MotoGp, la cantera Ducati di Campinoti: “Bagnaia e Martin predestinati, sarà un finale di stagione da divertirsi”
di Massimo Calandri“Pecco e Jorge? Fortissimi entrambi. Due predestinati, oggi alla pari su tutto. E in sella a due Gp23 molto simili. Godiamoci questa parte finale della stagione, non dimenticando che tra i duellanti c’è anche un terzo ducatista, Bezzecchi. Ci divertiremo”. Paolo Campinoti e i suoi ‘gioielli’: Bagnaia, Martin. Sbocciati alla Prima Pramac, la squadra di MotoGP di cui l’imprenditore toscano è team principal. La cantera Ducati, che produce campioni per il team ufficiale di Borgo Panigale.
“Pecco Bagnaia, un campione cristallino”
“Pecco ha corso con noi in due stagioni, arrivando nel 2019 reduce dal titolo mondiale in Moto2: campione cristallino, grandissimo lavoratore, molto serio e attento ad ogni dettaglio”. Il primo anno fu complicato da una lunga serie di ritiri, però c’è una gara sicuramente da ricordare: a Phillip Island partì dalla quinta fila, tagliando il traguardo in quarta posizione. Nel 2020 il brutto infortunio a Brno, la frattura alla tibia destra che paradossalmente ha limi…
“Pecco e Jorge? Fortissimi entrambi. Due predestinati, oggi alla pari su tutto. E in sella a due Gp23 molto simili. Godiamoci questa parte finale della stagione, non dimenticando che tra i duellanti c’è anche un terzo ducatista, Bezzecchi. Ci divertiremo”. Paolo Campinoti e i suoi ‘gioielli’: Bagnaia, Martin. Sbocciati alla Prima Pramac, la squadra di MotoGP di cui l’imprenditore toscano è team principal. La cantera Ducati, che produce campioni per il team ufficiale di Borgo Panigale.
“Pecco Bagnaia, un campione cristallino”
“Pecco ha corso con noi in due stagioni, arrivando nel 2019 reduce dal titolo mondiale in Moto2: campione cristallino, grandissimo lavoratore, molto serio e attento ad ogni dettaglio”. Il primo anno fu complicato da una lunga serie di ritiri, però c’è una gara sicuramente da ricordare: a Phillip Island partì dalla quinta fila, tagliando il traguardo in quarta posizione. Nel 2020 il brutto infortunio a Brno, la frattura alla tibia destra che paradossalmente ha limitato i danni quando all’inizio del mese è stato travolto da Binder a Barcellona, poi uno splendido podio a Misano. “Siamo rimasto molto affezionati a Pecco Dopo due anni è stato ‘promosso’ insieme a un altro dei nostri ragazzi eccezionali, Jack Miller”.
“Allegro, talentuoso: che gioia, avere Martinator”
Adesso è l’èra di Martinator: “Una gioia, stare con lui: affettuoso, brillante, genuino, estroverso. E semplice”. Martin come compagno di squadra ha il francese Johann Zarco, che nel paddock si porta dietro una chitarra e la sera suona nell’hospitality Prima Pramac. “A Jorge basta portare con sé l’allegria: è contagiosa”. Una squadra felice e vincente. “Perché si può lavorare bene, ed essere competitivi, mantenendo la leggerezza”, spiega Campinoti. “Dicono sia questo, il segreto del nostro team. Io ne aggiungerei un altro”. Gino Borsoi, team manager arrivato all’inizio della stagione. “Il Marc Marquez dei team manager. Se Jorge ha fatto un salto di qualità, è anche merito suo. Rispetto all’anno scorso, quando si tormentava all’idea di entrare o meno con la squadra ufficiale Ducati, è molto più tranquillo. Ha capito che il successo si raggiunge un passo alla volta”. Sì, ma adesso il titolo mondiale è davvero vicino. “Il nostro lavoro è formare i piloti, non vincere il mondiale. Certo però che se si allineano i pianeti…”.
“E il prossimo anno Morbidelli, scommessa già vinta”
Prima Pramac è in testa anche al mondiale squadre. “Quello è un obiettivo effettivamente raggiungibile. Sul titolo piloti, anche per scaramanzia, preferisco non dire nulla”. E il prossimo anno ‘Frankie’ Morbidelli prenderà il posto di Zarco. “Franco 3 anni fa era già andato vicinissimo a diventare campione. Per noi è una scommessa già vinta, siamo sicuri che farà molto bene a tutta la MotoGP”. La cantera che fa sbocciare i talenti. “E’ giusto mettere pressione quando serve, ma sempre in un ambiente sereno e sorridente. E’ il modo migliore per continuare a crescere: anno dopo anno”. Se potesse portare indietro le lancette del tempo, chi avrebbe voluto come pilota da ‘formare’? “Fabio Quartararo: è fortissimo e al tempo stesso una persona splendida, con un bel carattere. La simpatia aiuta a correre più veloce, credetemi”.