MotoGp a Liberty Media, è ufficiale. Operazione da oltre 4 miliardi di euro
di Massimo CalandriSette anni dopo l’acquisto della F1, gli americani di Liberty Media si prendono anche il motomondiale: MotoGP (comprese Moto2, Moto3, la MotoE) e Superbike passano sotto il controllo della compagnia Usa, che ha acquisito circa l’86% delle quote di Dorna Sports, la creatura dello spagnolo don Carmelo Ezpeleta, da più di 30 anni padre-padrone del circo a motore. L’operazione, costata 4,2 miliardi di euro, deve essere definitivamente approvata dalle autorità giudiziarie internazionali, ma l’affare – anticipato alla fine dello scorso anno da Repubblica – adesso è ufficiale. Il passaggio definitivo è previsto nel corso dell’anno.
“Siamo entusiasti di espandere il nostro portafoglio della nostra attività di leader nel settore dello sport e dell’intrattenimento dal vivo, con l’acquisizione dell…
Sette anni dopo l’acquisto della F1, gli americani di Liberty Media si prendono anche il motomondiale: MotoGP (comprese Moto2, Moto3, la MotoE) e Superbike passano sotto il controllo della compagnia Usa, che ha acquisito circa l’86% delle quote di Dorna Sports, la creatura dello spagnolo don Carmelo Ezpeleta, da più di 30 anni padre-padrone del circo a motore. L’operazione, costata 4,2 miliardi di euro, deve essere definitivamente approvata dalle autorità giudiziarie internazionali, ma l’affare – anticipato alla fine dello scorso anno da Repubblica – adesso è ufficiale. Il passaggio definitivo è previsto nel corso dell’anno.
“Siamo entusiasti di espandere il nostro portafoglio della nostra attività di leader nel settore dello sport e dell’intrattenimento dal vivo, con l’acquisizione della MotoGP”, commenta Greg Maffei ceo di Liberty Media che – in dollari – ha versato 4,53 miliardi. “Stiamo parlando di una impresa in piena evoluzione: l’obiettivo è quello di farla crescere ancora per la soddisfazione del pubblico, delle squadre, dei partner commerciali e dei nostri azionisti”. Gli fa eco Carmelo Ezpeleta: “Siamo felici per questo passaggio epocale e per ciò che comporterà, per il paddock e i tifosi della MotoGP”. “Don” Carmelo continuerà a detenere personalmente un 10% circa delle quote.
Motomondiale, ora lo show trasloca negli Usa
Ingegnere di origine catalana, a suo tempo pilota, era piombato con tempismo perfetto nel motomondiale: era il 1991, un attimo prima che si commercializzassero i diritti tv. "Siamo orgogliosi del modo in cui siamo riuscite a far crescere questo sport, questa operazione conferma il valore attuale della MotoGP e il suo potenziale di ulteriore sviluppo. Liberty Media ha un bilancio superbo nella gestione delle imprese sportive, non potevamo immaginare un partner migliore per aumentare ancora di più il numero dei nostri tifosi”. Nel 1949, prima stagione del motomondiale, il calendario prevedeva 6 corse e tutte in Europa. “Oggi il calendario è salito a 21 appuntamenti in 17 Paesi e 4 continenti”, spiega soddisfatto Ezpeleta. Da quando Liberty Media ha preso il controllo della F1, l’azienda a stelle e strisce ha messo in atto una grande opera di espansione negli Usa con 3 gran premi e lo show come minimo comune denominatore, investendo pesantemente nel ritorno delle corse a Las Vegas. Con l’arrivo degli americani ci sono buone ragioni per credere che aumenteranno gli appuntamenti della MotoGP negli Usa: tra 2 settimane si corre a Austin, dal prossimo anno dovrebbe essere inserita nel campionato una tappa in Tennessee. E poi tutti sognano un ritorno alla Laguna Seca Californiana – quella dell’epico soprasso di Valentino su Stoner – e a Indianapolis.
Liberty Media, un impero sportivo
Liberty Media possiede quote di partecipazione nelle sale giochi F1 Arcade, nella Drone Racing League, nel media sportivo Overtime Sports e nel team americano di Imsa e IndyCar, Meyer Shank Racing. Secondo Forbes, l’azienda guidata da Greg Maffei e John Malone è in testa a una classifica dei 25 più grandi imperi sportivi del mondo. Insieme alla MotoGP e alla superbike, la società americana acquisisce anche le categorie minori del motomondiale (Moto2, Moto3, MotoE) più i diritti dei campionati mondiali di Superbike, Supersport e Superstock. Ha concluso il business prendendosi le quote del gruppo di private equity Bridgepoint, che era proprietario del 39% di Dorna, e quelle del fondo canadese CPP, proprietario del 23%.
Don Carmelo racconta a Repubblica la sua creatura
Nel 2023 le gare di MotoGP (e Moto2, Moto3, MotoE) hanno registrato oltre 3 milioni di spettatori nei circuiti, con record di presenze su piste storiche come Le Mans e Sachsenring, e un +33% di fatturato, grazie anche agli introiti di sponsor e diritti tv. I soci della Dorna si sono appena spartiti una fortuna: mezzo miliardo di euro in dividendi. Nel mondo degli affari dicono che quando succedono cose così, la vendita è dietro l’angolo. La Repubblica ne aveva già chiesto conto in una intervista a Ezpeleta nel dicembre scorso. “I segnali ci sono sempre. Confermo le voci, ma vorrei sapere chi le mette in giro. Anche perché tutti i giorni ricevo due-tre telefonate di istituti di credito: mi chiedono se è vero che siamo in vendita. Ma le banche non vogliono mica comprare: si propongono come soggetti intermediari dell’operazione. Siamo pronti a continuare con gli stessi azionisti o a mollare, se vorranno”. “Di solito”, aveva spiegato don Carmelo a La Repubblica, “le società proprietarie con capitale a rischio restano non più di 4-5 anni. Ma ogni regola ha le sue eccezioni. Coi nostri primi investitori, siamo rimasti dal 1998 al 2006: 8 anni. Poi è arrivato Bridgepoint, che ha fatto dei cambiamenti al suo interno: ne sono passati altri 17. Tutto può accadere, in qualsiasi momento. Però non è ancora successo. Di sicuro, il prodotto piace”. Eccome.