MotoGp, Bagnaia si è smarrito: a Jerez lo attendono al varco Marquez e Bastianini
di Massimo Calandri , di Massimo Calandri“Sono cambiato. E mi fido di questa Ducati. Non ripeterò gli errori dell’anno scorso”. In Portogallo, Pecco Bagnaia aveva appena festeggiato i successi solari nella sprint race del sabato e nella gara della domenica. Era la fine di marzo, 3 settimane fa: sembra sia trascorso un secolo. Nei due successivi gp, tra Argentina e Texas, si è buttato via. Come gli era accaduto nel 2022. “Non capisco cosa mi stia capitando”, diceva ieri, scrollandosi la polvere dalla tuta dopo un altro capitombolo. “Non c’è un motivo, non lo trovo: ma è difficile accettare di cadere per il secondo fine-settimana consecutivo”. E’ scivolato dopo 7 giri in cui s’era messo a comandare con una facilità quasi annoiata.
“Sono cambiato. E mi fido di questa Ducati. Non ripeterò gli errori dell’anno scorso”. In Portogallo, Pecco Bagnaia aveva appena festeggiato i successi solari nella sprint race del sabato e nella gara della domenica. Era la fine di marzo, 3 settimane fa: sembra sia trascorso un secolo. Nei due successivi gp, tra Argentina e Texas, si è buttato via. Come gli era accaduto nel 2022. “Non capisco cosa mi stia capitando”, diceva ieri, scrollandosi la polvere dalla tuta dopo un altro capitombolo. “Non c’è un motivo, non lo trovo: ma è difficile accettare di cadere per il secondo fine-settimana consecutivo”. E’ scivolato dopo 7 giri in cui s’era messo a comandare con una facilità quasi annoiata.
Sembrava tutto sotto controllo. Come a Termas de Rio Hondo, quando il 2° posto dietro Bezzecchi era in cassaforte. “Quarantacinque punti gettati”. Più che amareggiato, il campione del mondo appare sorpreso. Forse spaventato. Si assume le responsabilità (“Devo avere commesso uno sbaglio”), ma inconsapevolmente replica gli stessi meccanismi della stagione passata, quando era partito da favorito e dopo le prime incertezze – la caduta in Qatar, il 15° posto in Indonesia – se l’era presa con una moto nuova che “non mi dà fiducia come l’altra”. Ci risiamo. Questa volta il piemontese dice: “Chiederò alla mia squadra cosa sia successo e perché così, all’improvviso. Da venerdì avevo fatto 60-80 giri nello stesso modo”.
Sottintende: sarà anche colpa mia, però… “La gara scorsa ho toccato il gas sul bagnato, e ci può stare di finire per terra. Questa volta invece non riuscirò mai a spiegarmelo. Non stavo spingendo, ero in controllo e mi fa strano. Spero di capire, perché altrimenti andare avanti così è difficile”. Pecco Bagnaia è senz’altro cresciuto rispetto a un anno fa, in termini di esperienza e carattere. La Gp23 sembra disegnata su di lui, gli calza come un guanto. “Non mi sono mai trovato così bene, in sella a una moto: forse è meno potente, ma la guido con naturalezza”, continua a ripetere. Però serve – subito – interpretare la telemetria e recuperare fiducia: il dg Gigi Dall’Igna, il ds Paolo Ciabatti, il team manager Davide Tardozzi devono rassicurarlo in qualche modo.
Perché a fine mese si corre a Jerez e torneranno in pista due avversari che temevano di aver già detto addio al mondiale, invece – grazie alle montagne russe di Pecco - hanno scoperto che i giochi sono ancora apertissimi: Marc Marquez ed Enea Bastianini non faranno sconti. Il rientro della Bestia potrebbe però favorire Bagnaia, che dalla comparazione dei dati del compagno di squadra (e rivale) trarrà ispirazione. Un anno fa, sul circuito andaluso, il piemontese tornò a vincere dopo le fragilità iniziali: sarà nuovamente la svolta per Pecco? Allora, il campione del mondo finì davanti a un Quartararo che col 3° posto di ieri cerca di restare disperatamente aggrappato al sogno iridato. Bussa alla porta anche Luca Marini, che corre con una Ducati più vecchia (la Gp22) ma finalmente sorride: “Gli astri si sono allineati”. Ad Austin ha celebrato il primo podio MotoGP della sua carriera e sembra essersi per sempre scrollato di dosso l’ombra del fratello. A proposito: grazie soprattutto al compagno di ‘Maro’, quel Bezzecchi che con un prudente 6° posto in Texas ha aumentato il vantaggio in classifica, il team di Valentino Rossi – Mooney Vr46 – è in testa al mondiale squadre. E il Doc continua ad essere protagonista.