Bagnaia contro Martin, il Mondiale MotoGp in cinque round: “Si decide a Valencia”
di Massimo CalandriPecco Bagnaia
Ci mancavano il previsto diluvio e soprattutto il vento, che domenica a Phillip Island dovrebbe soffiare a 80 kmh. Qualcuno mette addirittura in forse la partenza. Volevano una MotoGp sorprendente, imprevedibile? Eccola: quando mancano 5 appuntamenti (e 10 gare, sprint race comprese) alla fine, i 2 piloti che si giocano il titolo — Bagnaia, Martin — sono divisi da 18 lunghezze: quisquilie, se è vero che in ogni weekend i punti in palio sono più del doppio. E poi c’è Bezzecchi, che un pensierino al Mondiale continua a farlo. Tre ducatisti. “Mai visto nel motomondiale un equilibrio del genere: Pecco e Jorge se la giocheranno fino a Valencia, l’ultima gara”. Parole di Davide Tardozzi e Gino Borsoi. Altri due che sono stati piloti di razza, e certe dinamiche le conoscono. Oggi le rivivono, da rispettivi team manager dei Duellanti. Raccontano di due ragazzi incredibilmente talentuosi, diversi e uguali: pregi, punti deboli. Pecco è più forte in frenata e nell’ingresso in curva, l’altro nell…
Ci mancavano il previsto diluvio e soprattutto il vento, che domenica a Phillip Island dovrebbe soffiare a 80 kmh. Qualcuno mette addirittura in forse la partenza. Volevano una MotoGp sorprendente, imprevedibile? Eccola: quando mancano 5 appuntamenti (e 10 gare, sprint race comprese) alla fine, i 2 piloti che si giocano il titolo — Bagnaia, Martin — sono divisi da 18 lunghezze: quisquilie, se è vero che in ogni weekend i punti in palio sono più del doppio. E poi c’è Bezzecchi, che un pensierino al Mondiale continua a farlo. Tre ducatisti. “Mai visto nel motomondiale un equilibrio del genere: Pecco e Jorge se la giocheranno fino a Valencia, l’ultima gara”. Parole di Davide Tardozzi e Gino Borsoi. Altri due che sono stati piloti di razza, e certe dinamiche le conoscono. Oggi le rivivono, da rispettivi team manager dei Duellanti. Raccontano di due ragazzi incredibilmente talentuosi, diversi e uguali: pregi, punti deboli. Pecco è più forte in frenata e nell’ingresso in curva, l’altro nella percorrenza e poi in uscita. Il piemontese lucido, stratega: nato per i duelli. Il madrileno istintivo, esplosivo: un martello, quando va in testa. Uno riservato, l’altro espansivo.
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Bagnaia-Martin, che sfida
Però chi è, il favorito? Nessuno vuole rispondere. "Sono molto determinati nel raggiungere l’obiettivo, incredibilmente attenti ai dettagli”. Scoprire che un sergente di ferro come Tardozzi diventa prudente, fa una certa impressione. “Bagnaia è spietato nel capire cosa serve alla moto, e a spiegarlo agli ingegneri”, racconta. “Nel tempo ha preso consapevolezza del suo potenziale. È un campione vero, non gli devi dire più nulla: sa sempre cosa è meglio fare. Jorge sa essere subito veloce, riesce immediatamente a raggiunge il limite. E ora sa che può vincere questo Mondiale”.
Jorge Martin e Pecco Bagnaia
Martin 3.0
Borsoi è più sottile, altrettanto efficace: è arrivato quest’anno nel team Prima Pramac, i risultati si sono visti subito. Però. "Però quei due potrebbero sorpassarsi mille volte, nella prossima corsa. Martin è sempre stato fortissimo, ma prima aveva molti alti e bassi. In Indonesia era reduce da 14 gare in cui aveva sempre fatto punti importanti: qualcosa che in passato non era riuscita neppure a fuoriclasse come Valentino o Marquez. È diventato un Jorge 3.0: sfida il campione del mondo in carica, uno che domenica ha vinto partendo dalla tredicesima posizione”.
“L’errore di Martin ha fatto risorgere Bagnaia”
Jorge Lorenzo, non nascondendo di tifare per il connazionale, sostiene che a Mandalika non abbia vinto Bagnaia: ha perso Martin. "Non lo so”, risponde Gino. “Si possono commettere errori, è la vita. Io la vedo come una cosa positiva: l’importante è che sia accaduto ora, possiamo recuperare. La caduta in Indonesia lo ha reso più forte e affamato di successi”. Aggiunge una riflessione molto importante. “Il vero problema è che il “comprensibile” errore di Jorge ha fatto risorgere Pecco: invece sabato, dopo essere stato superato in classifica, era alle corde”. Sull’orlo del ko. “Adesso ha recuperato fiducia, è di nuovo lui. Perché il suo rivale è finito gambe all’aria, d’accordo, ma Bagnaia poi ha superato gente che stava imponendo un ritmo infernale”.
Le cinque piste finali
Quali sono le piste che favoriscono uno rispetto all’altro? "Sepang e Valencia sembrano più adatte a Jorge, le altre 3 a Pecco. In realtà oggi sono entrambi velocissimi, potrebbero vincerle tutte”, dice Tardozzi. “Secondo me, Martin andrà alla grande anche qui in Australia”, sostiene Gino. C’è ancora un elemento in più, suggeriscono: il compagno di squadra. Il team manager della Ducati conferma: “Bastianini è tornato competitivo, potrà essere molto utile”. Quello della Prima Pramac invece parla entusiasta di Zarco: “Se ritrova la forma di qualche settimana fa, sarà una pedina molto importante”. La sfida è appena iniziata: ci vediamo a Valencia, il 26 novembre.