MotoGp, l’Aprilia lancia la sfida alla Ducati. Rivola: “Più facile vincere con 8 moto in pista, servirebbe un budget cap come in F1”
di Massimo CalandriL'Aprilia di Aleix Espargarò
(afp)Tre piloti nei primi 5 al traguardo, 4 nei migliori 10, il successo di Aleix Espargarò: l’Aprilia a Silverstone ha stravinto il derby italiano con Ducati. A 19 punti dalla Ktm nella classifica costruttori, l’azienda di Noale si rilancia come primo rivale di quei prepotenti di Borgo Panigale, che hanno già vinto 7 gare nel 2023. La MotoGP è una storia tutta italiana, tra moto e piloti. Le giapponesi sono scomparse: il migliore ieri è stato Morbidelli, 14° con una M1, davanti all’altra Yamaha di Quartararo; Marc Marquez è caduto ancora una volta, il suo divorzio anticipato dalla Honda è sempre più vicino e i superstiti (Nakagami, Lecuona) sono finiti a oltre un minuto e mezzo dal vincitore. Evviva l’Aprilia: che non si accontenterà di fare da spalla alla Ducati. “Vinales ha un talento e una voglia di vincere enormi, come me e Oliveira”, ha detto Aleix. “Più siamo, meglio è: questo ci farà crescere e vinceremo il mondiale, con me o qualcuno altro. Stiamo arrivando!”.
Tre piloti nei primi 5 al traguardo, 4 nei migliori 10, il successo di Aleix Espargarò: l’Aprilia a Silverstone ha stravinto il derby italiano con Ducati. A 19 punti dalla Ktm nella classifica costruttori, l’azienda di Noale si rilancia come primo rivale di quei prepotenti di Borgo Panigale, che hanno già vinto 7 gare nel 2023. La MotoGP è una storia tutta italiana, tra moto e piloti. Le giapponesi sono scomparse: il migliore ieri è stato Morbidelli, 14° con una M1, davanti all’altra Yamaha di Quartararo; Marc Marquez è caduto ancora una volta, il suo divorzio anticipato dalla Honda è sempre più vicino e i superstiti (Nakagami, Lecuona) sono finiti a oltre un minuto e mezzo dal vincitore. Evviva l’Aprilia: che non si accontenterà di fare da spalla alla Ducati. “Vinales ha un talento e una voglia di vincere enormi, come me e Oliveira”, ha detto Aleix. “Più siamo, meglio è: questo ci farà crescere e vinceremo il mondiale, con me o qualcuno altro. Stiamo arrivando!”.
Aprilia con 4 moto
Le RS-GP hanno dimostrato di non temere il confronto muscolare con le Rosse: non sono inferiori quanto a potenza, reggono il confronto rispetto alla nuova “agilità” dei gioielli di Borgo Panigale. Da quest’anno in pista ce ne sono 4, perché alla collaudata squadra ufficiale (Espargarò-Vinales) si è aggiunto quello satellite Rnf con Oliveira e Raul Fernandez. Nel 2022, Aleix aveva vinto il gp d’Argentina – primo, storico successo per il marchio veneto dopo il ritorno del 2014 nella categoria regina – e in altre 5 occasioni era salito sul podio: si era giocato il titolo fino a due gare dalla fine del campionato. “La moto di quest’anno è sicuramente migliore e lo sapevamo prima di scendere in pista, dai dati del banco e della galleria del vento. Ma per una serie di (anche sfortunate) circostanze, la parte iniziale della stagione non era andata per niente bene”, spiega Massimo Rivola, ceo di Aprilia Racing.
La svolta di Assen
Un secondo posto di Vinales in Portogallo e il brutto infortunio di Oliveira, complice il solito Marquez, poi più nulla. Fino alla gara di Assen, a fine giugno e prima delle vacanze estive: terzo podio di Espargarò, che bella sorpresa. “Ci ha dato la forza per continuare a spingere, a studiare e lavorare sodo, in pratica rinunciando alle vacanze”, racconta Rivola. “Ci siamo concentrati in tutti i settori e dettagli: progredendo ancora”. Il week-end inglese è stato un trionfo. In parte atteso, perché Silverstone è da sempre una pista speciale, per Aprilia: nel 2021, il catalano conquistò il primo podio in MotoGP per l’azienda di Noale; e lo scorso anno cadde rovinosamente durante la quarta sessione di prove libere, un accidente che forse gli costò il titolo. Su questo storico tracciato, le RS-GP volano: ma come ieri, chi poteva immaginarlo? “Anche se partivo 12°, in quarta fila, in griglia mi sono subito sentito invincibile”, confessa Aleix. “La moto era stabile, con una strepitosa trazione. Ho fatto un sorpasso dietro l’altro e il mio piano era di mettermi alle spalle pure Pecco, andare in fuga: ma a 8 giri dal termine ha cominciato a piovere, ho preferito restare calmo e attaccare all’ultimo giro”.
Massimo Rivola
Rivola: “Servirebbe un budget cap come in F1”
Rivola non si accontenta: “Dobbiamo insistere, dare tutto: come se lottassimo per un titolo che purtroppo non ci stiamo giocando, non ancora”. Faentino, 52 anni, arriva dalla Ferrari, dove all’Academy ha cresciuto piloti come Charles Leclerc: nel 2019 ha lasciato Maranello per Noale, l’obiettivo era quello di rendere finalmente competitivo un marchio che vanta 54 titoli mondiali nel motorsport, ma nei primi 5 anni di MotoGP aveva fatto solo piccoli passi avanti. “Il gap dalla Ducati si sta riducendo, però c’è ancora”, ammette. Non vorrebbe fare polemiche, tuttavia… “In pista ci sono 8 moto di Borgo Panigale: troppe. E’ un vantaggio enorme, perché hai molte informazioni in più rispetto ai tuoi avversari e trovi più rapidamente le soluzioni. Ci vorrebbe un budget-cap come in F1. E a parità di risorse, sfiderei chiunque a battere la nostra Aprilia”. Rivincita tra meno di 2 settimane al Red Bull Ring austriaco: il derby della MotoGP è appena cominciato.