Bastianini, l’intervista: “A Bagnaia voglio bene ma non lo aiuterò contro Martin. Avrei meritato ancora la Ducati”
di Massimo CalandriROMA - “Cancellare Valencia è stata la soluzione migliore. Questione di rispetto. Quella gente ha bisogno di aiuti concreti. Lo spettacolo e il divertimento arriveranno in un altro momento”. Enea Bastianini era in Safety commission con gli altri piloti, quando li hanno avvertiti del cambio di programma nel calendario. “Vediamo se dovremo attendere due o tre settimane, per correre la gara finale della stagione. Fosse per me, non scenderei mai dalla moto”.
Invece al termine dell’ultimo gp, dovunque si disputi, dovrà lasciare la Ducati ufficiale e montare su una Ktm. Nel frattempo darà una mano al suo compagno di squadra Bagnaia?
“No, sono libero. Non ho ricevuto ordini dal box e non guardo in faccia a nessuno: corro per me, nessun altro. Ho bisogno di vincere, di…
ROMA - “Cancellare Valencia è stata la soluzione migliore. Questione di rispetto. Quella gente ha bisogno di aiuti concreti. Lo spettacolo e il divertimento arriveranno in un altro momento”. Enea Bastianini era in Safety commission con gli altri piloti, quando li hanno avvertiti del cambio di programma nel calendario. “Vediamo se dovremo attendere due o tre settimane, per correre la gara finale della stagione. Fosse per me, non scenderei mai dalla moto”.
Invece al termine dell’ultimo gp, dovunque si disputi, dovrà lasciare la Ducati ufficiale e montare su una Ktm. Nel frattempo darà una mano al suo compagno di squadra Bagnaia?
“No, sono libero. Non ho ricevuto ordini dal box e non guardo in faccia a nessuno: corro per me, nessun altro. Ho bisogno di vincere, di fare punti per chiudere in classifica davanti a Marquez. Pecco è un grande campione e un bravo ragazzo, gli voglio bene ma se all’ultimo giro sono in testa ed è dietro di me, non lo faccio passare: mi sembra normale. Lui e Martin il Mondiale se lo giocheranno da soli, nessun aiuto da parte mia o altri”.
Vinca il migliore. Cioè?
“Martin è favorito: 17 punti di vantaggio sono tanti. Ma basta anche un piccolo errore per cambiare tutto. Bagnaia è incredibilmente determinato: anche quando è in difficoltà, riesce a tirare fuori il meglio e ottenere il massimo. Jorge invece ha una esplosività pazzesca”.
L’anno scorso a Sepang festeggiò una grande vittoria, la prima e unica d’una stagione sfortunata. Tutto suggerisce che…
“Che potrebbe essere un altro fine settimana interessante. Nel 2023 fu un successo importante, un ricordo bellissimo perché stavo attraversando un periodo complicato. La pista di Sepang mi piace da quando ero ragazzino, ci sono un sacco di curve a destra che sono quelle che mi riescono meglio. Ho voglia di chiudere bene questa avventura con la Ducati ufficiale”.
Quando è arrivato, doveva battersi con Pecco per il titolo.
“Sono stati due anni un po’ strani. Non era nei miei piani spaccarmi subito alla prima gara e restare tanto fuori, il 2024 in pratica è stato un anno di test. Avrei avuto bisogno di più tempo, ma in questo sport si va di fretta. Non mi lamento: sono un ragazzo fortunato, tra agosto e settembre ho vinto 2 gp, sabato scorso la sprint in Thailandia. Ho dimostrato di andare veloce. Però non abbastanza per essere confermato. Poteva andare meglio”.
Borgo Panigale avrebbe potuto tenerla almeno per un’altra stagione: Bagnaia tifava per lei. Una grande occasione perduta?
“Meritavo quel posto. Ma anche Marquez. E Martin più di tutti. In Ducati hanno fatto una scelta. La vita va così. Diciamo che preferisco guardare in avanti: ma a volte mi capita di dare un’occhiata indietro, e penso che se all’inizio non fossi caduto sarebbero potute accadere tante altre cose”.
Se fosse rimasto con Pecco, oggi gli darebbe una mano?
“Domanda difficile. Preferisco non rispondere”.
La Ktm è una bella moto. Non performante quanto la Ducati.
“Non ci sono mai salito sopra, aspettiamo ancora qualche settimana. Io sono paziente”.
Qui in Malesia è tornato Andrea Iannone, dopo 5 anni di assenza dalla MotoGp. Non sta facendo male, tutto sommato.
“Uno dei più grandi talenti italiani, ero curioso di rivederlo in pista con una Ducati completamente diversa da quella che guidava. Emozionante. Ma posso dire ancora una cosa?”.
Prego.
“Sto pensando molto alla gente di Valencia. Le immagini sono terribili, qui nel paddock abbiamo tante persone legate a quella terra. Penso a chi non c’è più, a chi ha perso qualcuno di caro, a chi non potrà incontrarsi di nuovo. Sono catastrofi che ti segnano. Vengo dalla Romagna, purtroppo so di che si tratta. Una promessa: faremo qualcosa di buono, per loro”.