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Marc Marquez e l’effetto domino sulla Ducati: ora il Cannibale dovrà tornare a vincere

Marc Marquez (reuters)
Quelli della ‘cantera’ di Borgo Panigale hanno dominato ad Assen, ma l’arrivo provocherà un esodo che solo ritorno alla vittoria abituale dello spagnolo giustificherà
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Bagnaia in testa dal primo all’ultimo giro nella cattedrale della Velocità. Martin che non molla mai, e continua a comandare in classifica. Bastianini protagonista di un’altra spettacolare rimonta. E subito ai piedi del podio, un Di Giannantonio sempre all’attacco. Giovani ducatisti corrono. E’ il risultato della coraggiosa e fortunata politica di Borgo Panigale, che 4 anni fa decise di non rinnovare il contratto a Dovizioso e investire quel denaro per assicurarsi i piloti più promettenti (Bezzecchi e Miller compresi). L’arrivo di Marc Marquez nel team rosso ufficiale dal 2025 ha però come conseguenza l’addio di tutti i ragazzi – a parte Pecco, ci mancherebbe altro – e anche della cantera Pramac, passata alla Yamaha. «Non darei la colpa a Marquez», commenta Gigi Dall’Igna.

Bagnaia in testa dal primo all’ultimo giro nella cattedrale della Velocità. Martin che non molla mai, e continua a comandare in classifica. Bastianini protagonista di un’altra spettacolare rimonta. E subito ai piedi del podio, un Di Giannantonio sempre all’attacco. Giovani ducatisti corrono. E’ il risultato della coraggiosa e fortunata politica di Borgo Panigale, che 4 anni fa decise di non rinnovare il contratto a Dovizioso e investire quel denaro per assicurarsi i piloti più promettenti (Bezzecchi e Miller compresi). L’arrivo di Marc Marquez nel team rosso ufficiale dal 2025 ha però come conseguenza l’addio di tutti i ragazzi – a parte Pecco, ci mancherebbe altro – e anche della cantera Pramac, passata alla Yamaha. «Non darei la colpa a Marquez», commenta Gigi Dall’Igna.

Quell’ultimo tentativo di trattenere la Bestia

Intervistato da Sky al termine della gara di Assen, il dg di Ducati Corse ha voluto fare alcune precisazioni che vale la pena citare. Ha preso le difese del catalano, sostenendo che «dovevamo scegliere un pilota» da affiancare a Bagnaia, «e gli altri due (Bastianini, Martin) era scontato che poi sarebbero finiti sul mercato». In realtà tutto suggerisce che i vertici dell’azienda emiliana volessero trattenere almeno un altro top rider, e che ci abbiano provato fino all’ultimo. «Se Marc avesse accettato di andare in Pramac, sarebbe andata diversamente», ha confessato l’ingegnere. Ducati voleva dargli una moto ufficiale ma spostarlo dalla Gresini Racing alla squadra di Paolo Campinoti, in modo da confermare la Bestia accanto a Pecco o sostituirlo con Martinator. Tanto Enea quanto Jorge stanno andando fortissimo: con Marquez in Pramac, probabilmente la scelta sarebbe arrivata a settembre. Invece. Il Cannibale ha detto no a Pramac. «Ed era inevitabile che gli altri andassero alla concorrenza». Prima sorpreso e poi furibondo, Martin il lunedì del Mugello ha firmato con Aprilia. Giurano i bene informati che a quel punto da Borgo Panigale abbiano cercato di trattenere in qualche modo Bastianini, magari sperando di dirottarlo su Pramac. Nel frattempo, però, Campinoti – responsabile del team satellite – stava mettendosi d’accordo con la Yamaha, e la Bestia faceva altrettanto con la Ktm. Troppo tardi, insomma. Marquez (31 anni) sarà pure innocente, come ribadisce Dall’Igna: ma col suo rifiuto, ha innescato il domino. E Ducati, dopo queste stagioni d’oro, ha deciso di scommettere su di lui, accettando le conseguenze. Chiamiamolo concorso di colpa, sempre che si tratti di un delitto: perché se Marc torna a vincere come un tempo, la Rossa ne uscirà trionfatrice e non solo in termini di marketing.

Anche Di Giannantonio potrebbe dire addio

L’impressione è che i denti del Cannibale non siamo più quelli di una volta: Di Giannantonio gli ha tenuto testa con una moto simile o forse inferiore (per non dire del sorpasso che gli ha rifilato Bastianini), probabilmente qualche anno fa non sarebbe accaduto. Nel frattempo, Ducati si gode un altro en plein: 3 moto sul podio, e succede da 5 gp. Dall’Igna fa i complimenti a Pecco: «Un altro fine-settimana incredibile, dopo il Mugello. Ha cominciato benissimo da venerdì, ancora una volta ha dimostrato di essere un campione». L’ingegnere dice di avere un solo rimpianto: «La vita va avanti, ma mi sarebbe piaciuto continuare con Pramac. Sono stati fondamentali nella crescita delle moto e dei piloti, con Campinoti c’era un grande rapporto professionale e personale. Purtroppo, tutto il mondo voleva perdessimo un team: è successo». Nel 2025, le Ducati passano da 8 a 6: «Tre moto ufficiali e 3 dell’anno anno precedente, un giusto equilibrio da tutti i punti di vista per continuare a lavorare ad alti livelli». E non dite che abbiamo abiurato la politica dei giovani: «Avremo con noi Aldeguer, speriamo possa fare la stessa strada degli altri». Sì, ma Di Giannantonio? «Insieme a Marquez, è quello che tratta meglio la moto dell’anno scorso. Proveremo a tenerlo. Ma sarà complicato, perché non lo vogliamo solo noi».

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