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I tormenti di Bagnaia: “Sono in difficoltà”. Vinales un rivale in più per il Mondiale

Pecco Bagnaia, 27 anni 
Ottavo nella sprint race, quinto in gara e battuto dal compagno di squadra Bastianini, il campione del mondo della Ducati archivia un Gp delle Americhe da dimenticare. Al contrario lo spagnolo dell’Aprilia sogna in grande dopo la doppietta in Texas
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I tormenti di Pecco. “Quando sarà il momento di attaccare, lo faremo”: la promessa di Bagnaia, al termine del rodeo texano, suona un po’ strana. Come un’ammissione di impotenza. Eppure, rispetto alla passata stagione il campione del mondo ha un punto in più: 54 contro 53. Ma il 5° posto attuale in classifica non lo convince, meglio: a farlo dubitare sono le prestazioni della nuova Ducati - che dopo i test sembrava un gioiello purissimo, forse però c’era troppo ottimismo -, e la crescita di moto e piloti avversari.

Comanda Jorge Martin, che nel 2023 aveva messo insieme 55 punticini, invece adesso sono già 80: se Martinator trova la costanza che gli è sempre mancata, sono guai grossi. Anche Enea Bastianini, oggi 2° nel ranking, ha fatto meglio della v…

I tormenti di Pecco. “Quando sarà il momento di attaccare, lo faremo”: la promessa di Bagnaia, al termine del rodeo texano, suona un po’ strana. Come un’ammissione di impotenza. Eppure, rispetto alla passata stagione il campione del mondo ha un punto in più: 54 contro 53. Ma il 5° posto attuale in classifica non lo convince, meglio: a farlo dubitare sono le prestazioni della nuova Ducati - che dopo i test sembrava un gioiello purissimo, forse però c’era troppo ottimismo -, e la crescita di moto e piloti avversari.

Comanda Jorge Martin, che nel 2023 aveva messo insieme 55 punticini, invece adesso sono già 80: se Martinator trova la costanza che gli è sempre mancata, sono guai grossi. Anche Enea Bastianini, oggi 2° nel ranking, ha fatto meglio della vecchia stagione: capirài, allora era stato subito messo fuori gioco da una scapola rotta, oggi è un altro serissimo pretendente al mondiale. Marc Marquez con la Ducati: ieri a metà gara è andato in testa come ai vecchi tempi e il fair play con cui ha preso la caduta (“Sono tranquillo, stavo bene: ho avuto problemi con il freno davanti dall’inizio, ma ora so come rimediare”) mette addosso una certa inquietudine. E poi, c’è l’Aprilia di un Vinales rinato e molto ambizioso: ma di questo parleremo tra poco.

Vinales sul podio con Acosta e Bastianini 

Bagnaia: “Troppe sorprese. Sono in difficoltà”

Di sicuro, Pecco si ritrova a fare i conti con nemici molto agguerriti. E la sua Gp24 non lo convince del tutto: “Nei primi 6 giri ero pronto a vincere. Da quel momento, però, ho dovuto difendermi”, spiga il piemontese. Che confessa: “Ero in difficoltà. Sentivo tante vibrazioni. Troppe”. Chiusa la sprint race del sabato con un deludente 8° posto, costretto a partire dalla seconda fila in griglia, considerate le incertezze con la gomma morbida posteriore, avrebbe potuto rischiare e mettere una media. Al contrario, ha prevalso la prudenza. “Ho provato poco la media, e comunque a sinistra c’era uno svantaggio”. Sì, ma con Vinales e Acosta ha funzionato: eccome. “Inutile parlarne. Abbiamo scelto la soft, è andata così”.

Bagnaia dice qualcosa che suona come un allarme: “Ogni volta succede qualcosa che ci sorprende”. Cioè? “Venerdì ero fortissimo, sabato Jorge è andato alla grande: ma domenica siamo stati in difficoltà. Enea invece, che prima aveva sofferto, in gara è venuto fuori alla grande. Strano”. Strano, appunto. “Torniamo a lavorare”, dice. “Torneremo a stare davanti. Quando sarà il momento di attaccare, lo faremo”. Austin, abbiam un problema. E va risolto subito, tra 2 settimane a Jerez de la Frontera: lo scorso anno Pecco vinse il gp e si piazzò 2° il sabato, deve ripetersi.

Batman forever: “E’ un sogno”, sorride Vinales

In sella a un’Aprilia, Vinales ha già vinto un titolo mondiale: era il 2011, al suo esordio nella categoria minore che si chiamava ancora 125 cc, tra gli sponsor c’era Paris Hilton. “Tecnicamente, un fenomeno”: lo dicono tutti, nel paddock. Nessuno riesce ad essere veloce come Maverick. Nemmeno Marc Marquez, che ha 2 anni in più (31 contro 29) ma quando erano bambini veniva regolarmente battuto dal rivale. Però il Cannibale: che carattere, determinazione. Batman, invece. Un carattere fragile che è sempre stato la sua condanna. Qualcosa però deve essere successo. “E’ cominciato tutto in Qatar nel 2023, a novembre”, spiega Maverick, che sul podio ha indossato la maschera di Batman. “I tecnici hanno trovato il giusto setting, quello che coincideva perfettamente col mio stile di guida: da allora, siamo sempre stati davanti”.

Dice che aveva mancato il podio per errori e un pizzico di sfortuna. Quest’anno, di nuovo a Losail, un esordio modesto: ma tra Portogallo e Texas ha vinto 3 delle ultime 4 gare, e anche a Portimao poteva fare l’en plein se la sfortuna non lo avesse derubato proprio all’ultimo giro. “Ho fatto la storia con Aprilia, mi sembra di vivere un sogno. La RS-GP è un gioiello, io non sono mai stato così bene. E questo è solo l’inizio: non voglio più riaprire gli occhi”.

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