiamo sofferto come tutti. Ecco perché si cambia. Quanto a Valentino, mi manca solo come amico. La sua partenza non ci ha fatto perdere un centesimo".
Con in pista uno come il Doc le cose sarebbero andate diversamente.
"Mi ricordo il casino che aveva fatto quando siamo passati dalla 500 alla MotoGp: anche se la nostra relazione era fantastica. Alla fine, chi aveva ragione? Una cosa è certa: il Valentino di qualche anno fa avrebbe dato spettacolo, con queste nuove regole".