Marquez, la mamma di Alex e Marc: “Ai miei figli dico solo non fatevi la guerra”
di Massimo Calandri“Eravamo a casa, a Cervera, sposati da un anno. Sul divano, davanti al televisore a guardare la finale della Coppa dei Campioni. La vittoria del Barcellona ci ha dato una tale allegria che a un certo punto ci siamo guardati negli occhi. Gli ho detto: “Insomma, Julià: cosa vogliamo fare qui, tutti soli?””. Le scappa da ridere, al ricordo. “E guarda un po’, nove mesi più tardi è arrivato un meraviglioso diavoletto”. Roser Alentà è la mamma di Marc Marquez. Il Cannibale. Otto titoli nel motomondiale. L’uomo che si è preso la Ducati, e con la Rossa vuol fare la storia: la moto migliore del modo, il pilota più forte. Ha trionfato nel primo appuntamento della stagione in Thailandia — pole, sprint race, gp — , stracciando gli avversari. Seguito dal fratello Alex.
“Eravamo a casa, a Cervera, sposati da un anno. Sul divano, davanti al televisore a guardare la finale della Coppa dei Campioni. La vittoria del Barcellona ci ha dato una tale allegria che a un certo punto ci siamo guardati negli occhi. Gli ho detto: “Insomma, Julià: cosa vogliamo fare qui, tutti soli?””. Le scappa da ridere, al ricordo. “E guarda un po’, nove mesi più tardi è arrivato un meraviglioso diavoletto”. Roser Alentà è la mamma di Marc Marquez. Il Cannibale. Otto titoli nel motomondiale. L’uomo che si è preso la Ducati, e con la Rossa vuol fare la storia: la moto migliore del modo, il pilota più forte. Ha trionfato nel primo appuntamento della stagione in Thailandia — pole, sprint race, gp — , stracciando gli avversari. Seguito dal fratello Alex.
Il bacio di Marc e Alex Marquez
Domenica, tagliato il traguardo, i due le hanno mandato un bacio attraverso la telecamera, dedicandole la corsa: “Perché lei guarda sempre la tv”, ha spiegato Marc. Proprio come quella sera del 20 maggio 1992: Ronald Koeman che nei supplementari infila su punizione Pagliuca, la Sampdoria si arrende, il Barça celebra uno storico successo e la Catalogna impazzisce di gioia. In tutta la regione fu una notte da baby-boom, la conferma arrivò a febbraio. I due fratelli oggi vivono a Madrid. Rientrati in Spagna, in questi giorni andranno a trovare la madre. Il papà, Julià, era insieme a loro, nel paddock. Le strade dei genitori da qualche tempo si sono separate, ma questo è un argomento di cui preferiscono non parlare.
Perché la mamma dei Marquez non va nei circuiti
“Nei circuiti non ci vado, resto a casa: loro sanno come fare, se mi vogliono vedere tutta intera”. Roser sorride (“Ed è un sorriso che è suo, e solo suo”, s’intenerisce Marc). Nel fine settimana giura di essersi sentita ‘abbastanza’ tranquilla: “La normale sofferenza che prova una madre nel vedere i suoi bambini in pista”. Quei due si sono sfiorati di centimetri, a trecento e passa all’ora. E se si fossero presi a “sportellate”?. “Non credo proprio. Altrimenti, poi gli avrei tenuto un muso lungo così”, scherza.
Roser Alentà, mamma di Alex e Marc Marquez
Dopo averla salutata in tv, Marc l’ha chiamata sul cellulare. “È un ragazzo sensibile, a queste cose”. Le avevano già telefonato il sabato, tagliato il traguardo della sprint race: primo e secondo, naturalmente. “Gli avevo detto che non c’era bisogno si prendessero dei rischi, facendosi la guerra. Alex mi aveva risposto: “A volte è necessario, altrimenti gli spettatori si annoiano”. L’ho mandato a quel paese”.
Il duello in pista tra Marc e Alex
I giornalisti spagnoli le hanno chiesto della prepotenza dei suoi ragazzi imbattibili. “Ho paura, temo si siano lasciati trasportare troppo. Non voglio che Marc sia già considerato campione del mondo: nella vita, come nello sport, occorre sempre essere cauti. Dovranno impegnarsi tutto l’anno, tenendo sotto controllo l’euforia”. Una donna solare, energica. Forte, indipendente, positiva. Lavora negli uffici amministrativi di un’azienda di trasporti catalana. E come tutte le madri, non ha un preferito: forse un inconfessato istinto di protezione verso il più piccolo, Alex, che è difficile definire il più debole (diciamo allora: il meno forte).
La vittoria di Marc in Thailandia
Nel momento più difficile della sua carriera, dopo quel 2020 maledetto con la frattura dell’omero destro a Jerez e le tante operazioni chirurgiche, una guarigione — e una serenità — che sembravano perdute, Marc si era rivolto a lei: “È stato un momento molto difficile, aveva deciso di lasciare la squadra: gli dissi di non farlo, perché dopo tanti anni la Honda era diventata come una seconda famiglia. A quel punto, mi ha chiesto se volevo vederlo felice. Oppure triste, in sella a una moto non competitiva". Lo scorso anno, il clamoroso passaggio alla Ducati attraverso il team Gresini. I primi tentativi di tornare Cannibale: “È stata una scelta difficile ma giusta”, dice Roser. “Mi emozionavo nel vederlo arrivare al quarto posto. Però la felicità dopo la gara di domenica, non ha prezzo”.
Mamma Roser tifa per il mondiale a Alex
Il “piccolo” Alex? “Anche lui ha faticato per affermarsi nel mondo delle corse, nonostante i due titoli mondiali in Moto3 e Moto2. Sono molto felice per lui, è un grande lavoratore. Ora è arrivato al top: solo per merito suo, non per il nome che porta”. Sì, ma chi lo vince questo Mondiale? “Preferirei Alex: gli hanno sempre detto che corre in MotoGp perché è “il fratello di”. È una bugia, perché è un pilota nato. Sarebbe il mio sogno, se prendesse il titolo: Marc ne ha già otto”. Però Marc vuole arrivare a nove, come Valentino. “È una cosa poco importante, non mi interessa. Se invece vincesse Alex, sarei contentissima. Se non si fanno male, meglio. E se non lo vince nessuno dei due, non succede nulla”. Cuore di mamma.