Bagnaia, il bravo ragazzo che sta entrando nei cuori come Valentino
dal nostro inviato Massimo CalandriSCARPERIA - Era dal 2008 che al Mugello non si celebrava una festa così. Tra il settimo (fu anche l'ultimo) successo consecutivo di Valentino Rossi sul circuito toscano e quella che Pecco Bagnaia ha definito "la giornata più emozionante della mia carriera", c'è una evidente differenza cromatica - dal giallo fluo al rosso fuoco Ducati -, ma soprattutto la sensazione di un passaggio di consegne che fino a ieri pareva impossibile, perché come si fa a sostituire il Doc? Invece, che sorpresa. Il motomondiale ha un nuovo eroe. Non assomiglia per niente al precedente, e forse il segreto sta proprio qui. "Valentino per me è come un padre. Dal punto di vista sportivo gli devo tutto. Ho imparato tanto, ma non ho mai commesso l'errore di provare a copiarlo: caratterialmente siamo agli antipodi".
Bagnaia e la festa al Mugello
Uno romagnolo: esuberante, la battuta sempre pronta, gli scherzi. L'altro più chius…
SCARPERIA - Era dal 2008 che al Mugello non si celebrava una festa così. Tra il settimo (fu anche l'ultimo) successo consecutivo di Valentino Rossi sul circuito toscano e quella che Pecco Bagnaia ha definito "la giornata più emozionante della mia carriera", c'è una evidente differenza cromatica - dal giallo fluo al rosso fuoco Ducati -, ma soprattutto la sensazione di un passaggio di consegne che fino a ieri pareva impossibile, perché come si fa a sostituire il Doc? Invece, che sorpresa. Il motomondiale ha un nuovo eroe. Non assomiglia per niente al precedente, e forse il segreto sta proprio qui. "Valentino per me è come un padre. Dal punto di vista sportivo gli devo tutto. Ho imparato tanto, ma non ho mai commesso l'errore di provare a copiarlo: caratterialmente siamo agli antipodi".
Bagnaia e la festa al Mugello
Uno romagnolo: esuberante, la battuta sempre pronta, gli scherzi. L'altro più chiuso, riservato, elegante. Piemontese. Anche nei termini usati (ve lo immaginate Rossi che dice: "antipodi"?) sembrano arrivati da due pianeti diversi. O quasi. Perché dopo aver tagliato il traguardo, ieri Pecco si è - finalmente! - lasciato un po' andare. Prima è rimasto coinvolto in una divertente pantomima architettata dai ragazzi del suo fan club: gli hanno apparecchiato un tavolino subito dopo il traguardo, e cucinato al momento un hot-dog con senape ("Buonissimo: morivo di fame"). Poi il piemontese è salito sul palco e ha affiancato una dee-jay, mettendo della musica techno e facendo ballare gli 80.000 spettatori scesi in pista dalle tribune e dalle colline intorno. La gente era così felice. Negli ultimi 15 anni, al Mugello avevano vinto altri ducatisti: Dovizioso, Petrucci. E naturalmente lo stesso Bagnaia, nella passata stagione che lo ha visto vincere quel titolo che mancava all'Italia dal 2009. Però questa volta è stato diverso. C'era una energia impressionante: lo vedevi negli sguardi, nei sorrisi. I cori, le bandiere, i fumogeni, l'Inno di Mameli cantato a squarciagola. Tutti si sono innamorati del ragazzo timido di Chivasso. Quello che non assomiglia per niente a Valentino.
Il vuoto lasciato da Rossi
Col suo addio alle moto, due anni fa, il Doc - che come nessun altro campione ha contribuito al successo della MotoGP - ha lasciato un vuoto evidente sugli spalti e nelle casse degli organizzatori. Don Carmelo Ezpeleta, padre-padrone della Dorna, sperava di sostituire il pesarese con un altro fuoriclasse dalla personalità strabordante, Marc Marquez, ma lo sciagurato pomeriggio malese del 2015 gli ha rovinato i piani. Orfano del Peter Pan di Tavullia, questo sport sembrava essere destinato a una retrocessione mediatica, almeno dalle nostre parti. Poi, è arrivato Pecco: grande talento ma riservato, poche parole, basso profilo. Ha cominciato a vincere proprio nella stagione d'addio di Rossi. Un primo successo ad Aragon, nel settembre del 2021. Un secondo a Misano. Portogallo, Malesia. Un italiano in sella ad una moto italiano, cosa c'è di più esaltante? Però per festeggiare gli bastava alzare il pugno destro sul traguardo, abbracciare la squadra nel box Ducati. E scappare via con la fidanzata Domizia, trovare rifugio in famiglia, mettersi ai fornelli "per ritrovare un po' di tranquillità", come racconta. Nessuna polemica, zero litigi: "Rispetto i miei avversari: in pista ci diamo battaglia, fuori siamo amici. Condividiamo la stessa passione".
Bagnaia sul tetto del mondo
Altro che quelle risse del Doc con Max Biaggi, Gibernau, Stoner, Lorenzo o il Cannibale. Insomma: l'attenzione ha continuato ad essere calamitata da Valentino. L'anno seguente, senza più il pesarese, tutto era pronto per il passaggio di consegne: favorito per il mondiale, Bagnaia ha commesso qualche errore. E lo ha onestamente confessato, senza cercare scuse. A metà campionato, con 91 punti di distacco dal campione in carica - il francese Quartararo - sembrava sul punto di arrendersi. Ma ha stretto i denti in silenzio, lasciando perdere i proclami. E' arrivata una seconda parte di stagione straordinaria: 5 successi in sella a una moto imbattibile, il trionfo di Valencia. Campione del mondo! E' rimasto modesto, sincero. E con meno di due milioni di follower ("Non mi piacciono molto, i social: possono trasformarsi in una palude da cui è difficile uscire") contro i 22 e passa del suo vecchio Maestro.
Pecco: "Valentino mi ha insegnato tutto. Ma non ci assomigliamo"
Ha cominciato questo 2023 a modo suo, salutando l'arrivo nella squadra di Bastianini detto 'la Bestia' - tutti già pregustavano una bella zuffa - con un bel sorriso: "Enea è una brava persona e un grande talento, ci conosciamo da quando eravamo bambini: come si fa, a non volergli bene?". Ha annunciato che presto sposerà Domizia. E mettendo sulla carena della Gp23 il numero 1 da campione in carica, è tornato alla vecchia tradizione dei piloti: quella che proprio il Doc aveva interrotto, mantenendo l'iconico 46. "Non ci assomigliamo per niente", ripete Pecco. "Ma posso permettermi di dire che abbiamo la stessa sensibilità alla guida? Alcune volte è un vantaggio, altre forse servirebbe più 'ignoranza'. E poi, la determinazione: anche io non mi arrendo mai. La grande differenza è che lui ha vinto 9 mondiali: è una leggenda. Io, compreso quello di Moto2, sono appena a quota 2". La gente sta imparando ad amarlo. E ieri pomeriggio, è impazzita per lui. I suoi avversari dicono lo danno per favorito anche quest'anno, è già in fuga con 21 punti di vantaggio su Bezzecchi. "La strada è ancora lunga, facciamo un passo alla volta: ma non c'è giornata più bella di questa al Mugello, per cominciare".