Marc Marquez con la Ducati ufficiale: accanto a Pecco Bagnaia. E ancora Jorge Martin, fresco campione del mondo, che sale su un’Aprilia: numero uno sulla carena. Nella squadra di Noale, al madrileno farà compagnia Marco Bezzecchi, che ha detto addio al team di Valentino Rossi (sostituito da Franco Morbidelli). Il sogno ducatista di Ena Bastianini è finito: comincia l’avventura sulla Ktm Tech3 in coppia con Vinales, Maverick saluta la Yamaha. Paolo Campinoti e la sua Pramac: per 20 anni cantera di Borgo Panigale, ora basta. La squadra più sorridente del paddock inizia una storia che promette di essere bellissima coi giapponesi di Iwata (la Yamaha, appunto) e due piloti capaci, anche loro transfughi: l’australiano Jack Miller, il portoghese Miguel Oliveira. Ci sarà un team Pramac pure in Moto2, con Tony Arbolino e Izan Guevara.
Il neo-iridato della moto2, il giapponese Ai Ogura, sale sulla Yamaha satellite Trackouse, gestita da Davide Brivio. La Gresini Racing sostituisce Marc Marquez con un giovane talento spagnolo, il diciannovenne Fermin Aldeguer. Non sono passati 2 giorni dall’ultima gara, la vittoria di Pecco e il trionfo iridato di Martinator: è già una rivoluzione. Oggi tornano tutti sulla pista del Montmelò: per la prima (e unica) giornata di test della stagione 2025, il prossimo appuntamento sarà per le prove in Malesia, a febbraio. Signori, si cambia.
Marc Marquez si presenta: “Todo al rojo”
“Todo al rojo”: Marc Marquez si è già fatto vivo con un breve video su Instagram che celebra il suo passaggio nel box rosso: ducatista lo era già da un anno, ma col team Gresini. Ha ringraziato la squadra di Nadia Padovani, dove ha corso accanto al fratello Alex comportandosi da padrone: guidava una Gp23, modello più vecchio di un anno rispetto a quelli forniti ai piloti della Ducati ufficiale e a quelli della Pramac, ha comunque vinto 2 gare. Ora si presenta da pari a Bagnaia: formalmente, con tanta buona volontà e voglia di collaborare. Ma il carattere prepotente del catalano lo conosciamo tutti. Per Gigi Dall’Igna - e soprattutto Davide Tardozzi, team manager di Borgo Panigale – non sarà facile gestire il rapporto tra Pecco e Marc. Ai 2 andranno naturalmente le nuovissime Gp25, il terzo modello ufficiale sarà affidato a Fabio Di Giannantonio (Vr46). Le moto di Borgo Panigale passano da 8 a 6, le Yamaha raddoppiano.
La sfida di Aprilia e del numero 1
Jorge Martin promette di esser ancora protagonista: dopo quella dirompente domenica al Mugello, quando scoprì che all’ultimo la Ducati gli aveva preferito Marquez e allora puntò dritto – con l’aiuto dell’amico Aleix Espargarò - sulla Aprilia, il madrileno aveva già le idee chiare. Noale sta facendo grandi progressi, e forse i 2 piloti del 2024 erano arrivati a fine corsa: c’era bisogno di nuovi entusiasmi e di talento, Martinator (e il Bez) sembrano i campioni giusti per far sbocciare definitivamente le RS-GP. L’azienda italiano può inoltre contare sul team satellite Trackouse, con Raul Fernandez e Ogura.
Bastianini ricomincia dalla Ktm
Ktm è a un punto di non ritorno, dopo gli investimenti di questi anni e una stagione appena conclusa che non ha regalato un solo successo domenicale (19 gp su 20 alla Ducati, uno all’Aprilia con Vinales). Però Pedro Acosta sta incredibilmente crescendo e nel 2025 potrebbe diventare un grande protagonista. Il sudafricano Brad Binder è una brutta bestia per tutti (provate a superarlo!), ma in fatto di “bestie” nessuno è meglio di quella di Rimini: Ena Bastianini avrà a disposizione una Ktm full factory, dopo le 2 sfortunate stagioni ducatiste – e comunque, 4 successi – il pilota romagnolo ha l’occasione di prendersi una grande rivincita con Borgo Panigale. Il poker di atleti schierato dalla casa austriaca e completato daVinale è di grande qualità.
Quartatararo e Rins, Marini e Mir: le conferme
Forse era più semplice dire chi è stato confermato nella nuova stagione, sono così pochi: Brand Binder e Acosta nel team ufficiale Ktm avranno le moto full factory (così come Bastianini e Vinales); Fabio Quartararo e Alex Rins nella prima squadra Yamaha; Luca Marini e Joan Mir, dopo una stagiona di grande sofferenza dal punto di vista delle prestazioni – per colpa delle moto, sia chiaro – restano con la Honda ufficiale, mentre nella squadra satellite al francese Yoann Zarco si unisce il thailandese Somkiat Chantra.