Due miliardi di euro di passivo. Il valore delle azioni sceso del 60% in meno di 6 mesi. Centomila motociclette e trentamila bici elettriche che si impolverano nei magazzini, invendute. L’austriaca Ktm, più grande produttore di moto d’Europa, protagonista nelle due ruote - 11 titoli mondiali e 150 vittorie, più 246 podi in varie discipline, solo nel 2024 -, è sull’orlo della rovina. L’azienda ha garantito di pagare i dipendenti fino a dicembre, poi chissà: nella migliore delle ipotesi, a breve dovrà licenziarne almeno trecento. È in amministrazione controllata, fino alla prossima udienza davanti al tribunale fallimentare – il 24 gennaio – la produzione è sospesa. Nel frattempo, attraverso la banca Citygroup cerca disperatamente degli investitori che possano immettere liquidità per evitare il crack definitivo. La partecipazione alla prossima stagione motomondiale – si comincia a fine febbraio in Thailandia – è in forte dubbio. Nella griglia MotoGP sono 4 i piloti Ktm: uno è il riminese…
Due miliardi di euro di passivo. Il valore delle azioni sceso del 60% in meno di 6 mesi. Centomila motociclette e trentamila bici elettriche che si impolverano nei magazzini, invendute. L’austriaca Ktm, più grande produttore di moto d’Europa, protagonista nelle due ruote - 11 titoli mondiali e 150 vittorie, più 246 podi in varie discipline, solo nel 2024 -, è sull’orlo della rovina. L’azienda ha garantito di pagare i dipendenti fino a dicembre, poi chissà: nella migliore delle ipotesi, a breve dovrà licenziarne almeno trecento. È in amministrazione controllata, fino alla prossima udienza davanti al tribunale fallimentare – il 24 gennaio – la produzione è sospesa. Nel frattempo, attraverso la banca Citygroup cerca disperatamente degli investitori che possano immettere liquidità per evitare il crack definitivo. La partecipazione alla prossima stagione motomondiale – si comincia a fine febbraio in Thailandia – è in forte dubbio. Nella griglia MotoGP sono 4 i piloti Ktm: uno è il riminese Enea Bastianini, che ha appena lasciato la Ducati, poi Pedro Acosta, Maverick Viñales, Brad Binder. Riusciranno a correre? E se sì, in che condizioni di spirito?
Pernat, manager Bastianini: “Siamo preoccupati”
“La situazione è drammatica. Ma mi hanno garantito che la squadra corse è fuori da questo tsunami finanziario. Qualche giorno fa, sulla pista di Jerez, i collaudatori (Dani Pedrosa e Pol Espargarò) hanno provato il nuovo telaio. La stagione non è in discussione, anche se da un punto di vista psicologico non sarà facile. Siamo tutti preoccupati, inutile negarlo. Per il 2026, vedremo»: Carlo Pernat è il manager di Bastianini. È da più di quarant’anni nel motomondiale e ha affrontato tante emergenze: «Però una cosa così non mi era mai capitata”. All’inizio dell’estate l’azienda austriaca dava ancora l’impressione di una corazzata, fortissima economicamente quanto ambiziosa. Aveva debuttato in MotoGP nel 2017, festeggiando il suo primo podio l’anno successivo con Pol Espargarò. Nel 2020 il primo successo, a Brno, con Brad Binder. Due vittorie l’anno seguente e altrettante – col 2° posto a squadre – nel 2022, mentre nelle ultime 2 stagioni Ktm ha chiuso subito dopo Ducati nella classifica costruttori.
“Si corre, ma con la testa piena di dubbi”
Una moto in grado di sfidare i gioielli di Borgo Panigale in termini di potenza. L’arrivo nel 2022 dell’ingegnere Fabiano Sterlacchini e del team manager Francesco Guidotti – non ha però regalato quell’ulteriore alto di qualità, anche perché i due si sono trovati a fare i conti con un ambiente per nulla accogliente e infatti i due hanno presto divorziato dall’azienda di Stefen Pierer. In estate Ktm ha annunciato un doppio ‘dream team’ e 4 moto ufficiali: il primo è composto dal talentuoso spagnolo Acosta (nei giorni scorsi ha voluto incontrare personalmente Pierer col suo manager, Albert Valera, che giura: “Pedro ne è uscito sollevato e fiducioso”) insieme al sudafricano Binder; l’altra squadra è quella della Bestia Bastianini (che può contare sul geniale capotecnico Alberto Giribuola, detto Pigiamino) col catalano Vinales, corrono per il team gestito dal francese Hervé Poncharal. E durante la chiacchierata con Pernat, ecco che al telefono chiama proprio Poncharal: il manager parla per un paio di minuti, poi mette giù. “Mi ha appena confermato che hanno comprato i biglietti aerei di tutte le trasferte dell’anno. Carmelo Ezpeleta, il padrone della Dorna, non può permettersi di perdere 4 moto a 2 mesi dalla prima gara. Si corre, almeno per ora. Ma che casino”.