Bagnaia, un altro Mondiale: Pecco tra gli gnocchi della nonna e una MotoGp sempre più agguerrita
dal nostro inviato Massimo CalandriVALENCIA — Michelle Hunziker sventola la bandiera a scacchi sul traguardo. Più bella cosa non c’è, Pecco Bagnaia. Ancora campione, per la seconda volta consecutiva e in sella a una Ducati imbattibile. «E nel modo che ho sempre sognato: prendendomi anche l’ultima gara della stagione». Gli hanno preparato una bella scenetta, per celebrare: palleggia con un pallone da basket e poi schiaccia a canestro, in faccia ai 93 mila spettatori del circuito Ricardo Tormo e a decine di milioni di appassionati alla tv. Corre verso la tribuna di Nuvola Rossa, i suoi tifosi. Indossa i tre grossi anelli stile Nba che corrispondono ai successi iridati, compreso quello del 2018 in Moto2. Sul casco ha un omaggio ai capelli di Dennis Rodman. Stringe i pugni, mostra la lingua: felice come può esserlo un bravo ragazzo di 26 anni, semplice e pulito. L’abbraccio alla fidanzata Domizia, alla sorella Carola, ai genitori, alla nonna con cui d’inverno prepara gli gnocchi a Chivasso. Il rivale Jorge Martín viene a r…
VALENCIA — Michelle Hunziker sventola la bandiera a scacchi sul traguardo. Più bella cosa non c’è, Pecco Bagnaia. Ancora campione, per la seconda volta consecutiva e in sella a una Ducati imbattibile. «E nel modo che ho sempre sognato: prendendomi anche l’ultima gara della stagione». Gli hanno preparato una bella scenetta, per celebrare: palleggia con un pallone da basket e poi schiaccia a canestro, in faccia ai 93 mila spettatori del circuito Ricardo Tormo e a decine di milioni di appassionati alla tv. Corre verso la tribuna di Nuvola Rossa, i suoi tifosi. Indossa i tre grossi anelli stile Nba che corrispondono ai successi iridati, compreso quello del 2018 in Moto2. Sul casco ha un omaggio ai capelli di Dennis Rodman. Stringe i pugni, mostra la lingua: felice come può esserlo un bravo ragazzo di 26 anni, semplice e pulito. L’abbraccio alla fidanzata Domizia, alla sorella Carola, ai genitori, alla nonna con cui d’inverno prepara gli gnocchi a Chivasso. Il rivale Jorge Martín viene a rendergli omaggio, così come Enea Bastianini, compagno di squadra confermato anche per la prossima stagione. Tutti gli vogliono bene. «Datemi qualcosa da mangiare, ché voglio ubriacarmi!». Nel box è una pioggia di prosecco: gli ingegneri e i meccanici, tutti con parrucche da donna colorate a sparare tracas, i petardi spagnoli. Poi fanno irruzione in sala stampa, lo prendono in braccio e lo lanciano in aria. La notte sarà lunga.
Martin, lo sconfitto
Ha battuto Martín col polso. Soprattutto, con la mente. Ribaltando le emozioni del giorno prima, domenica Bagnaia si è messo subito davanti come fanno i padroni di questo sport: ha costretto l’altro a farsi tradire dalla sua stessa rabbia guerriera. Martinator è un giovane talento, il sangue ancora troppo bollente. Valentino Rossi in griglia aveva suggerito all’allievo ed erede la tattica da seguire. Non c’era bisogno. Il piemontese studia e impara, ogni giorno di più: con pazienza mette insieme le tessere del mosaico di tutte le gare, soprattutto le più importanti. È un vincente, un predestinato proprio come il Doc. Meno spudorato, forse più elegante. I Duellanti avevano la stessa moto, quel prodigio di potenza e tecnologia che si chiama Gp23: ha vinto il migliore.
La festa dei ducatisti a Bologna, in 2.500 a Borgo Panigale: "Grazie Pecco"
Ducati, arriva Marc Marquez
Domenica sera era tempo di festeggiare, oggi il piemontese potrà godersi con calma questo capolavoro. Ma domattina si torna qui, sulla valenciana: coi test ufficiali comincia di fatto il campionato 2024. Jorge rilancerà la sfida, Marc Marquez — dopo 6 giri buttato giù dal pilota del team Pramac, poi affondato nella ghiaia della curva 4 — salirà per la prima volta su una Ducati del team gestito da Nadia Padovani, vedova di Fausto Gresini: un ‘vecchio’ modello di Borgo Panigale (con cui Pecco vinse il titolo nel 2022), mentre i ragazzi del team ufficiale — Bagnaia, Bastianini — e quelli della Pramac — Martin, Morbidelli — avranno a disposizione la Gp24, l’ultimo gioiello firmato dall’ingegner Gigi Dall’Igna. A proposito: sul palco è salito anche lui, il dg della Rossa, a ritirare il trofeo dei costruttori. Mai riconoscimento è stato più meritato. Dall’Igna, arrivato 10 anni fa nell’azienda emiliana, è il Leonardo dei motori: con lui, la Ducati ha stravinto in MotoGp, Superbike e altre categorie ancora. Se davvero resta fino alla pensione, preparatevi a mondiali monomarca o quasi. Ma a rendere emozionanti le gare ci penseranno i piloti stessi, a partire dal divisivo Cannibale catalano: «Cercheremo di gestire la situazione», promette l’ingegnere. Però Marco Bezzecchi, mandato gambe all’aria da Marc subito dopo il via, al termine del gp è andato nel motorhome dello spagnolo per dirgli di tutto. «Quando capirà, si pentirà delle parole pronunciate», ha tagliato corto Marquez, livido. La mancata zuffa minaccia di essere solo l’inizio di una storia complicata per la casa bolognese, che però adesso non deve distrarre dal capolavoro di Pecco: tranne due brevi parentesi, in testa per tutto il Mondiale. Martín dice di essere contento per «una stagione straordinaria», ammette di essere stato presuntuoso in un paio di occasioni. «Volevo stravincere, l’ho pagata cara».
Pecco Bagnaia di nuovo campione del mondo, a Chivasso scoppia la festa
Dall’Igna: “Ha vinto Bagnaia, il migliore”
Dall’Igna non ha dubbi: «Jorge nell’ultima parte del campionato ha fatto cose incredibili. Bagnaia però è passato da campione attraverso momenti veramente complicati. Il sacrificio, la testardaggine, ti rendono grande. Anche in questo fine settimana, ha saputo trasformarsi nel giro di poche ore. È stato il più forte. Il migliore».