Lo aveva anticipato 10 giorni fa in una intervista a Repubblica: “Torno in sella in Qatar. Farò la prima sessione di prove libere, e vediamo come andranno le cose”. Jorge Martin è stato di parola, ma prima c’è voluto l’ok del medico: il campione del mondo in carica, reduce da una sfortunata vigilia della stagione con due brutti incidenti e un’infinità di fratture, fa il suo esordio venerdì a Losail in sella all’Aprilia con numero 1 sulla carena.
Tre quarti d’ora in pista, quando in Italia saranno le 14 e 45. Poi deciderà se continuare o meno. Ha perduto i primi 3 appuntamenti della MotoGP (Thailandia, Argentina, Texas), 6 gare in tutto. I suoi principali rivali – i ducatisti Bagnaia e Marc Marquez – sono già lontanissimi in classifica, lo spagnolo ha detto addio in anticipo al titolo: “Questo sarà un anno di transizione, per imparare e prepararmi a fare la storia con Noale nel 2026”. Non significa che Martinator non voglia essere comunque protagonista a breve, anzi: “Non ho più la pressione di dover dimostrare subito qualcosa con una moto che devo ancora conoscere, ma il desiderio di andare veloce e stare davanti è sempre lo stesso”.
Jorge era caduto una prima volta proprio all’inizio dei test di Sepang, a febbraio, dopo nemmeno una decina di giri. Fratturandosi un piede e una mano. Aveva recuperato, ma nell’ultimo allenamento alla vigilia della partenza in Thailandia era finito di nuovo a terra: e questa volta, insieme ad altri danni (ancora piede, costole) si era rotto il polso sinistro. “Non vedo l’ora di tornare in pista e sono felice di correre in Qatar. L’obiettivo è quello di cominciare a prendere un po’ di confidenza con la RS-GP25 e fare qualche giro. Non so come potrò reagire, sicuramente non sarò al 100%. Cercheremo di fare del nostro meglio e progredire gradualmente. Fisicamente non sono nemmeno sicuro di poter finire una gara così, ma se ci riuscissimo sarebbe una vittoria perché significherebbe che ho cominciato a recuperare. Abbiamo bisogno di fare un passo alla volta per tornare prima possibile al nostro livello”.