La promessa mancata e la ‘bomba’ del Mugello, così Marquez si è preso la Ducati ufficiale
di Massimo Calandri“Quella di Ducati è una telenovela”, ironizzava l’altro giorno lo spagnolo Pedro Acosta. La Beautiful di Borgo Panigale. Promesse mancate, lacrime, ripicche, annunci, festeggiamenti, dubbi. E un futuro che promette altri colpi di scena. Il prossimo anno Marc Marquez correrà con la squadra ufficiale, dopo aver esordito nella famiglia desmodromica solo 3 mesi fa grazie alla Gresini Racing. Marc voleva il box rosso a qualsiasi costo, con quella prepotenza che è il suo marchio di fabbrica, insieme al sorriso. Ha vinto lui, che a 31 anni non taglia il traguardo per primo da quasi 3 stagioni ma continua a catalizzare l’attenzione. Al punto che Ducati, pur di averlo, ha accettato di privarsi di due fuoriclasse come Bastianini e Martin. Farà coppia con Bagnaia, campione del mondo e allievo prediletto di Valentino Rossi (vi dice niente Sepang 2015?). “Spero non si rompa quell’armonia che è stata il segreto del nostro team negli ultimi anni”, ha detto Pecco. Come benvenuto al nuovo compagno, no…
“Quella di Ducati è una telenovela”, ironizzava l’altro giorno lo spagnolo Pedro Acosta. La Beautiful di Borgo Panigale. Promesse mancate, lacrime, ripicche, annunci, festeggiamenti, dubbi. E un futuro che promette altri colpi di scena. Il prossimo anno Marc Marquez correrà con la squadra ufficiale, dopo aver esordito nella famiglia desmodromica solo 3 mesi fa grazie alla Gresini Racing. Marc voleva il box rosso a qualsiasi costo, con quella prepotenza che è il suo marchio di fabbrica, insieme al sorriso. Ha vinto lui, che a 31 anni non taglia il traguardo per primo da quasi 3 stagioni ma continua a catalizzare l’attenzione. Al punto che Ducati, pur di averlo, ha accettato di privarsi di due fuoriclasse come Bastianini e Martin. Farà coppia con Bagnaia, campione del mondo e allievo prediletto di Valentino Rossi (vi dice niente Sepang 2015?). “Spero non si rompa quell’armonia che è stata il segreto del nostro team negli ultimi anni”, ha detto Pecco. Come benvenuto al nuovo compagno, non c’è male. Per non dire del modo in cui è stata accolta la notizia dai tanti tifosi italiani che non hanno mai amato l’8 volte iridato: vale la pena di ricordare che sabato scorso, quando a Misano è salito sul podio della sprint race, il catalano è stato fischiato a lungo.
La promessa mancata e la ‘bomba’ del Mugello
La promessa mancata. Fino alla scorsa settimana, il copione prevedeva il passaggio di Marquez nella Ducati ufficiale del 2025, ma a una precisa condizione: il catalano doveva vincere questo mondiale di MotoGP. Altrimenti, il posto accanto a Pecco sarebbe stato di Martin, che se lo meritava da tempo. In questo caso, il Cannibale avrebbe corso nel team satellite Pramac, con la migliore moto in circolazione: la Gp25. E se nella prossima stagione si fosse preso il titolo, la promozione nella squadra ufficiale era automatica. Martinator? Diligentemente pronto a rinunciare alla squadra factory, se l’altro gli finiva davanti. Dopo il Mugello era in programma una riunione per fare un po’ di conti: i risultati li conosciamo, danno chiaramente ragione al madrileno. Martin è in testa alla classifica, lo separano 35 lunghezze da Marquez. E dunque, affare fatto? Per niente. Marc non ha mai accettato il copione di cui sopra: “Non passerò da un team satellite a un altro”, ha ringhiato alla vigilia del fine-settimana toscano. Era la conferenza stampa del giovedì. Ed è scoppiata la bomba.
Martinator in lacrime, poi l’accordo con Aprilia
Le lacrime. Venerdì mattina Jorge Martin era scurissimo in volto: “Ma come?! Avete promesso che chi tra noi 2 sta davanti va nella Ducati ufficiale e l’altro in Pramac: Marc manda tutto all’aria e voi non dite nulla?”. Il suo rapporto coi dirigenti di Borgo Panigale ha cominciato a incrinarsi. Albert Valera, manager del giovane spagnolo, lo racconta così: “Jorge è sempre stato un ducatista innamorato, però è anche uno che ha bisogno di essere circondato d’affetto”. Domenica, la gara: vince Pecco davanti a Bastianini, Martin precede Marquez. Arriva la conferma: il prossimo anno sarà comunque il Cannibale, a vestire di rosso. Jorge scoppia in lacrime. Si confida con Espargarò, che a fine stagione lascerà l’Aprilia: “Vieni qui, al mio posto”, gli suggerisce Aleix. Il manager Valera, che a tempo di record si vede costretto a trattare anche con la Ktm, entra in contatto con Massimo Rivola, ceo racing dell’azienda di Noale.
Pernat gioca d’anticipo: Bastianini sceglie la Ktm
E la Bestia? Enea Bastianini è uno straordinario talento. Sfortunato. Lo scorso anno è stato buttato giù da Marini, la caduta praticamente gli è costata l’intera stagione. Si trova benissimo nel box con Bagnaia, meriterebbe un’altra occasione. Però Carlo Pernat, il suo manager, ha capito con un discreto anticipo che non ci sarebbe più stato posto in rosso per il ragazzo. Alla Ktm fanno carte false per averlo. L’accordo è stato raggiunto. Attenzione: Pernat è uomo di esperienza. Sa benissimo che Enea fino alla fine del 2024 è comunque sotto contratto con Ducati: non annuncia il futuro passaggio alla marca austriaca del pilota, aspetta che siano altri a farlo. Martin invece, forse tradito dalle montagne russe di emozioni, lunedì pomeriggio si fa riprendere nel motorhome Aprilia accanto ad Aleix e abbracciato a Rivola, davanti a loro i contratti firmati. Sembra che Ducati non abbia gradito: avrebbe già contattato il proprio ufficio legale.
Pecco e il Cannibale, sarà un rapporto complicato?
Con l’annuncio ufficiale in Ducati è ragionevole pensare che le diverse questioni legate agli sponsor che il Cannibale porta in dote, e che non sarebbero compatibili con quelli di Borgo Panigale, sono state risolte. Delle perplessità (eufemismo) dei tifosi, abbiamo detto. Ci sarà da gestire il rapporto nel box tra Marc e Pecco, due personalità molto diverse. Dicono che il catalano farebbe perdere la pazienza anche al Mahatma Gandhi. Non si annuncia un compito facile per Davide Tardozzi, team manager. Soprattutto, a fine mese si va in Olanda a correre: non siamo nemmeno a un terzo del campionato, e questa ‘rivoluzione’ rischia di comprometterne l’esito. “Sono sicuro che Ducati continuerà a metterci a disposizione il miglior materiale e assistenza tecnica”, dice Valera. Di sicuro, se Martin vincesse questo mondiale, il prossimo anno lo vedremmo col numero 1 sul cupolino dell’Aprilia. E suonerebbe un po’ strano. Sembra inoltre che Pramac sia sul punto di accettare l’offerta di Yamaha e passare coi giapponesi nel 2025, dicendo addio al vecchio e solidissimo – fino a poco tempo fa – rapporto con Borgo Panigale. Non sarà un altro punto interrogativo nell’avventura di quest’anno di Martinator?
Il desiderio di rivincita dei giovani italiani
Carlo Pernat, con 40 e passa anni di esperienza nel paddock, confessa di essere rimasto “molto sorpreso” da questi improvvisi colpi di scena. Non gli piace, Beautiful. “Ducati nelle ultime stagioni aveva avviato una strategia virtuosa, mettendo sotto contratto tanti giovani piloti italiani (Bagnaia, Bastianini, Martin, Bezzecchi, Di Giannantonio) e spendendo per tutti insieme quello che aveva a suo tempo pagato per Dovizioso. Sono 3 stagioni che domina. All’improvviso, rinnega tutto e perde due gioielli come Enea e Jorge. Che peccato”. Ne valeva la pena? “Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ci mancherebbe. Saranno i risultati, a stabilire chi aveva ragione. A breve termine, quella di Marquez sarà comunque una grande operazione di marketing. Ma non dimenticate che il prossimo anno ne avrà 32, e che dopo l’infortunio è un Marquez con qualcosa di meno. Mentre i ‘ragazzini’ sono molto cresciuti. E avranno voglia di prendersi una bella rivincita”.