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Martin e “l’errore madornale” della gomma morbida che potrebbe costargli il Mondiale di MotoGp

Jorge Martin

Jorge Martin

 (afp)

Lo spagnolo, quinto, raggiunto all’ultimo giro dagli avversari per usura eccessiva degli pneumatici. “Ho fatto una grande gara, facile parlare adesso”. Domenica, alle 4 del mattino, la Sprint race per provare a ridurre lo svantaggio di 27 punti da Bagnaia

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“Adesso è facile, dire che ho fatto un errore madornale. Ma sono partito alla grande: ho fatto una bellissima gara, guidando in maniera pulita. Quelli dietro non pensavano più di prendermi”. Jorge Martin, che occasione perduta. Era ancora una volta il più veloce: la scelta di un pneumatico soft, morbido, lo ha clamorosamente penalizzato proprio all’ultimo. Però ci riprova nella sprint race, che a causa del rischio meteo su Phillip Island è stata spostata a domani, domenica, e anticipata di un’ora rispetto al programma: si correrà quando in Italia saranno le 4 del mattino.

Martin: “Ho imparato la lezione, non accadrà più”

Ancora il pilota spagnolo del team Prima Pramac: “Non è stata una scelta forzata, temevo di non riuscire a fare la differenza se avessi messo dietro la ‘media’ come gli altri”. Davanti, montavano tutti una gomma hard, dura. “Forse avrei avuto bisogno nel box di qualcuno capace di dissuadermi”. In realtà Gigi Dall’Igna, responsabile del Reparto Corse Ducati, lo aveva sconsigliato: troppo rischioso. L’ingegnere aveva ragione. “Ma sì, alla fine in queste decisioni sei sempre un po’ solo: ho fatto quello che mi sembrava meglio. È stato a 6 giri dalla fine che ho cominciato a pensare: ahia, è andata. Ho provato a spingere un po’ di più sulla parte destra, rischiavo di cadere. Però quando mancavano 2 giri avevo ancora un secondo e mezzo, e mi sono detto: forse… Invece nell’ultimo giro Zarco e gli altri erano lì, ho provato a resistere ma non c’era niente da fare. Ho imparato la lezione, il prossimo anno non accadrà. Deluso? Sì, pensavo di vincere. Ma l’altra domenica, con la caduta in Indonesia, è stato peggio”.

Bagnaia sorride: “I sorpassi alla fine, che bellezza”

“Lo sapevo”, ripete Pecco. “Abbiamo lavorato tutto il fine settimana con la media, perché era quella giusta. Troppo, il grip della pista. All’inizio stavo cedendo alla tentazione di spingere, vedendoli andare così forte. Ma ho resistito. A 5-6 giri dalla fine abbiamo cominciato a recuperare, in realtà mi aspettavo di arrivargli sotto un po’ prima. Le gomme si consumavano un 20% in più dell’anno scorso. Al principio ho dubitato, a metà gara avevo paura che Di Giannantonio e Binder avessero un passo migliore: mi sono avvicinato, però soffrivo con la gomma e allora ho dovuto mollare un po’. Sapevo di dover essere paziente. I sorpassi nell’ultimo giro sono stati proprio belli”.

Zarco festeggia: “Meglio tardi che mai”

Dopo 6 anni, 11 mesi e 13 giorni, Johann Zarco è tornato a festeggiare una vittoria col salto mortale all’indietro: “Meglio tardi che mai. Forse – ride - la gara lunga dovremmo farla sempre il sabato”. Racconta di una gara “perfetta”. “Ho sfruttato il mio stile di guida e gestito la gomma media. In alcuni punti, ma non dappertutto, avevo qualcosa più di Pecco. Ho capito però che non potevo scappare via, e ho pensato di controllare: a 5 giri dalla fine è stato chiaro che potevamo prendere Jorge, così ho superato gli altri. Dopo il traguardo mi sono sentito tranquillo: ‘È andata’. E ho cantato la Marsigliese con Paolo Campinoti (team principal): ci teneva tanto”.

Di Giannantonio: “E ora speriamo in un altro giocattolo”

“Oggi Zarco andava fortissimo, ma pure io non me la sono cavata così male”. Fabio Di Giannantonio, che felicità. “È stata la partenza migliore dell’anno, forse della vita. Mi hanno dato una mano tecnicamente: quando cominci così è tutto più facile”, dice il pilota romano. Anche il team Gresini ha avuto a disposizione il ‘magico’ abbassatore delle Ducati ufficiali, al via. A un certo punto, i ragazzi del box gli hanno mostrato il cartello: “Respira”. Il Diggia se la ride: “È una cosa che mi aiuta a restare concentrato, sul pezzo. Perché a volta l’emozione ti porta all’apnea”. Il podio è dedicato “alla famiglia, agli amici più stretti e alle persone che lavorano con me: la mia squadra”. Peccato tra un mese debba lasciare un ‘giocattolo’ come questa Ducati: Fabio cominciava a divertirsi. “Abbiamo lavorato tanto, siamo cresciuti. Mi sto trovando bene, è una emozione unica. Viste queste prestazioni, speriamo di trovare presto un altro giocattolo”. Non vede l’ora di partire con la sprint race: “Sono contento di correre, perché la moto è a posto con tutto. E anche domani possiamo fare una bella gara”.

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