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Gp Germania, Martin vince il duello con Bagnaia

(reuters)
La vittoria premia lo spagnolo alla fine di un lunghissimo ruota a ruota. Pecco resta leader del Mondiale. Trionfo Ducati: "Abbiamo dei piloti straordinari, ma che lavoro a Borgo Panigale", festeggia l'ad Claudio Domenicali. Nove moto italiane nelle prime 10: Morbidelli (12°) è il primo pilota in sella a una 'giapponese'
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SACHSENRING - Jorgen Martin vince il gp di Germania e replica il successo della sprint race del sabato, tenendo ancora una volta Pecco Bagnaia dietro di sé per una questione di centimetri: adesso lo spagnolo insegue in classifica a soli 16 punti il campione del mondo. Per il titolo della MotoGP è una sfida tra ducatisti. Sul podio sale un altro pilota del team Pramac, il francese Zarco, e alle fine con Bezzecchi e Marini ci sono 5 moto di Borgo Panigale davanti a tutti: è un altro trionfo italiano della “cantera” italiana progettata con sagace anticipo da Claudio Domenicali. “Abbiamo dei ragazzi speciali”, ammette l’ad dell’azienda emiliana, “ma è anche vero che a casa gli ingegneri e i meccanici stanno facendo un lavoro straordinario: questa è sempre stata una pista poco adatta alle nostre moto, e guardate cosa è successo”, s’inorgoglisce. Tagliato il traguardo, Martin fa esplodere petardi di felicità. Che differenza con la disperazione di un altro pilota iberico: il povero Marc Marquez, dopo essere caduto anche nel warm up - quinto capitombolo in meno di 24 ore – oggi ha rinunciato a correre. Il Cannibale però ha promesso che sarà tra una settimana in Olanda, ultimo appuntamento del motomondiale prima della pausa estiva.

Bagnaia: “Nel finale l’ho tamponato, va bene così”

“Era tanto che ci provavo, finalmente è arrivato questo momento. Gara tosta, perché Pecco ci ha provato in tutti i modi e abbiamo dato entrambi il massimo. Questo è solo il primo passo, mi sto avvicinando”, festeggia Jorge Martin. Ma anche Pecco Bagnaia sorride: “Abbiamo dimostrato di essere forti e molto competitivi negli ultimi giri. Ho guadagnato terreno, ci ho provato al penultimo giro ma l’ho toccato e poi ero al limite per recuperare. Il secondo posto va benissimo, ora pensiamo al week-end di Assen”. Zarco sale sul terzo gradino del podio: “Sapevo che era possibile, e con questo passo potevo anche puntare alla vittoria: ho fatto una buona partenza, ma in frenata ho perso un po’ di tempo all’inizio. Speravo di recuperare su quei due, pazienza”.

 Sul traguardo 9 moto italiane nelle prime 10

Miller sognava di andarsene in fuga, ma dopo una partenza bruciante – che lo ha subito proiettato davanti a tutti – l’australiano ha pasticciato già a metà del primo giro, facendosi passare da un terzetto rosso Ducati: Bagnaia, Martin, Marini. Lo spagnolo ci ha messo 4 tornate prima di andare a comandare e voleva fare la voce grossa come sabato (quando ha vinto la sprint race con 2 secondi e mezzo di vantaggio sul piemontese) però stavolta Pecco non aveva nessuna intenzione di lasciarlo andare: dopo un gap iniziale di 7 decimi, il campione del mondo è andato progressivamente rosicchiando il distacco. Senza lo sfortunato Marc Marquez si è presto fatto sotto Binder, che con la Ktm ha facilmente avuto la meglio sul “canguro” Jack che divide con lui il box austriaco, mentre Zarco si è lanciato all’inseguimento e intorno a metà gara Bezzecchi è riuscito ad avere la meglio su Marini, suo compagno nella Mooney Vr46.

Morbidelli, il migliore con una giapponese. Ora tutti ad Assen  

La caduta di Binder, che a 12 giri dal termine non è riuscito a inserire la marcia alla curva 8 finendo nella ghiaia, ha promosso sul podio virtuale Zarco e celebrato un pokerissimo Ducati. Bagnaia, arrivato a 3 decimi dal leader, è comparso all’improvviso a ruota di Martinator dopo il ventesimo giro: “Non mi hanno visto arrivare”, avrebbe detto qualcun altro. Pecco e Jorge, il duello era appena cominciato: ancora 3 giri, e lo spagnolo si è rimesso davanti. La gara era chiaramente una questione tra i 2, col francese della Pramac a quasi 6 secondi e gli altri ancora più lontano. A 2 giri dal termine un Pecco sempre più vicino ha tentato il sorpasso però ha “tamponato” il rivale, perdendo tempo prezioso e l’opportunità di riprovarci. Quarto posto per Bezzecchi, ora a -31 in classifica, davanti a un buon Marini. Miller interrompe per un istante lo strapotere Ducati, perché poi ci sono Alex Marquez e Bastianini e Di Giannantonio. Decimo Oliveira con l’Aprilia: 9 moto italiane nelle prime 10. La prima giapponese è la Yamaha di Morbidelli, 12° davanti a un Quartararo che qui al Sachsering aveva vinto un anno fa, però sembra sia trascorso un secolo.