I tormenti di Bagnaia: “Sono in difficoltà”. Vinales un rivale in più per il Mondiale
di Massimo CalandriI tormenti di Pecco. “Quando sarà il momento di attaccare, lo faremo”: la promessa di Bagnaia, al termine del rodeo texano, suona un po’ strana. Come un’ammissione di impotenza. Eppure, rispetto alla passata stagione il campione del mondo ha un punto in più: 54 contro 53. Ma il 5° posto attuale in classifica non lo convince, meglio: a farlo dubitare sono le prestazioni della nuova Ducati - che dopo i test sembrava un gioiello purissimo, forse però c’era troppo ottimismo -, e la crescita di moto e piloti avversari.
Comanda Jorge Martin, che nel 2023 aveva messo insieme 55 punticini, invece adesso sono già 80: se Martinator trova la costanza che gli è sempre mancata, sono guai grossi. Anche Enea Bastianini, oggi 2° nel ranking, ha fatto meglio della v…
I tormenti di Pecco. “Quando sarà il momento di attaccare, lo faremo”: la promessa di Bagnaia, al termine del rodeo texano, suona un po’ strana. Come un’ammissione di impotenza. Eppure, rispetto alla passata stagione il campione del mondo ha un punto in più: 54 contro 53. Ma il 5° posto attuale in classifica non lo convince, meglio: a farlo dubitare sono le prestazioni della nuova Ducati - che dopo i test sembrava un gioiello purissimo, forse però c’era troppo ottimismo -, e la crescita di moto e piloti avversari.
Comanda Jorge Martin, che nel 2023 aveva messo insieme 55 punticini, invece adesso sono già 80: se Martinator trova la costanza che gli è sempre mancata, sono guai grossi. Anche Enea Bastianini, oggi 2° nel ranking, ha fatto meglio della vecchia stagione: capirài, allora era stato subito messo fuori gioco da una scapola rotta, oggi è un altro serissimo pretendente al mondiale. Marc Marquez con la Ducati: ieri a metà gara è andato in testa come ai vecchi tempi e il fair play con cui ha preso la caduta (“Sono tranquillo, stavo bene: ho avuto problemi con il freno davanti dall’inizio, ma ora so come rimediare”) mette addosso una certa inquietudine. E poi, c’è l’Aprilia di un Vinales rinato e molto ambizioso: ma di questo parleremo tra poco.
Bagnaia: “Troppe sorprese. Sono in difficoltà”
Di sicuro, Pecco si ritrova a fare i conti con nemici molto agguerriti. E la sua Gp24 non lo convince del tutto: “Nei primi 6 giri ero pronto a vincere. Da quel momento, però, ho dovuto difendermi”, spiga il piemontese. Che confessa: “Ero in difficoltà. Sentivo tante vibrazioni. Troppe”. Chiusa la sprint race del sabato con un deludente 8° posto, costretto a partire dalla seconda fila in griglia, considerate le incertezze con la gomma morbida posteriore, avrebbe potuto rischiare e mettere una media. Al contrario, ha prevalso la prudenza. “Ho provato poco la media, e comunque a sinistra c’era uno svantaggio”. Sì, ma con Vinales e Acosta ha funzionato: eccome. “Inutile parlarne. Abbiamo scelto la soft, è andata così”.
Bagnaia dice qualcosa che suona come un allarme: “Ogni volta succede qualcosa che ci sorprende”. Cioè? “Venerdì ero fortissimo, sabato Jorge è andato alla grande: ma domenica siamo stati in difficoltà. Enea invece, che prima aveva sofferto, in gara è venuto fuori alla grande. Strano”. Strano, appunto. “Torniamo a lavorare”, dice. “Torneremo a stare davanti. Quando sarà il momento di attaccare, lo faremo”. Austin, abbiam un problema. E va risolto subito, tra 2 settimane a Jerez de la Frontera: lo scorso anno Pecco vinse il gp e si piazzò 2° il sabato, deve ripetersi.
Batman forever: “E’ un sogno”, sorride Vinales
In sella a un’Aprilia, Vinales ha già vinto un titolo mondiale: era il 2011, al suo esordio nella categoria minore che si chiamava ancora 125 cc, tra gli sponsor c’era Paris Hilton. “Tecnicamente, un fenomeno”: lo dicono tutti, nel paddock. Nessuno riesce ad essere veloce come Maverick. Nemmeno Marc Marquez, che ha 2 anni in più (31 contro 29) ma quando erano bambini veniva regolarmente battuto dal rivale. Però il Cannibale: che carattere, determinazione. Batman, invece. Un carattere fragile che è sempre stato la sua condanna. Qualcosa però deve essere successo. “E’ cominciato tutto in Qatar nel 2023, a novembre”, spiega Maverick, che sul podio ha indossato la maschera di Batman. “I tecnici hanno trovato il giusto setting, quello che coincideva perfettamente col mio stile di guida: da allora, siamo sempre stati davanti”.
Dice che aveva mancato il podio per errori e un pizzico di sfortuna. Quest’anno, di nuovo a Losail, un esordio modesto: ma tra Portogallo e Texas ha vinto 3 delle ultime 4 gare, e anche a Portimao poteva fare l’en plein se la sfortuna non lo avesse derubato proprio all’ultimo giro. “Ho fatto la storia con Aprilia, mi sembra di vivere un sogno. La RS-GP è un gioiello, io non sono mai stato così bene. E questo è solo l’inizio: non voglio più riaprire gli occhi”.