Rivali, ma amici. Bagnaia e Martin da ragazzini correvano in Moto3 con lo stesso team e per una stagione hanno anche condiviso la stanza da letto. In un certo senso sono ancora inseparabili. Vicinissimi. Separati da 20 punti in classifica a tre gare dalla fine, da 85 millesimi di secondo dopo le prove di ieri in Thailandia: stamattina alle 10 italiane la Sprint race. Jorge e Pecco. Paolo Campinoti, proprietario del team Pramac, è quello che nel paddock li conosce meglio, Martin corre per lui e nel 2021 sostituì Pecco, passato alla Ducati ufficiale: “Se lo meritano entrambi, quel titolo. Ho una proposta: facciamo come a Tokyo nel salto in alto, con Tamberi e Barshim. Si stringono la mano, e finisce a pari merito: campioni entrambi, medaglia d’oro. Felici, abbracciati. Sarebbe la cosa più giusta. Sono bravi, puliti, corretti. Hanno caratteristiche e caratteri diversi, ma sono due belle persone. E due piloti straordinari. Talenti puri, cresciuti anche grazie a questa competizione tra lor…
Rivali, ma amici. Bagnaia e Martin da ragazzini correvano in Moto3 con lo stesso team e per una stagione hanno anche condiviso la stanza da letto. In un certo senso sono ancora inseparabili. Vicinissimi. Separati da 20 punti in classifica a tre gare dalla fine, da 85 millesimi di secondo dopo le prove di ieri in Thailandia: stamattina alle 10 italiane la Sprint race. Jorge e Pecco. Paolo Campinoti, proprietario del team Pramac, è quello che nel paddock li conosce meglio, Martin corre per lui e nel 2021 sostituì Pecco, passato alla Ducati ufficiale: “Se lo meritano entrambi, quel titolo. Ho una proposta: facciamo come a Tokyo nel salto in alto, con Tamberi e Barshim. Si stringono la mano, e finisce a pari merito: campioni entrambi, medaglia d’oro. Felici, abbracciati. Sarebbe la cosa più giusta. Sono bravi, puliti, corretti. Hanno caratteristiche e caratteri diversi, ma sono due belle persone. E due piloti straordinari. Talenti puri, cresciuti anche grazie a questa competizione tra loro: se hanno commesso qualche piccolo sbaglio, è perché si sono spinti all’estremo. Sempre con grande lealtà”.
Campinoti: “Alla Ducati sono gentiluomini”
Qualcuno sospetta che la Ducati possa favorire leggermente Bagnaia, perché il prossimo anno Martin passerà all’Aprilia. "Sciocchezze. In Ducati si stanno comportando da gentiluomini: sono certo che sarà così fino all’ultima corsa”. Però per il 2025 hanno scelto Marquez. “Una decisione che non condivido: ma evitiamo le polemiche, è già difficile prendere decisioni in casa propria e non voglio giudicare quelle degli altri. Certo, Bagnaia è un prodotto dell’Academy di Valentino. E non credo corra buon sangue, tra il clan di Marc e quello di Rossi. Temo ci sarà un po’ di tensione”.
"Passiamo alla Yamaha, con Miller e Oliveira ci divertiremo”
Invece, alla Pramac sono sempre e solo sorrisi. E titoli. Campioni del mondo a squadre nel 2023: la prima volta nella storia, per un team indipendente. "È un buon ambiente: gente che si stima reciprocamente, si sostiene. Una pressione positiva. Sana. Abbiamo cresciuto tanti giovani campioni in maniera professionale e serena: perché non siamo mica in guerra, questo è sport”. Marquez, che ieri a Buriram ha chiuso col record della pista, qualche mese fa ha rifiutato di unirsi alla banda di Campinoti. Terremoto con effetto domino: il catalano alla Rossa ufficiale, Martin in Aprilia. E Pramac che dopo tante stagioni lascia Ducati, per accordarsi con Yamaha. “Anche se ha una certa età e non so quanto potrà ancora dare, avere Marc sarebbe stato un piacere. Pazienza. Yamaha è un marchio che ha dominato negli ultimi anni, finanziariamente solido. Con Miller e Oliveira ci divertiremo. L’obiettivo è quello di crescere altri bravi ragazzi come Pecco e Jorge: rivali, ma amici”.