ROMA – “Jorge cercherà di chiudere il discorso subito, vincendo la sprint. Pecco farà di tutto per restare in corsa fino a domenica. Domani sarà una giornata di fuoco. Io? Mi godrò la gara”. Claudio Domenicali, ceo Ducati, alla vigilia dell’ultimo appuntamento della stagione di MotoGp a Barcellona, guarda ai suoi gioielli in lotta per il titolo — Martin è a +24 su Bagnaia — con la serenità di chi è già campione. “Abbiamo da tempo raggiunto l’obiettivo, dimostrando che la nostra moto è ancora la più forte. Domani o domenica sera festeggerò un pilota che è sotto contratto con noi. E martedì comincerà una nuova avventura”.
Dicono che da Borgo Panigale arriverà a Barcellona un “aiutino” per il pilota della squadra ufficiale, Bagnaia. Il trionfo di Martin — che corre per Pramac, team satellite — sarebbe uno smacco?
“I fatti parlano chiaro: fin dall’inizio della stagione abbiamo fornito a Jorge e Pecco lo stesso materiale, con l’impegno di non favorire mai nessuno. Una scelta precisa, coraggiosa però lucida: ha favorito la competizione tra loro. Il livello si è ulteriormente alzato: imbattibili. Perché cambiare all’ultimo?”.
Chi preferisce dei due?
“Pecco è stato ancora più veloce, e veniva da due Mondiali vinti. Per ora si è preso la bellezza di 10 gp: il sistema di punteggio non lo ha premiato come sarebbe stato giusto. Ha sbagliato di più, forse per troppa foga. Martin, esplosività pura: mi è piaciuto molto nel finale di stagione, ha saputo accontentarsi. In questo momento sono nettamente i più forti”.
In questo momento, appunto: da martedì cambia tutto. Martin va in Aprilia, Bastianini in Ktm. Marc Marquez nuovo compagno di Bagnaia nel box rosso.
“Sono curioso di vedere come andrà: tanti cambiamenti, tutto promette di essere molto stimolante. Se Jorge metterà il numero 1 di campione del mondo su una carena Aprilia, vorrà dire che se lo è meritato. Nessun rimorso, da parte nostra. Anzi”.
Però Marquez in Ducati farà storcere il naso a molti.
“Marc è divisivo, soprattutto in Italia. Ma ha fatto vedere cose interessanti: ha vinto una gara, e raccolto il doppio dei punti degli altri ducatisti che come lui correvano su un modello del 2023. Ci sono dati, non li posso rivelare, che lo confermano: è il pilota che più di ogni altro potrà alzare le prestazioni della Ducati, della squadra e di tutti i piloti, visto che tra noi c’è uno scambio continuo di informazioni”.
Lei aveva puntato sui giovani, la “cantera”. Invece il dg Gigi Dall’Igna ha voluto sacrificare tutto sull’altare del catalano.
“Gigi è un uomo integerrimo e si preso la responsabilità, però abbiamo deciso in due. È più grande la soddisfazione di aver visto crescere i nostri ragazzi, che il dispiacere di perderli. Rinunciare a Martin è stata una scelta lacerante. Ma se vogliamo continuare a stare davanti, dobbiamo essere pronti a decisioni difficili, impopolari”.
Matteo Salvini con l’ad Ducati Claudio Domenicali all’inaugurazione Eicma 2024
(ansa)Ducati ha vinto 18 gp su 19, i suoi piloti hanno occupato 49 dei 57 posti sul podio. Una dittatura.
“Il paradosso è che dobbiamo vincere, e poi quasi chiedere scusa. Attenzione, i cicli possono terminare in fretta: guardate cosa è accaduto con la Red Bull in F1. Sognavo di ripetere le 5 stagioni di Schumacher: abbiamo vinto 5 titoli costruttori consecutivi, siamo al terzo coi piloti. Forti, non invincibili: servono quelle scelte coraggiose. Intanto godiamoci questo weekend, soprattutto domani: sarà infuocato”.