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Bagnaia, troppe cadute al momento sbagliato. Ora il Mondiale non ammette più errori

Bagnaia dopo la caduta a Misano (reuters)

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Gli scivoloni stanno facendo la differenza nella lotta al titolo con Martin. Pecco è caduto sei volte in gara contro le tre dello spagnolo
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Il problema non è che Bagnaia cada troppe volte. A Martin e Marquez succede più spesso che a Pecco, di perdere il controllo della moto e finire per terra. Il problema è che Bagnaia cade sempre nel momento peggiore: in gara. Il capitombolo di Misano, domenica scorsa, è l’ultimo di una serie nera che gli sta costando carissimo. Le statistiche sono esemplari. In questa stagione, il campione del mondo in carica si è ritrovato 7 volte gambe all’aria, ma solo in una occasione durante le prove. Martin, un tempo collezionista di “zeri” da incidente, è invece caduto 9 volte nei primi 14 appuntamenti del 2024: e solo in 3 occasioni durante le corse. Marc Marquez, 19 volte nella ghiaia, però quasi sempre durante le prove: e 4 appena, tra sprint e gp.

Pecco a Misano poteva accontentarsi del podio

Partiva dalla pole, aveva appena segnato il record della pista, era di nuovo forma fisicamente dopo l’infortunio di Aragona: il fine-settimana perfetto, dopo la vittoria nella sprint. Invece il…

Il problema non è che Bagnaia cada troppe volte. A Martin e Marquez succede più spesso che a Pecco, di perdere il controllo della moto e finire per terra. Il problema è che Bagnaia cade sempre nel momento peggiore: in gara. Il capitombolo di Misano, domenica scorsa, è l’ultimo di una serie nera che gli sta costando carissimo. Le statistiche sono esemplari. In questa stagione, il campione del mondo in carica si è ritrovato 7 volte gambe all’aria, ma solo in una occasione durante le prove. Martin, un tempo collezionista di “zeri” da incidente, è invece caduto 9 volte nei primi 14 appuntamenti del 2024: e solo in 3 occasioni durante le corse. Marc Marquez, 19 volte nella ghiaia, però quasi sempre durante le prove: e 4 appena, tra sprint e gp.

Pecco a Misano poteva accontentarsi del podio

Partiva dalla pole, aveva appena segnato il record della pista, era di nuovo forma fisicamente dopo l’infortunio di Aragona: il fine-settimana perfetto, dopo la vittoria nella sprint. Invece il gp dell’Emilia-Romagna è stato buttato via: “Nel giro di riscaldamento ho perso la ruota posteriore in un paio di curve, mi era già successo a Barcellona. Molto strano”. In testa al primo giro, poi in evidente difficoltà. Ma a un certo punto, quando i secondi di ritardo dalla coppia Martin-Bastianini erano più di 3, tutto è improvvisamente cambiato: “Sono tornato super veloce, come mi aspettavo: scendevo di 6-7 decimi a giro, ho pensato che avrei potuto ancora vincere”. Invece ha perso il controllo sul dritto, e a 7 giri dal termine si è ritrovato nella polvere. Con un terzo posto, che era blindato, in gara avrebbe perso solo 4 punti da Martinator. Invece – ringraziando il discusso sorpasso di Bastianini a Jorge - si ritrova adesso a -24.

(reuters)

Sette cadute per il campione, 6 volte in gara

La prima caduta di Pecco nella stagione è stata nel gp del Portogallo, quando a 5 tornate dalla fine si è toccato con Marc Marquez. A Jerez de la Frontera è caduto durante la sprint race. Costretto al ritiro per problemi tecnici a Le Mans, a Barcellona è finito per terra durante l’ultimo giro della sprint, quando era in testa. A Silverstone, di nuovo un pasticcio nella sprint: partiva secondo in griglia, aveva appena fatto segnare il miglior tempo. E poi c’è la domenica in Aragona, quando – protagonista di un impressionante rimonta – è stato buttato giù da Alex, il fratellino di Marquez, dando poi il via a una feroce polemica (seguita dalle scuse, alla vigilia della gara seguente).

Solo Martin può permettersi ancora un errore

“Non posso più sbagliare”, è la riflessione di Pecco. Sabato e domenica si corre in Indonesia, la settimana successiva in Giappone. Piste complicate, che spesso la pioggia rende infide. A questo punto della stagione, il solo che può concedersi un altro «zero» è Martin, bravissimo domenica scorsa a non reagire – evitando di finire per terra - quando la Bestia lo ha aggredito all’interno. Ci vorrà gas, ma soprattutto testa.

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